giovedì, Maggio 13

(Non) Habemus Mattarellum

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Il Parlamento ha eletto il nuovo presidente della Repubblica italiana. Il successore di Napolitano è Sergio Mattarella, poco noto al pubblico medio perché un po’ defilato politicamente e mediaticamente.  Ma è comunque un personaggio importante della vita politica del nostro Paese. Mattarella diventa il successore in ritardo di Giorgio Napolitano, quel che non è stato Franco Marini nel 2013.Attualmente è membro della Corte Costituzionale, una delle più importanti istituzioni che una nazione detiene. Ha emesso la sentenza che ha reso incostituzionale il porcellum, la legge elettorale voluta dal centrodestra di Berlusconi, Fini e Casini che ha destabilizzato il quadro parlamentare e creato problemi alla governabilità. È stato anche un contestatore della legge Mammì, dal nome dell’allora ministro delle comunicazioni che permise la regolarizzazione delle reti Mediaset, allora in una situazione border-line. Mattarella è anche colui che ha firmato la legge elettorale che ha introdotto l’Italia nella seconda Repubblica, con la prima vittoria (stentata) di Berlusconi.


Questo ha scritto Matteo Renzi su Twitter. Sofferiamoci su “i collegi per i parlamentari“..perché ha sottolineato questo? La legge elettorale detta Mattarellum aveva introdotto i collegi uninominali, dopo i referendum elettorali voluti dal democristiano Mario Segni e dai Radicali, per i 3/4 dei parlamentari mentre fino al 1992 era esistito il sistema proporzionale con le preferenze. Renzi ha creato un percorso contorto per la riforma del sistema elettorale puntando su quello che è passato alle cronache come l’Italicum, impiegando un anno per avvicinarsi alla ratifica (era febbraio scorso quando si vantò di cominciare l’iter). L’Italicum non ha i collegi uninominali e non segue minimamente l’impianto elettorale del Mattarellum. È dal governo Monti che si attende una nuova legge elettorale e se il Pd si fosse impegnato avrebbe potuto reintrodurre il Mattarellum trovando una maggioranza.

Ora forse l’Italicum andrà in porto…oppure Renzi ha deciso di strappare con Forza Italia e rimettere tutto in gioco? Non è semplice chiarire cosa accadrà nei prossimi mesi.

Intanto ci siamo andati vicino sul profilo istituzionale, pur non essendo Grasso. Pare che Mattarella, non avendo manie da protagonismo ed essendo riservato, possa essere un uomo buono anche per Renzi e per chi crede in un premier che sia perno del sistema politico italiano. Al momento, almeno formalmente, lo sono il Parlamento e l’intero Consiglio dei ministri. L’idea del suo nome non è però di Matteo Renzi. Ha permesso l’accordo con la minoranza Pd e l’ok di Sel e probabilmente c’è lo zampino di Napolitano in questa scelta. Sarebbe il primo caso in cui un presidente della Repubblica influenza la decisione del suo successore.
Ora rimane l’amletico dubbio se l’elezione di Mattarella sarà propedeutica per continuare la legislatura e il governo Renzi con l’attuale maggioranza, se serve per cambiare la maggioranza con un ingresso del partito di Nichi Vendola oppure se è arrivato il momento di porre fine a questa legislatura e andare al voto. Che significherebbe per il Pd e Renzi salvaguardare il consenso accumulato prima che nuova politiche antipopolari possano dissolverlo. Come ad esempio l’aumento dell’Iva al 25 per cento che partirà dal 2016.

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