mercoledì, Settembre 22

Non dire Stato se non ce l'hai nel sacco!

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A meno che non viviate nel Nord del mondo, nessuno ha assolutamente chiaro quanto il problema del cambiamento climatico sia tragico e in trasformazione. Nessun Elon Musk, soluzioni solari o studi su Marte sono sufficienti a contrastare il suo veloce avanzamento.
Oltre al cambiamento climatico, ci sono altri temi catastrofici che nessun politico è in grado di affrontare e sono la fine dello Stato-Nazione e il cambiamento tecnologico: interessi corporativi in Occidente, che mandano in rovina il settore pubblico e consentono l’evasione fiscale di massa con una istituzionalizzazione della corruzione; e intelligenze artificiali in veloce trasformazione, che conquistano il mondo e minacciano la leadership dell’automazione come prima causa della perdita del lavoro.

Su tutti questi temi ci vorrebbe coordinamento globale e controlli a tappeto, ma gli organi istituzionali sono, ormai, troppo sotto finanziati per fare qualcosa, sia in termini di risorse economiche che di risorse umane.
Mancano investimenti massicci di capitale nella ricerca e migliori risorse da impegnare sulle difficoltà.

Quanti miliardi sono stati spesi in Medio Oriente per combattere il terrorismo senza alcun risultato apprezzabile? Se quei soldi fossero stati investiti sul nuovo progetto clima di Manhattan, se i droni fossero stati utilizzati per monitorare gli impianti di generazione termica e i pozzi di petrolio, il problema del cambiamento climatico sarebbe scomparso, o almeno reso più comprensibile e quindi gestibile.

Le società diventano sempre più complesse politicamente, eticamente, religiosamente e tecnologicamente.
E, mentre, ogni giorno assistiamo a una crescente sofisticazione delle società civili ci troviamo di fronte a strutture pubbliche che sono sempre meno all’altezza.
Non c’è alcuna evoluzione negli apparati burocratici statali, che restano senza turnover, e non riescono a sostenere spese eccessive. Senza fondi nelle organizzazioni pubbliche, non ci sono crescita, evoluzione e ammodernamento.

Come bisogna fare per muovere dei passi in avanti? Essere assunti dal pubblico oggi significa guadagnare meno soldi e i professionisti migliori preferiscono lavorare nel settore privato, dove gli stipendi sono più alti.

Questi sono concetti su cui cominciare a ragionare.

Pensiamo al caso di Wall Street e alle nuove regole sui bonus in cui gli avvocati della SEC (la Consob d’Oltreoceano), la Federal Reserve (la banca centrale americana) e la Federal Deposit Insurance Corp, che vigila sull’assicurazione dei depositi, nulla hanno potuto contro i preparatissimi privati e super pagati professionisti legali dell’industria finanziaria, che hanno creato vincoli estremi sull’entrata in vigore di nuove regole.
Questo è il motivo per cui molti imputati eccellenti riescono a farcela, perché possono permettersi delle strutture legali decisamente più sofisticate, preparate e importanti rispetto a quelle dei loro opponenti.

Altro caso emblematico è quello di Apple, che riesce a impedire la decodificazione dei messaggi degli utenti, imponendo barriere legali e tecnologiche. Qual è la vera ragione per cui Apple non sblocca agli inquirenti l’iPhone del killer di San Bernardino? Apple deve fare in modo che le persone credano fermamente che i suoi telefoni siano sicuri, perché solo allora la gente continuerà a comprarli.
Inoltre, ciò che aiuta Apple ad avere la meglio sulle istituzioni federali è controbattere a professionisti mediocri e sottopagati. Ormai, nei Paesi più evoluti, come anche negli USA, il tetto dello stipendio dei dipendenti pubblici è talmente basso, che non interessa a chi vuole e sa lavorare bene, dando il meglio di sé.
Con uno stipendio massimo e ipotetico di 170mila dollari, nel pubblico non si va da nessuna parte. Soprattutto, pensando a una società in cui la gente guadagna milioni di dollari. Ecco dove inizia il mismatch (o mancata corrispondenza) fra settore pubblico e privato.
Nel pubblico non si riesce ad attrarre e a trattenere, oltre che mantenere, i migliori facendoli crescere.
Anzi, secondo noi succede l’esatto contrario. L’ambizione di un giovane d’oggi, che entra nel settore pubblico è farsi un bagaglio di conoscenza da spendere dopo due o tre anni dall’altra parte della barricata, nel privato.
Per cui a un certo punto, ci troviamo di fronte un Pubblico e un Privato, ma con un privato motivassimo e un pubblico con l’impiegato la cui principale ambizione è non farsi detestare dalla controparte, perché in futuro sarà il suo datore di lavoro.

Un altro caso degno di nota (e pure un po’ triste) è quello di Timothy Geithner, 75° Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, uomo dalle mille risorse, preparatissimo, cresciuto all’interno della FED e dell’apparato pubblico americano, che a 50 anni se ne è andato a lavorare come Presidente alla Warburg Pincus, una società di private equity di Wall Street.
Si può dire tutto, ma il dipendente pubblico negli Stati Uniti, anche se il discorso vale ovunque, alla fine sa bene che per guadagnare due soldi e mettere da parte qualcosa per la propria famiglia dovrà andare a lavorare altrove.

Il bene pubblico è subordinato. Gli interessi privati riescono sempre a tenere in ostaggio gli interessi pubblici.

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