domenica, Aprile 11

NSA sospende le intercettazioni telefoniche

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Il Senato degli Stati Uniti ha approvato la scadenza il 1 giugno scorso della sezione 215 del ‘Patriot Act’, la legge approvata nel 2001 dopo gli attentati dell’11 settembre su proposta di George W. Bush e che ha permesso alla National Security Agency (NSA),  l’agenzia governativa statunitense che si occupa della sicurezza nazionale, di raccogliere informazioni contenute nei tabulati telefonici in particolari circostanze. Una nuova legge cosiddetta ‘Freedom Act‘, contenente una riforma del sistema di sorveglianza, è già passata alla Camera e al Senato. La Casa Bianca, attraverso un comunicato stampa, ha definito «irresponsabile» il comportamento del Senato statunitense , cosa che ha spinto i senatori a votare rapidamente per trovare una soluzione perché tale «assenza di autorizzazione” fosse«la più breve possibile». Ora il provvedimento passerà nelle mani del presidente Barack Obama che ha già annunciato la sua firma per trasformarlo in legge. Il Freedom Act, ha scritto su Twitter lo stesso numero uno della Casa Bianca poco dopo la votazione, “protegge le libertà civili e la nostra sicurezza nazionale. Lo firmerò non appena lo riceverò“. La sezione 215 del ‘Patriot Act’ regolamentava l’intercettazione dei cosiddetti “metadati” e cioè dei numeri di telefoni di chiamante e ricevente, durata delle conversazioni e altre informazioni “grezze” delle comunicazioni, ma non il loro contenuto. Alcuni dei programmi della NSA sul controllo delle comunicazioni erano stati resi noti negli scorsi mesi grazie ai documenti diffusi da Edward Snowden, un suo ex analista. La decisione del Senato di non rinnovare la sezione 215 – causata dall’iniziativa del repubblicano Rand Paul, uno che ha posizioni molto anti-governo degli USA, candidato alla Casa Bianca – implica che l’FBI non potrà invocare il ‘Patriot Act’ per ottenere l’ordine di procedere con le intercettazioni nelle indagini. Tuttavia, scrive il ‘New York Times‘, un vuoto di soli pochi giorni (la discussione al Senato sul Freedom Act era prevista in settimana) avrà pochi effetti immediati: il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti potrà infatti invocare la cosiddetta clausola di salvaguardia per continuare a utilizzare i vecchi poteri per le indagini iniziate prima del primo giugno, e ci sono ulteriori soluzioni investigative che si possono utilizzare per sopperire alla sospensione.
Già nel 2014 il presidente Barack Obama aveva annunciato riforme importanti al sistema di sorveglianza statunitense, per garantire più trasparenza e più equilibrio tra la protezione delle libertà civili dei cittadini statunitensi e la priorità della sicurezza del governo di Washington. Lo scorso 13 maggio la Camera aveva votato a larga maggioranza a favore di questa riforma, il ‘Freedom Act’. La legge era passata con 338 voti favorevoli e 88 contrari e doveva essere votata dal Senato. Una settimana prima, una corte d’appello degli Stati Uniti aveva deciso che le intercettazioni della NSA non erano giustificabili dal Patriot Act del 2001 e dovevano essere considerate illegali. Il partito Repubblicano controlla sia la Camera che il Senato.
Il Freedom Act è una sorta di compromesso tra la volontà dei Democratici di porre un limite ai poteri dell’NSA e la richiesta dei Repubblicani – salvo alcune eccezioni, come Rand Paul – di confermare questi poteri. La nuova legge prevede che l’archiviazione dei tabulati telefonici venga spostata alle aziende di telecomunicazioni e che la consultazione sia vincolata all’autorizzazione di un giudice. L’anno scorso una prima versione del ‘Freedom Act’ aveva passato il voto della Camera ma era stata respinta dal Senato.

(tratto da ‘You Tube‘, con video caricato dalla ‘CBS‘, dalle notizie ‘Evening News‘)

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