martedì, Ottobre 19

Non cambiamo le regole dell’ESA ESA e EUSPA non sono l’una la duplicazione dell’altra. ESA ha un’altra funzione e i margini di manovra per trasformare la sua strategia potrebbero essere dannosi a molti Stati non in grado di giocare autonomamente su mercati esterni

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Il COMINT (Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio) e l’Agenzia Spaziale Italiana hanno organizzato un incontro presso la sede dell’Asi, con l’intenzione di presentare l’Agenda 2025 dell’Esa, il documento strategico che inquadra le priorità dell’Agenzia e traccia la strada da seguire nei prossimi anni, tra sfide e punti di svolta.

L’Agenda si presenta come uno strumento che visiona il problema dell’identità stessa dell’Agenzia, in un contesto che mette alla prova le ambizioni e le capacità delle singole attività.

Il documento ha tra i suoi capitoli le cinque priorità per il 2025: rafforzare le relazioni tra Esa e UE, promuovere la commercializzazione verde e digitale, sviluppare lo spazio per la sicurezza e la protezione, affrontare le sfide critiche del programma e –punto nevralgico- completare la trasformazione di un ente fondato nel 1975 e basato su un complesso sistema di equilibri che prevalicano strettamente dalle regole dell’Unione, inglobando in sé anche nazioni che non ne fanno parte: una tra tutte, la Gran Bretagna.

L’Agenda definisce infatti le precedenze programmatiche, all’interno di una cornice generale di dinamicità, reattività e velocità.

Ora, si fa un gran parlare di spazio in questi giorni, indubbiamente perché la polarizzazione dei fondi europei potrà sicuramente elevare l’attenzione verso un settore importante per la crescita di un Paese e non sempre adeguatamente compreso dalla popolazione. Ma in questo ambito si sta sviando l’attenzione dall’iniziativa dell’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA) che ha sostituito l’agenzia del sistema satellitare di navigazione, per convogliarvi altre componenti con l’intenzione di creare opportunità di servizi e economia. Così, l’Agenzia dell’Unione fornisce servizi di navigazione satellitare europei promuovendo la commercializzazione di dati e servizi di Galileo, EGNOS e Copernicus e coordina il prossimo programma governativo di comunicazioni via satellite promettendone la sicurezza e la protezione.

Riconosciamo che sarebbe un errore definire le due agenzie l’una la duplicazione dell’altra. Come dicevamo, in Esa non partecipano solo gli Stati membri dell’UE anche se in essa finanziano l’86% del bilancio. Tuttavia, Esa è partner dell’UE per i suoi due attuali programmi spaziali di punta, la serie di satelliti per l’osservazione della Terra Copernicus e il sistema di navigazione satellitare Galileo. E fornisce la supervisione tecnica delle sentinelle.

Bene, se le due agenzie sono state strutturate in modo diverso, è necessario che conservino una identità differente e che non si cada in semplificazioni che potrebbero essere fatali per gli Stati più deboli, quelli con la strutture più fragili, per i quali è stato adottato il principio del ‘giusto ritorno’ grazie al quale non ci sia lo scanno tra le imprese più grandi, ma una migliore distribuzione delle competenze.

Nel gennaio 2021 il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton (francese) che ha affermato: «La politica spaziale europea continuerà a fare affidamento sull’Esa e sulla sua competenza tecnica, ingegneristica e scientifica unica”. A questa frase ha risposto il direttore dell’agenzia Josef Aschbacher: «Mi piacerebbe davvero fare dell’Esa l’agenzia principale, l’agenzia di riferimento della Commissione europea per tutti i suoi programmi di punta». Parole con un po’ di ovatta. E se l’evento di Roma è stato presieduto dal sottosegretario con delega per le politiche spaziali ed aerospaziali e presidente del COMINT, Bruno Tabacci, è stato il gen. Luigi De Leverano, consigliere militare di Draghi a intervenire per un saluto in collegamento da remoto, seguito da un intervento dell’amb. Antonio Bernardini, rappresentante permanente presso le organizzazioni internazionali a Parigi. Un diplomatico che partecipò sia pur lateralmente alla selezione che ha visto l’Austria piuttosto che l’Italia alla guida dell’Esa.

La singolarità dell’incontro –ci sbaglieremo forse- è che serve un momento di confronto essenzialmente interno, prima di vedere anche la partecipazione di Aschbacher -quello che dovrebbe essere una controparte- se pure lo stesso presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia è sul libro matricola dell’Esa.

Concordiamo fortemente con chi teme le ambizioni specifiche di un’agenzia. Esa ha un’altra funzione e i margini di manovra per trasformare la sua strategia potrebbero essere dannosi a molti Stati non in grado di giocare autonomamente su mercati esterni.

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