mercoledì, Maggio 12

In nome della Pace

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Bangkok – Il Premier thailandese in carica, il generale Prayuth Chan-ocha lunedì scorso è giunto in Malaysia in occasione della sua prima visita ufficiale da quando ha occupato il suo posto nello scorso mese d’Agosto. L’intento del Premier thailandese è quello di costruire forti legami nei settori del commercio e degli investimenti con la sua controparte malese, il Primo Ministro Najib Razak. Occupa posto di rilievo nell’agenda dei lavori anche il rafforzamento della cooperazione tra I due Paesi confinanti sulla creazione di un percorso di pacificazione nel Sud della Thailandia.

La Malaysia sta cooperando alla facilitazione dei colloqui tra il Governo thailandese ed i gruppi ribelli separatisti della parte meridionale della Thailandia. Ma le discussioni, che in verità hanno pur ottenuto un qualche piccolo successo, sono letteralmente collassate lo scorso anno dopo le violente proteste che si sono avvicendate in Thailandia.

Allo stesso tempo, alcuni attivisti per i Diritti Civili hanno svolto atti di protesta fuori la sede dell’Ambasciata di Thailandia in Malaysia. I manifestanti vogliono che la Malaysia, che occuperà il ruolo di Presidente di turno ASEAN il prossimo anno, svolga pressioni sul Generale Prayuth Chan-ocha affinché riporti la Democrazia nel suo Paese. I manifestanti considerano Prayuth Chan-ocha come un dittatore militare che ha derubato la Thailandia della sua libertà e della Democrazia. E per questo affermano che il Premier malese Najib non avrebbe dovuto riceverlo nella loro Nazione. Ma il meeting tra i due Premier s’è tenuto ben lontano dai clamori delle proteste, dei media e del pubblico.

A parte il ritorno ad un processo elettorale in Thailandia, i manifestanti hanno chiesto con urgenza a Prayuth di fermare la vicenda del colpo di stato e di rilasciare i prigionieri politici. «La Thailandia è stata un modello di Democrazia per molti anni. E noi abbiamo sempre celebrato le poche Democrazie nell’ASEAN che finora vi sono esistite». Ma alcuni analisti politici si sono congratulati con entrambi i Primi Ministri per l’aver ripreso colloqui formali di Pace che s’erano improvvisamente fermati lo scorso anno a causa della situazione politica thailandese turbolenta e violenta prima e poi sedata dalla dittatura militare.

Il decennio di violenze nel martoriato Sud della Thailandia ha reclamato un tributo di sangue di migliaia di vittime e nel suo ruolo di mediatore e pacificatore, la Malaysia spera di condurre tutti di nuovo intorno ad un tavolo a discutere di Pace. Il mandato di Kuala Lumpur –corre obbligo di ricordare- è stato rinsaldato dal Primo Ministro esautorato dalla dittatura militare, Yingluck Shinawatra.

Vi sarà bisogno, ora, di un nuovo mandato ufficiale ed il consenso di entrambe le parti, cioé il Governo thailandese ed i gruppi separatisti al fine di riportare in auge i negoziati e sostenere un processo di Pace nel Sud della Thailandia. «Perché i negoziati abbiano successo bisogna creare stabilità su entrambi i lati. Se il Governo blocca il cambiamento in Thailandia e se la situazione tra i gruppi separatisti resta fluida, è difficile che si possa giungere ad alcun progresso sostanziale», ha affermato Keith Leong, ricercatore associato presso KRA Group. «E’ interesse della malaysia assicurarsi che la Thailandia sia pacificata. Condividiamo un confine. Praticamente è nel nostro guardino di casa». In separata sede, Kuala Lumpur sta anche operando con Bangkok per arrecare sviluppo lungo le zone confinarie attraverso l’Istruzione e il sostegno alle infrastrutture.

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