Non c’è pace per Baghdad

L’Is torna a colpire a Baghdad  rivendicando l’attentato di domenica  in cui sono morte 126 persone fra cui 25 bambini. L’attacco sferrato da due autobomba ha colpito nella mattinata il quartiere di Karada, zona centrale della città, affollato da numerose famiglie che festeggiavano la fine del Ramadan. L’apparato governativo della capitale irachena, costituito da una componente sciita, ha da poco ripreso il controllo di Fallujah, grazie anche all’aiuto dei pasdaran iraniani, liberando la città dall’egemonia del Califfato,  piena espressione del fondamentalismo sunnita, azione che ha provocato l’ennesima rappresaglia terroristica. Il Premier iracheno Haider al-Abadi ha effettuato un sopralluogo nella zona dove è avvenuto il massacro ed ha assicurato che i mandanti verranno puntiti, affermando «il risultato per essere schiacciato sul campo di battaglia». Dalla fine del regime di Saddam Hussein la città di Baghdad è entrata nel mirino dei fondamentalisti islamici sunniti che vogliono reprimere e cancellare la fazione sciita che predomina nella capitale.

Papa Francesco, sconvolto dalla vicenda, ha dichiarato durante l’udienza dei fedeli in Vaticano «Esprimo la mia vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti dell’attentato avvenuto ieri a Dacca, e anche a quello avvenuto a Baghdad, preghiamo insieme, preghiamo insieme per loro per i defunti, e chiediamo al Signore di convertire il cuore dei violenti accecati dall’odio»

(Fonte video tratta da Canale YouTube ‘AFP News Agency‘)