mercoledì, Maggio 12

Nuova Zelanda: conservatori e animalisti? Il Premier conservatore John Key rende illegale la sperimentazione animale dei farmaci 'ricreativi'

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Auckland – In Nuova Zelanda animalisti e simpatizzanti dei Greens sono rimasti sorpresi dalla messa al bando della sperimentazione animale di tutte le sostanze psicoattive legali nel Paese, una decisione presa dal Governo conservatore guidato dal Premier John Key. Le nuove misure del Governo di Wellington si riferiscono, dunque, ad una particolare categoria di farmaci e sostanze con effetti stupefacenti o antidepressivi, che sono legalmente commerciabili in Nuova Zelanda. L’effetto sorpresa si è avuto sia per la nota influenza di gruppi di pressione favorevoli a tali sperimentazioni, sia per la composizione del Governo attuale e per le precedenti posizioni del Primo Ministro.

John Key è infatti una figura che domina la scena politica neozelandese da diversi anni, divenuto noto come capo dell’opposizione nel 2006 ed avendo vinto sia le elezioni politiche del 2008 che quelle del 2011. Key rappresenta in pieno la figura del moderno conservatore con un limitato, ma efficace, elemento di riformismo, ravvisabile sia in politica interna che in politica estera. Le sue politiche nazionali sono  pienamente orientate nel solco della tradizione conservatrice occidentale, basata su un regime fiscale leggero, bassa spesa pubblica, minore impegno nel welfare state, politiche di libero scambio con partner privilegiati, supporto alla tradizione religiosa ed opposizione ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso.

E’ dunque questo il contesto che ha visto gran parte dell’elettorato neozelandese perplesso per le decisioni del Governo, specialmente se si tengono in considerazione le dichiarazioni dello stesso Key di pochi anni fa, impegnato a supportare la sperimentazione animale di diversi tipi di farmaci.
La decisione, secondo quanto dichiarato dallo stesso Key lo scorso mercoledì, è stata presa quando la Commissione di esperti del Ministero della Salute ha espressamente richiesto la possibilità di continuare a sperimentare su diverse specie lo stesso farmaco, condizione necessaria per analizzare tutti i possibili effetti. La Commissione ha poi rifiutato la possibilità di utilizzare unicamente topi da laboratorio come cavie, inducendo il Primo Ministro ad eliminare in toto la sperimentazione animale per testare gli effetti delle sostanze psicoattive legali nel Paese: «Se tali sostanze psicoattive non possono essere testate solamente sui topi, non saranno testate su alcun tipo di animale. Questo vuol dire che se un prodotto di questo tipo necessita di essere sperimentato su animali vivi, per permettere al Dipartimento della Salute di dichiararne il basso fattore di rischio, allora questo non potrà più essere prodotto in Nuova Zelanda». Key, assieme al Ministro degli Interni Peter Dunne, ha specificato che tale divieto si applica solo a questa precisa categoria di farmaci, mentre la sperimentazione rimarrà legale per farmaci utilizzati in terapie dirette a contrastare malattie rare o tumori: «Una cosa è testare le sostanze psicoattive legali, un’altra è sperimentare farmaci potenzialmente salva-vita, come quelli per il cancro, sugli animali».

Il responsabile per le politiche animaliste dell’opposizione, Trevor Mallard, considera quanto accaduto una vittoria del Partito Laburista, impegnato, negli ultimi giorni, nella diffusione di una petizione che ha raccolto più di 40.000 firme in meno di 48 ore: «L’inversione ad U del Governo è una netta vittoria dell’opposizione. Questa è una grande vittoria per le migliaia di Neozelandesi che vogliono fermare gli spacciatori di farmaci e le loro sperimentazioni insensate sia nel nostro Paese che all’estero».

L’inversione di tendenza del Governo di Wellington riguardo alla sperimentazione animale fa riferimento alla forte opposizione dell’Esecutivo, poco meno di un anno fa, all’approvazione di una legge con gli stessi contenuti di quella appena varata, lasciando aperto il campo a diverse interpretazioni rispetto a quella di Mallard. Il parlamentare John Banks infatti, primo firmatario dell’emendamento alla legge vigente bocciato lo scorso anno, considera quanto accaduto come un evento estremamente positivo, nonostante sia stato dettato da esigenze puramente propagandistiche in vista delle prossime elezioni politiche di settembre: «I sondaggi hanno mostrato che una decisione di questo tipo sarebbe stata accolta favorevolmente dalla grande maggioranza dei cittadini neozelandesi, dimostrando che si tratta di un provvedimento meramente dettato dagli ultimi sondaggi disponibili. E’ la conferma che il Governo si affida a tali strumenti per tentare di compiacere l’elettorato prima delle prossime elezioni, evidenziando la mancanza di una direzione politica chiara ed univoca».

I risultati dei sondaggi diffusi due settimane fa indicano, con l’88% delle preferenze, una netta prevalenza per la messa al bando della sperimentazione animale per farmaci cosiddetti ricreativi‘, i ‘legal highs’, mentre gli ultimi sondaggi disponibili mostrano che il Governo ha aumentato i consensi di un punto percentuale e che la fiducia nel Premier è salita di due punti percentuali rispetto alla situazione precedente l’entrata in vigore di tale provvedimento.
Se da un lato, dunque, l’intera opposizione fa quadrato e rivendica l’importanza di una decisione positiva per l’intera popolazione della Nuova Zelanda, dall’altro le ipotesi utilitaristiche che avrebbero spinto il Governo ad adottare tali misure sembrano essere, quantomeno, fortemente plausibili.

Per quanto tale sviluppo possa deludere i fautori del ‘cross-party idealism’ in Nuova Zelanda, una dottrina che evidenzia le affinità ideologiche di diversi movimenti politici, questo avrà effetti immediati sui 41 prodotti messi fuorilegge a partire dallo scorso mercoledì, per la maggior parte cannabinoidi sintetici. Tali composti sono largamente utilizzati in medicina e farmacologia ed hanno effetti principalmente analgesici (JHW-073, JWH-080, JWH-200, JWH-210) o neuroprotettivi (HU-210).

Le strade percorribili ora sono due: la produzione di nuovi farmaci testati unicamente in vitro e la più probabile importazione da altri Paesi degli stessi farmaci testati su animali, nonostante questa opzione risulti potenzialmente complessa a causa delle differenti legislazioni dei potenziali esportatori in materia.

A prescindere dalle future scelte del Governo in tema di sostanze ricreative, ulteriori polemiche sono facilmente prevedibili riguardo ad un tema delicato e controverso come la sperimentazione animale, dibattuta tra coloro che supportano la ricerca anche, ma non solo, attraverso tale strada e le associazioni animaliste ed antispeciste. Nonostante, infatti, sia Nuova Zelanda che Australia vantino una coscienza ambientale molto radicata  -solo parzialmente rappresentata dall’importante peso che hanno i Green Parties ogni anno oltre 6 milioni di animali sono utilizzati in entrambi i Paesi sia in ambiti di ricerca pura che di ricerca applicata, mostrando un rapporto tra animali sottoposti a sperimentazione annua e popolazione complessiva dei due Paesi pari a poco meno del 22%, un dato decisamente elevato se confrontato con la media mondiale, stimata di poco superiore all’1%.

 

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