lunedì, Aprile 12

Nuove alleanze per i Paesi turcofoni Si rafforzano i legami attraverso summit internazionali

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 summit di Bodrum

Almaty – Nonostante la febbre da mondiale, con l’arrivo dell’estate, si moltiplicano gli incontri tra i capi di Stato e si creano nuove partnership. Nessuno tra i Paesi turcofoni è rappresentato a Brasile 2014, rendendo più facile i loro frequenti incontri. Il summit di Bodrum del 5 giugno scorso era dedicato appunto a rafforzare la cooperazione tra i diversi Paesi che storicamente hanno rappresentato il mondo turco e che ancora oggi parlano una lingua con una storia comune. L’incontro del Consiglio Turco tra i Presidenti di Kazakistan, Kyrgyzstan, Azerbaigian, e, appunto, Turchia, ha dato l’impressione di aver rilanciato le relazioni, spesso travagliate, tra questi Paesi.

Il momento più importante del summit, a livello geopolitico, è stato l’invito da parte del Presidente kazako Nursultan Nazarbayev all’ingresso nell’Unione Economica Eurasiatica (UEE) indirizzato al presidente turco Abdullah Gül. Il trattato che ha sancito la nascita dell’UEE è stato firmato ad Astana alla fine di maggio e, oltre al Kazakistan, nell’immediato futuro potrebbe coinvolgere anche il Kyrgyzstan. Questo bilancerebbe la presenza di Paesi turchi e slavi (Russia e Bielorussia). Inoltre, i Paesi partecipanti stanno pensando alla creazione di un canale satellitare che parli della storia, della cultura e delle opportunità di business del mondo turcofono.

Il Consiglio Turco è stato creato nel 2009, ma quello di quest’anno è probabilmente il meeting più significativo. Tra i temi trattati, si è evidenziata la necessità di incrementare i flussi turistici. Insieme agli altri leader turcofoni, Nazarbayev è quello che più si arrovella per trovare soluzioni di branding e marketing. Lo scorso febbraio aveva addirittura suggerito il possibile cambiamento del nome del proprio Paese, da Kazakhstan a Kazak Yeli, abbandonando il suffisso -stan e prendendo esempio dalla Mongolia, che ha meno abitanti, ma più turisti. Alla fine, il progetto per il nuovo nome è stato abbandonato e si è preferito percorrere una strada più convenzionale per l’attrazione di turisti e investitori: un regime unilaterale di permessi verso dieci Paesi (tra cui l’Italia) a cui saranno aperti i confini per visite brevi, fino a quindici giorni, senza bisogno di ottenere un visto.

Le infrastrutture e i trasporti sono pilastri della cooperazione internazionale, secondo gli intervenuti. Il Presidente kazako ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte, parlando prima dell’autostradaWestern Europe – Western Chinain fase di completamento attraverso il Kazakistan, e poi del progetto ferroviario che dovrebbe unire la steppa kazaka, il deserto turkmeno e la regione costiera sul caspio dell’Iran già dalla fine di quest’anno.
Nelle foto di gruppo, infatti, si nota la presenza del Turkmenistan, osservatore del Consiglio Turco come l’Uzbekistan, che invece non ha partecipato. Il sorriso smagliante di Gurbanguly Berdimuhamedov, presidente turkmeno, non ha tuttavia fatto dimenticare dell’assenza di Islam Karimov, che da Tashkent presiede il terzo Paese in termini di popolazione totale turcofona.

L’Uzbekistan è lontano dai riflettori internazionali a causa della situazione precaria dentro i confini. Karimov appare sempre meno frequentemente in pubblico, mentre Gulnara, la figlia, lamenta le pressioni delle forze speciali sulla sua persona. Karimov ha criticato duramente la formazione dell’UEE, ammonendo il vicino Kazakistan della perdita di sovranità annessa alla creazione di un’unione economica e dunque politica: «può esistere l’indipendenza politica senza l’indipendenza economica? Non credo proprio» ha dichiarato il Presidente uzbeko. La politica internazionale passiva di Tashkent potrebbe essere un errore diplomatico, oppure una strategia specifica a non disturbare la quiete prima della successione al potere.

Durante il summit di Bodrum si sono svolti anche parecchi incontri bilaterali. Uno tra i più significativi è stato quello tra Nazarbayev e il suo omologo azero, Ilham Aliyev. Entrambi Paesi costieri che si affacciano sul Mar Caspio, Azerbaigian e Kazakistan hanno bisogno di cooperare, soprattutto nel settore dell’energia, al fine di preservare la stabilità economica  -e dunque politica-  dei rispettivi regimi. Quando Nazarbayev è passato nella stanza accanto, ha trovato Gül, con cui ha discusso l’espansione del programma economico congiunto ‘New Synergy’, sviluppato tra Kazakistan e Turchia.

Qualche giorno più tardi, il 12 giugno, a nella capitale azera di Baku, si è svolta la sessione plenaria annuale dell’Assemblea Parlamentare dei Paesi Turcofoni (TURK-PA), dove ulteriori possibilità di collaborazione diplomatica ed economica sono state all’ordine del giorno. In particolare, si è parlato di energia, visto il cambiamento radicale della mappa delle forniture in Europa.

Negli stessi giorni, ad Almaty, Kazakhstan, si svolmgeva la cerimonia di inaugurazione dell’Istituto di Ricerca Eurasiatico dell’Università Ahmet Yesevi, attraverso una conferenza internazionale, che ha visto partecipare accademici, diplomatici ed esperti dal Kazakistan e dalla Turchia. L’uso sempre più popolare della lingua kazaka, preferita al russo dalla leadership del Paese, avvicina rapidamente questi due popoli, lontani sia geograficamente, sia culturalmente. Alla conferenza si sono discusse le possibilità di cooperazione economica ed energetica tra i due Paesi, ma soprattutto si è parlato degli ostacoli globali e regionali per l’integrazione.

Tante ‘prime visioni’ in questa stagione, dunque. I Paesi turcofoni hanno dimostrato tanta voglia nell’organizzare incontri e partnership. Nonostante le differenze a livello politico, l’affinità linguistica rende immediata la conversazione tra i leader. La tendenza verso la creazione di micro-poli regionali, inoltre, testimonia la reattività di questi Paesi, pronti a unirsi in tempi di crisi (che per loro significa ‘crescita stabile’, a fronte delle impennate dei primi anni del nuovo millennio). Molti tra questi progetti sono kermesse da tappeto rosso e nient’altro, ma non sarebbe una sorpresa se da questi continui incontri nascesse qualcosa di duraturo e rilevante nello scenario politico ed economico della regione.

 

 

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