giovedì, Settembre 23

Nucleare, falsificate le carte della centrale di Flamanville

0

Si mette male in Francia per Edf e Areva, ovvero le due società francesi che gestiscono il cantiere della nuova centrale nucleare di Flamanville, in Normandia. L’indagine è nata dopo che qualche settimana fa era uscita la notizia secondo cui i tecnici delle due aziende dovranno eseguire ulteriori test prima di poter proseguire i lavori a causa di alcune anomalie rilevate nel serbatoio che conterrà il reattore. Si tratta di anomalie impossibili da trascurare, poiché rilevate nel serbatoio, cioè lo stesso componente che aveva imposto già uno stop nella primavera del 2015 e che costituisce un elemento fondamentale per la centrale: progettato per contenere il cuore del reattore, è una barriera fondamentale che, in caso di incidente, è deputata a difendere l’ambiente dalla radioattività. Per questo le autorità stanno imponendo nuovi test. E, dopo la scoperta di “anomalie” nella struttura della centrale nucleare di Flamanville, l’indagine ha rivelato incongruenze nei registri relativi alla produzione di componenti nucleari prodotte in una fabbrica a Le Creusot.

Il reattore di Flamanville, in costruzione da anni, è pubblicizzato come il più sicuro al mondo, ma i ritardi nella costruzione stanno facendo diventare questa centrale di nuova generazione un incubo finanziario. La fine dei lavori era prevista per il 2014, con un costo stimato di 5 miliardi di euro. Successivamente il costo e le tempistiche di completamento sono notevolmente aumentate. E non è l’unico incubo finanziario in Europa.

(video tratto dal canale Youtube di Euronews)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->