sabato, Maggio 8

Non c’è più la ’ndrangheta di una volta

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Non ci sono più i valori di una volta, Signora mia, non ci sono più certezze, e se neppure una delle cose meglio funzionanti del nostro sventurato Paese, la criminalità organizzata, funziona più come dovrebbe dove siamo arrivati, e dove arriveremo, Signora mia…

La storia è semplice, classica, e se vogliamo doppiamente drammatica. Taurianova, Piana di Gioia Tauro, Reggio Calabria. Giugno 2015, tal Concetta Muzzupapa, un nome che già da solo è narrazione, 44 anni, ‘casalinga’, dopo avere scoperto il tradimento del marito aveva conseguentemente pianificato la propria vendetta nei confronti della rivale che aveva messo le mani sulla sua ‘proprietà’. La rivale, appunto, chiamiamola Marianna, 47 anni («E pure più vecchia, la bagascia» avrà pensato l’aspirante omicida), di un paese vicino, è stata attesa mentre era a piedi e travolta con l’auto a forte velocità. La vittima per giorni ha lottato fra la vita e la morte, sopravvivendo solo dopo una serie di delicati interventi chirurgici. La nostra, diciamo così, Marianna non ha però mai denunciato nessuno, continuando a ripetere di non avere idea del responsabile dell’incidente, certamente un qualsiasi pirata della strada. Ma Carabinieri e Procuratore capo di Palmi, Ottavio Sferlazza, non si sono dati per vinti, neppure quando un pregiudicato del luogo si è autoaccusato del fatto.

L’incidente stradale, hanno appurato intercettazioni ed indagini, era stato preparato con la precisa finalità di uccidere. E portato a termine con la collaborazione di quattro uomini legatissimi alla furibonda cornuta che l’avrebbero aiutata prima nella fase di preparazione, poi a costruirsi un alibi nel corso delle indagini. Tutti ora indagati a piede libero. Così la mattina di lunedì 27 febbraio 2017 la Muzzupapa è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato. Ufficialmente casalinga come le dicevo, Signora mia, ma con una ‘gloriosa’ e nutrita lista di precedenti, dall’associazione mafiosa al possesso illecito di armi, e poi ricettazione e abusivismo edilizio giusto per non farsi mancare nulla. L’incauto fedifrago è Giuseppe Raso, anche lui ‘del giro’ come appartenete all’omonimo clan della Piana di Gioia Tauro. Ma anche la famiglia della Muzzupapa non era, non è, roba da poco, e così fedele alle tradizioni familiari aveva deciso di risolvere per le vie brevi quello sgarro inaccettabile.

Storia drammatica, Signora mia, perché di criminalità e della vita di una persona si tratta. Certo. Ma doppiamente drammatica come le dicevo, Signora mia, perché una volta, quando la ’ndrangheta era ancora una cosa seria, ‘quella là’, la rivale insomma, l’avrebbero ammazzata al primo colpo, al massimo ci avrebbero riprovato sinché non ci fossero riusciti. Invece, adesso. Eh, ma dove siamo arrivati, e di questo passo dove arriveremo, Signora mia…

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