mercoledì, ottobre 24

Nudi nella natura field_506ffb1d3dbe2

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Il naturismo è un movimento che nasce alla fine dell’800’. La sua radice, natura, richiama una responsabilità culturale molto profonda, che evoca un rapporto molto antico come quello tra uomo e natura. Non si tratta solo di spogliarsi ma di un modus vivendi che bisogna rispettare”. Parola di Carlo Alberto Castellani che, per il secondo anno consecutivo, ha chiamato a raccolta i naturisti di tutta Italia nel “Festival Naturista”, che si è svolto a Marina di Camerota dal 21 al 24 maggio, l’occasione per ritrovarsi nella condivisione di determinati valori e per promuovere una vera e propria filosofia di vita.

Rispetto è la parola chiave per comprendere il mondo naturista, come confermato anche dalla definizione fornita dall’International Naturist Federation: ‘Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente’.

Un viaggio alla riscoperta delle origini dell’uomo, uno stile di vita che non può essere banalizzato solo col riferimento alla nudità. Il naturista vive in armonia con la natura, la preserva, la valorizza, predilige cibi sani e prodotti generalmente biologici perché ritiene che il proprio corpo vada nutrito al meglio e pratica attività sportiva all’aria aperta per tenerlo allenato. Logica conseguenza di una società ancora molto legata alle tradizioni è lo stupore per il denudamento in sé, che viene percepito dal naturista, è opportuno precisare, non come qualcosa di immorale o degradante ma appunto di naturale e di umano. Esporre il proprio corpo all’ambiente circostante, agli elementi atmosferici e anche alla visione di estranei è benefico dal punto di vista della salute psicofisica e consente, secondo tale filosofia, una più serena accettazione di se stessi e degli altri.

Differente è il concetto di nudismo, inteso più semplicemente come la pratica del nudo, avulsa dalle logiche sopra menzionate e dalle conseguenti convinzioni filosofiche. Il naturista dunque è anche nudista ma non è necessariamente vero il contrario, come confermato da Castellani: “La distinzione naturismo- nudismo è un po’ oziosa e anche se la federazione internazionale naturista li considera sinonimi nel suo Statuto, il naturismo rappresenta non solo una liberazione dagli abiti ma anche una liberazione culturale vera e propria”.

Un movimento radicatosi inizialmente nella Germania degli anni venti, la Nacktkultur, bandito ben presto, precisamente nel 1933, dal regime nazista e che è definitivamente decollato dopo la seconda guerra mondiale in Francia e Inghilterra, soprattutto in alcuni periodi storici (ad esempio nel periodo hippy). Sono ben 37, al momento, gli Stati con una federazione affiliata all’International Naturist Federation, in Italia il primo fenomeno associativo in materia è nato nel 1964. Ma come si colloca l’Italia a livello europeo per apertura mentale e materiale verso tale tipo di fenomeno? Secondo gli ultimi dati ufficiali, raccolti nel 2009, il numero di naturisti in Europa si attesterebbe a 20 milioni, con Paesi come Spagna, Francia e Croazia a primeggiare. Gli Stati Uniti contano circa 40 milioni di persone, mentre guardando in casa nostra, i naturisti sarebbe circa 500.000.

Il Festival Naturista è un’iniziativa che ha come scopo quello di promuovere presso l’opinione pubblica il naturismo sotto tutti i suoi aspetti, compreso quello del turismo. L’Italia ha ancora qualche gap da recuperare rispetto ad altre realtà, ci sono poche strutture. I dati sono però impreciso perché non è possibile quantificare la domanda. Ci sono anche persone che vanno all’estero o persone che vanno nelle spiagge non essendo tesserate”, afferma Castellani.

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