venerdì, Dicembre 3

Nucleare ‘rinnovabile’: “No, grazie” L'ineffabile Ministro Cingolani ci riprova, al traino del suo profeta Chicco Testa. Ma c'è chi dice No: la Petizione dell'Osservatorio sullla Transizione ecologica-Pnrr e l'appoggio di FacciamoECO

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A chi sia interessato a capire cosa succede in materia energetica, tra nucleare, gas, finte rinnovabili & Co., conviene tenere sotto stretta osservazione un evergreen che di ‘green’ ha pochissimo ormai da tempo quasi immemorabile. EnricoChiccoTesta, già Fondatore, Segretario e Presidente di Legambiente (‘già’, in entrambi i sensi!). Poi, dopo un doveroso passaggio in Parlamento, un prestigioso curriculum di incarichi che propiziati dell’invenzione e guida del ‘Forum nucleare italiano‘ (naturalmente a favore), lo vedono Presidente di Acea ed Enel. E tante altre cose, tra cui la guida di ‘Rothschild Italia‘. Con un’unica costante: smentire tutto quello che Chiccotesta1 aveva anche meritoriamente fatto come leader ambientalista. Bisogna dire che ci sta riuscendo benissimo.

Chiccotesta2 sta tracciando quotidianamente la strada al suo gemello diverso, il sé dicente Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Anche se il ‘sé dicente’ è in realtà stato detto tale da un Beppe Grillo in preda ai fumi dell’autoreferenzialità e della presunzione che lo annunciava urbi et orbi come il certo autore della rivoluzione ambientale in Italia. Che dico in Italia, in Europa. Che dico in Europa, nel mondo. Che dico nel mondo… Quanto al fatto che sarebbe indicato ufficialmente come tale nel decreto di nomina del Presidente della Repubblica e negli atti ufficiali, persino nel sito del Ministero e sulla carta intestata, si tratta certamente di leggende metropolitane diffuse da chi intende screditare le Istituzioni e il Governo Draghi. Questi dannati NoVax non si fermano davanti a nulla.

L’ultima (ma non ultima) trovata dell’ineffabile Cingolani è voler far passare il nucleare come energia rinnovabile. A questa autentica boiata, tecnicamente parlando, si oppongono l’Osservatorio sulla Transizione ecologica-Pnrr e FacciamoECO. Il nucleare, così come il gas, non sono green, dicono. E chiedono che il Governo operi per lasciarli fuori dalla tassonomia verde europea.

L’Osservatorio ha dato il via ad un primo strumento operativo. Una Petizione (‘Il nucleare non sia incluso nelle rinnovabili!’) con cui si chiede al Governo italiano un impegno in tal senso. [qui il testo integrale]. L’Osservatorio sulla Transizione Ecologica-Pnrr è  promosso da Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, LaudatoSì e NOstra!. Lanciata su Change.org assieme a un gruppo di promotori composto da autorevoli personalità del mondo scientifico e dell’ambientalismo italiano, la Petizione ha raccolto oltre 2.000 firme in pochi giorni, la sottoscrizione continua.

Si afferma. «Il no a gas e nucleare nella tassonomia europea che definirà le attività green, e che quindi darà accesso a importanti finanziamenti sia pubblici che privati, è basato sui fatti e non ha nulla di ideologico. Il nucleare di quarta generazione ancora non esiste nel mondo reale e sempre nel mondo reale ancora non è stata risolto il problema della sicurezza durante il funzionamento e delle scorie. Quanto al nucleare sicuro, i disastri di Three Miles Island, Chernobyl e Fukushima ci ricordano che anche quello è una chimera. Ci sono poi altre due ragioni molto pratiche per opporsi alla cordata pro-nucleare capeggiata dalla Francia: l’energia atomica ha costi e tempi incompatibili con la transizione ecologica. Visto che lo sforzo maggiore per compiere la transizione ecologica lo dobbiamo fare da oggi al 2030, il nucleare è impraticabile anche per una questione di tempi. Quanto al gas è del tutto evidente che una fonte fossile è inquinante e non può essere considerata green. Siccome non abbiamo tempo né risorse infinite dobbiamo concentrare tutti gli sforzi sulle rinnovabili e impedire che una parte dei finanziamenti europei per le energie rinnovabili finiscano per sostenere atomo e fossili. L’Italia sta invece perdendo tempo sulle rinnovabili: secondo uno studio del Politecnico di Milano siamo in fondo alla classifica europea con un calo del 35% di nuove installazioni rispetto al 2019». La Petizione finalizza chiedendo al «Governo italiano di impegnarsi a bloccare il tentativo in sede europea di equiparare il nucleare alle energie rinnovabili, se necessario ricorrendo al veto dell’Italia». Stessa cosa per il gas.

L’iniziativa è appoggiata dalla componente parlamentare FacciamoEco. Rossella Muroni, Deputata e già presidente di Legambiente, afferma che «anziché perdere tempo con gas ed energia atomica è meglio concentrardi sulle soluzioni che già oggi abbiamo: rinnovabili, sistemi di accumulo, smart grid, efficienza, innovazione… E facciamo semplificazioni vere per le fonti energetiche pulite, perché se per installare un impianto in Italia servono 5 anni in media solo per avere le autorizzazioni, i 70 GW di rinnovabili che ci servono per ridurre del 55% le nostre emissioni non riusciremo a farli entro il 2030. E forse neanche per il 2050».

Alfiero Grandi, tra i promotori dell’Osservatorio come Vicepresidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, aggiunge. «Il Governo si sta assumendo una grave responsabilità che contraddice le sue dichiarazioni programmatiche. Anziché puntare tutto sulle energie rinnovabili sta perdendo tempo e questo fa sorgere il sospetto che il ritardo serva solo per giustificare la scelta del nucleare e del gas. Se Draghi non è d’accordo con il Ministro deve intervenire per correggere questi ritardi inaccettabili sulle vere energie rinnovabili».

Tra i promotori della Petizione, tra gli altri, Mario Agostinelli Presidente di Laudato Si’, Jacopo Ricci Presidente di Nostra!, Massimo Scalia coordinatore scientifico dell’Osservatorio e Massimo Serafini promotore del primo referendum antinucleare italiano.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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