lunedì, Giugno 14

Nomine RAI e non solo: piccola rivoluzione Dragoniana cercasi Sarebbe un segnale clamoroso di chiarezza e trasparenza pubblicare la lista completa degli incarichi e delle nomine che si dovranno fare, aggiungendo per ciascuno incarico la lista degli interessati, i relativi curriculum e poi, alla scadenza, il nome del prescelto

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Tra le cose che mi inducono a ridere, anzi, a ridere acido, c’è la ‘notizia’ secondo la quale sarebbero giunte in Parlamento 300 domande, o meglio più pudicamente, curriculum (anche se sui giornali si legge curricula, che è sbagliato secondo una buona parte dei linguisti italiani e comunque è cacofonico) di aspiranti membri del Consiglio di Amministrazione della RAI.
Che, detto a Londra o a Berlino, sarebbe anche un cosa bella, interessante. Molti sono interessati e cercano di mostrare le loro qualità per poter essere scelti con cognizione di causa dai parlamentari. Certo, è un assurdo che una cosa del genere debba essere decisa dai parlamentari, ma, appunto, non siamo né a Londra né a Berlino, da noi si fa così, come diceva Pericle.
La cosa ha anche un aspetto commovente, nella misura in cui, ovviamente, è evidente che la stragrande maggioranza di quelli che abbiano effettivamente mandato quei curriculum sanno perfettamente, o meglio dovrebbero sapere perfettamente, che quei curriculum non verranno nemmeno sfogliati. E non solo perché, seguendo le orme del loro riferimento culturale principe, il signor Conte-pochette, hanno sicuramente scritto un documento di almeno venti pagine, e quindi è impensabile che dei parlamentari, che in gran parte leggono compitando, li leggano, tanto più che si tratta per lo più di cose inutili (pochette docet), quando pure vere. Non solo, per quello. Ma perché tutti sappiamo benissimo che i vari partiti e partitini hanno già i loro nomi in tasca, belli e pronti, con o senza curriculum. Per cui, la cerimonia della scelta è una buffonata, nella quale, per divertire il popolo, si farà per qualche giorno finta di discutere … su che: sui meriti? E quali meriti, acquisiti come, garantiti da chi? insomma, non ci prendiamo in giro.

Vi dirò, sarei tentato anche io di mandare il mio curriculum, anche se preferirei mandarlo per altre cose, che so, la Corte Costituzionale, la … sì, insomma la Corte Costituzionale.
Però. Però, nel mio caso, ci sono due problemi.
Il primo attiene al curriculum, al mio per la precisione. Che, dopo il nome e il cognome e la data di nascita, potrebbe contenere in una riga la dizione ‘già professore ordinario di diritto internazionale’ e basta. Insomma si ridurrebbe ad un biglietto da visita, e quindi sfigurerebbe a fronte delle pubblicazioni variopinte dei miei eventuali concorrenti in fascicoli ponderosi. L’altro è che, essendo io un perfetto sconosciuto a ‘quelli che contano’, le mie probabilità che il curriculum venisse preso in considerazione sarebbero pari a zero, e per di più pari a meno che zero, quelle che venisse accolto.

Ma torniamo a noi, cercando di dimenticare il mio desiderio di calpestare il sacro suolo del Palazzo della Consulta … senza auto di servizio, giuro, perché io se qualcuno mi porta su un mezzo in movimento non guidato da me, divento una belva e mi trasformo in una gelatina. E infatti, il treno cerco di evitarlo e l’aereo anche, perché non me li fanno guidare.
Torniamo a noi, dicevo per un motivo, serio, serissimo, e molto più serio anche della RAI.
Nei prossimi giorni o settimane, e poi molto spesso, Governo, Parlamento, Presidenza della Repubblica, Regioni, comuni, ecc. dovranno fare nomine in quantità. Nomine che non sempre, anzi, quasi mai, dipendono dai titoli o dal merito oggettivo. Ma da scelte, magari orientate dal merito, ma di natura politica. Per dire: l’altro giorno abbiamo sentito della nomina di Franco Bernabè all’ILVA … per carità, persona degnissima e bravissima, ma, si può sapere perché, da chi, contro chi e per fare cosa?
Ebbene, il cittadino comune, come me per esempio, anche se non aspira personalmente, come me per esempio, a incarichi vari, quando viene a sapere (e per lo più non lo viene a sapere che per caso e molto dopo le nomine) che un tizioxè stato nominato a fare il commissario di yo il consigliere di amministrazione diz‘, non si arrabbia necessariamente, non invidia il fortunato, nulla di tutto ciò, si domanda solo, ma sempre più astiosamente -tenetelo presente politicanti italiani-, “perché è stato scelto tizio” e poi, “c’erano altri che si potevano nominare?”, ecc. E questo non glielo dice nessuno.
Attenzione -e ripeto, non per invidia o perché pensino che sotto quella nomina ci sia chi sa quale imbroglio-, solo perché uno legittimamente se lo domanda. Poi sono i politicanti quelli che parlano male di quella nomina lì, e i giornalisti che cercano cose ‘dietro’ quella nomina là. Il cittadino comune, no.
Cari signori politicanti al Governo e giornalisti nelle redazioni legate a questa o quella catena, guardate che gli italiani ‘comuni’ sono molto, ma molto meglio nonché di voi, di come voi stessi li immaginate. Non pensano subito male, ma si domandano perché quello, magari anche per fare che, visto che per lo più ‘quello’ lo paghiamo noi, cioè, scusate, mi correggo, quelli di noi che paghiamo le tasse, ma anche gli altri lo pensano, anzi, spesso anche di più!

Insomma, mi permetto di dire, in un Paese civile, o che ambisca a definirsi tale, la trasparenza, specialmente in queste cose, è molto importante, se non altro perché attenua quel senso di disagio che ci pervade quando sentiamo del tizio nominato a quella cosa là … senso di disagio che poi si traduce in disistima, e, peggio, nella convinzione-certezza che sotto ci sia l’imbroglio, tanto più che la stampa non mancherà sicuramente di suggerirlo.
E allora, caro Mario Draghi, sarebbe davvero opportuno -e sarebbe davvero una ‘rivoluzione’- pubblicare, che so sul sito della Presidenza del Consiglio o dove volete, la lista completa degli incarichi e delle nomine che si dovranno fare da qui, che so, a sei mesi, aggiungendo per ciascuno incarico la lista degli interessati (non vorrete mica dire che li scegliete voi senza che l’interessato abbia profferito verbo, eh?…noi cittadini siamo gente tranquilla, mica fessi!) i relativi curriculum e poi, alla scadenza, il nome del prescelto, perfino senza dare nemmeno la motivazione.

Tanto per dire. È in corso una proposta che punta a chiedere agli attuali membri del Consiglio Superiore della Magistratura di dimettersi, per nominarne-eleggerne uno tutto nuovo. Sarebbe una cosa ottima, visto le porcherie che vengono fuori, specie se vi si aggiungesse una bella rotazione totale del personale -così, tanto per completezza, come quando si fanno le pulizie generali, che si pulisce anche la stanza pulita ieri …- tanto più ottima se, dimessi coloro, si potesse sapere chi, come, quando e perché aspira nelle varie provenienze: elezione parlamentare, elezione della Magistratura, ecc., per poi vedere come è andata.

Sarebbe, caro Draghi, un segnale clamoroso di chiarezza e trasparenza.
L’altra sera il Ministro Enrico Giovannini ha concesso un intervista a Lilli Gruber: avvilente, sfuggente, ambigua. Ma se un Ministro del Governo dei migliori fa così, poi non stupitevi se la gente non vi crede, ma specialmente, caro Draghi, se poi, al momento opportuno, la gente, la gente comune, non solo non vi obbedisce, ma non fa quello che dite di fare, non vi stupite: anche la Pubblica Amministrazione, come la RAI, come la Giustizia sono piene di persone ‘comuni’, lo sapevate?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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