sabato, Dicembre 4

Nucleare, ecco le tigri. Il Financial Times ‘bombarda’ e chiede di fare presto I pagliacci hanno fatto bene il proprio compito ed ecco palesarsi le fiere: FT ad alzo zero contro gli oppositori. Venghino, signori venghino, al Gran Barnum Italia (provincia d'Europa)

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Urge, la situazione urge. E se c’era chi pensava che si procedesse con una certa cauta progressività per riaprire in Italia e rafforzare in Europa la questione nucleare (tra cui noi), i fatti concludenti ormai quotidiani stanno a dimostrare che si vuole correre. E velocemente provare a finalizzare.

Le prime due ‘puntate’ di questa nostra cronaca-indagine (presumibilmente lunga) su L’Indro a riguardo di quanto sta accadendo e venendo allo scoperto a proposito dell’energia nucleare (‘Nucleare ‘rinnovabile’: “No grazie”‘ 10 novembre 2021; ‘I volenterosi artefici del nucleare‘ 11 novembre 2021) erano in gran parte limitate ad un orizzonte nostrano. Oggi dobbiamo prendere atto della sempre più forte e intransigente posizione del grande portavoce (ma anche direttamente protagonista) del sistema economico mondiale: il Financial Times. Che ‘bombarda’ e chiede di fare presto. Prestissimo. Qui in Italia, provincia d’Europa, i pagliacci del Gran Barnum Italia hanno fatto bene il proprio compito, comunque non terminato, ed ecco palesarsi le tigri. FT è ad alzo zero contro gli oppositori. E la strategia si delinea chiaramente.

Non abbiamo preconcetti di alcun tipo. Ma qualche concetto sì. E allora è bene ricordare che cosa è, e di chi sia, il Financial Times (amichevolmente FT, appunto). Autorevole sin dalla fondazione a Londra il 9 gennaio 1888, ha via via conquistato uno status unico. Tanto che, secondo una recente (2020) indagine dell’affidabilissima Ipsos, il Financial Times è il marchio mediatico più affidabile al mondo e la più importante testata economica europea. Il quotidiano economico-finanziario britannico è di proprietà della holding giapponese Nikkei (ne parleremo). Specializzato in cronaca finanziaria e analisi dell’attualità economica ha sede a Londra e uffici editoriali in Gran Bretagna, Stati Uniti ed Europa continentale. Oltre a proprie edizioni settimanali e settoriali pubblica anche una varietà di indici azionari, tra cui il FTSE All-Share. Inizialmente rivolto agli operatori finanziari della City londinese, approfondimenti e analisi di altissimo livello ne hanno fatto uno strumento di informazione praticamente imprescindibile quale che sia la propria posizione politico-economica.

FT sostiene libero mercato, globalizzazione e politiche globaliste. Negli anni ’80 del secolo scorso ha appoggiato le misure monetariste di Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Non in maniera ottusamente conservatrice, anzi. Alle ultime quattro elezioni presidenziali statunitensi ha dato il proprio appoggio ai candidati democratici, da Obama a Biden, passando per la Clinton. Anche per questo è una importantissima cartina di tornasole per capire quello che sta accadendo a proposito di nucleare nel mondo, in Europa, e nella succube provincia italiana.

Nucleare /3  (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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