lunedì, Settembre 20

Nord e Sud Europa: l’incomprensione che divide

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Il 25 Marzo 2017 si celebrano i sessanta anni dei trattati di Roma, che nel 1957 diedero vita alla CEE e all’Euratom. Ad oggi, però, il sogno di un’Europa forte ed unita è messo più che mai in discussione; in tanti Stati europei i partiti estremisti che spingono per un’uscita dall’Euro e dall’Ue stanno diventando molto popolari, e fra questi non manca l’Italia, che vede in testa ai sondaggi il M5S, partito anti-euro per eccellenza.

Le difficoltà che stanno attraversando l’Europa probabilmente non derivano solo delle politiche interne delle singole Nazioni. Infatti, i Paesi dell’Eurozona, a volte, non hanno una reale percezione di ciò che accade negli altri Stati dell’UE distanti culturalmente e politicamente da loro. Sicuramente spesso una visione semplicistica dei Paesi in difficoltà, come Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, ha portato a galla diversi interrogativi da parte dei Paesi del Nord Europa, dove le cose funzionano meglio e si sente il peso di un Sud che non decolla. Per comprendere come è percepita la politica del Bel Paese nel Nord Europa abbiamo intervistato alcuni corrispondenti esteri, che ci hanno spiegato qual è il loro punto di vista.

Questa riflessione nasce dalla frase del presidente dell’Eurogruppo olandese Jeroen Dijsselbloem, che ha fatto scalpore sui quotidiani italiani. Ciò che viene spontaneo domandarsi è se il testo in questione rispecchia davvero l’immagine che di noi hanno gli Stati del Nord Europa. Quando il Presidente ha affermato che le Nazioni del Sud Europa «non possono continuare a spendere soldi in donne e alcool e poi chiedere aiuto», cosa intendeva? La frase è stata strumentalizzata dai media?

Secondo la traduzione del giornalista olandese Maarten van Aalderen, il testo italiano non è del tutto corretto, «questa traduzione è sbagliata. Per essere precisi lui ha detto: «Nella crisi dell’Euro, i Paesi del Nord nell’eurozona si sono mostrati solidali con i Paesi in crisi. Come socialdemocratico ritengo che la solidarietà sia molto importante. Ma chi la chiede, ha anche dei doveri. Io non posso spendere tutti i miei soldi per liquori e donne e poi chiedere aiuto. Questo principio vale a livello personale, locale, nazionale ed anche a livello europeo». Quindi, secondo il punto di vista del giornalista olandese, il Presidente dell’Eurogruppo «ha utilizzato questo esempio per dire che chiunque faccia appello alla solidarietà deve essere responsabile del modo in cui spende i soldi». Questa frase, dunque, deve essere contestualizzata in un discorso più ampio, anche se Van Aalderen riconosce «che la sua battuta era assolutamente fuori luogo e soprattutto, in un mio articolo, ho sottolineato che con questi luoghi comuni non si arriverà mai a niente, non è così che si risolveranno i problemi dell’Europa. Gli stereotipi non  portano avanti le discussioni sui problemi reali delle politiche e delle economie dei Pesi del Sud. A parte questo, in Olanda, in Germania e nei Paesi Nord europei in generale, spesso ci sono punti interrogativi molto forti sulla questione dell’amministrazione in Italia, cosa che è sottolineata dalla popolazione italiana stessa. L’esempio dell’articolo di Paolo Meli, che ha messo in evidenza gli sprechi incomprensibili in Sicilia, mette in luce un problema reale dello Stato italiano. È lecito che i Paesi nordici s’interroghino sulle questioni amministrative degli Stati del Sud, che l’Europa cerca di aiutare; ma non è giusto che a tali interrogativi si risponda con soluzioni stereotipate che non portano da nessuna parte».

Per quanto riguarda la percezione della politica italiana in Olanda Van Aalderen afferma che «negli anni passati nei paesi del Nord Europa si è parlato molto più della Grecia, sull’Italia non si è catalizzata l’attenzione; anche durante la campagna elettorale olandese non è stato tirato fuori questa argomentazione sugli Stati del Sud Europa, diciamo che l’argomento è venuto fuori a causa della frase fuori luogo di Dijsselbloem».
Per avere un altro punto di vista della politica italiana in Olanda abbiamo intervistato un’altra giornalista olandese, Andrea Vreede. Vreede spiega che «sicuramente l’Italia ai nordeuropei piace moltissimo, perché è il Paese del sole, della cultura e dell’enogastronomia…insomma, per i soliti cliché», a livello politico, invece, «da quando Berlusconi ha lasciato il governo c’è molta meno attenzione dei media nei riguardi dell’Italia. Ovviamente ogni tanto l’interesse si riaccende, come è successo nel periodo Referendum del 4 Dicembre, che è stato un momento saliente per la politica italiana».

Secondo la giornalista, però, l’attenzione dei Paesi Bassi per l’Italia è maggiore dell’interesse che il nostro Paese dimostra  nei confronti della loro politica; l’impressione di Vreede è che «la politica nel nostro Paese sia molto instabile, e ciò che nei Paesi del Nord viene discusso maggiormente sono i problemi legati al nostro debito pubblico che continua a crescere, e che rende difficile rispettare le normative economiche imposte dall’Europa». L’Italia, dunque, è percepita «come il bellissimo Paese dove passare le vacanze, ma inaffidabile politicamente: il fatto che M5S sia in testa ai sondaggi, per chi è più informato, suscita molte preoccupazioni. La percezione di questo partito nei Paesi esteri fa paura perché la sua posizione risulta ambigua; purtroppo esiste la parola populismo che viene messa come etichetta a tutti i partiti di destra radicale, ma che in questo caso comprende anche il partito di Grillo. Comunque sia, di questi tempi, l’attenzione nei confronti della politica italiana risulta marginale, il mondo parla di altro; però, se davvero nel 2018 l’Italia andrà al voto, sicuramente tutti i media europei catalizzeranno su di voi il loro interesse».

Per avere una visione più ampia della percezione dell’Italia nei Paesi del Nord abbiamo intervistato altri due colleghi esteri, Liisa Liimatainen, giornalista internazionale, autrice di libri sull’Iran e sull’Arabia Saudita, che spiega la percezione dell’Italia in Finlandia; e Peter Loewe, corrispondente svedese del giornale Degens Nyheter. Entrambi i giornalisti hanno sempre cercato di spiegare i problemi reali e complessi dell’Italia, che non possono essere risolti se le Nazioni del Nord rimangono bloccate fra gli stereotipi che contraddistinguono il nostro Paese.

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