sabato, Maggio 8

Noi e gli altri: l’attualità di Padre Balducci

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Il 25 aprile del ’92  in un incidente d’auto avvenuto nei pressi di Faenza, perdeva  la vita padre Ernesto Balducci, una delle voci profetiche della  seconda metà del secolo scorso, il quale aveva preconizzato la crisi dell’ eurocentrismo e l’avvento dell’Uomo planetario, portatore di una cultura multietnica.   

A 25 Anni di distanza  dalla  sua scomparsa la Fondazione che porta il suo nome e la rivista Testimonianze da lui fondata,  hanno dato vita ad una serie di  Convegni, incontri ed iniziative editoriali che  si snoderanno lungo tutto l’anno in corso.  Il più recente di questi incontri si è tenuto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze,  con la lectio magistralis  di Enzo Bianchi, monaco laico, fondatore della Comunità di Bose nel Biellese, figura impegnata nel dibattito interreligioso e sociale. Uno dei prossimi  eventi sarà la presentazione del volume dedicato a tre  preti di frontiera: padre David Maria Turoldo, don Lorenzo Milani e padre Ernesto Balducci. Il quale, proprio nello stesso storico Salone, molti anni fa, si parla degli Anni ’50, già si distingueva  per  la profondità di pensiero e l’ affascinante eloquio, nei Convegni  sulla Pace e la Civiltà Cristiana promossi dall’allora  Sindaco di Firenze Giorgio La Pira.

Il giovane padre scolopio era agli inizi di un percorso che lo avrebbe portato ad essere uno dei protagonisti  ed interpreti del dialogo fra tutti gli uomini e del pensiero cattolico  più avanzato, prima ancora di quel grande evento che fu il Concilio Vaticano II,  da cui trasse  poi nuova spinta alle sue coraggiose  iniziative e prese di posizione;  una figura di punta, anche sotto il profilo teologico,  di quella variegata galassia  del cattolicesimo progressista fiorentino che,  sviluppatasi  sotto l’ala protettrice del Cardinale Elia Dalla Costa (il cui processo di beatificazione si avvia alla conclusione), vedrà la sua massima espansione  territoriale  dal ’68 in poi, attraverso le comunità di base (in primis quella dell’Isolotto), i  preti  operai (primo fra tutti don Bruno Borghi), le parrocchie di frontiera, sacerdoti e laici fortemente impegnati sul piano sociale e del rinnovamento ecclesiastico, contro la struttura verticistica della Chiesa e  l’autoritarismo conservatore di Vescovi e Cardinali ( come quello di Firenze, Ermenegildo Florit): tanti i nomi, impossibile citarli tutti.

Prima di soffermarsi con Severino Saccardi, l’attuale direttore di Testimonianze, la rivista fondata nel 1958 da padre Balducci e da Ludovico Grassi, attuale Direttore emerito, sulle iniziative in corso e sull’attualità del pensiero di padre Balducci, è necessario qualche breve cenno biografico, che meglio ci aiuta a capirne il percorso e l’evoluzione del suo pensiero. Ernesto Balducci nasce il 6 agosto 1922 a Santa Fiora, un piccolo paese di minatori sul monte Amiata che è stato sempre da lui considerato un luogo fondamentale per la sua formazione umana, civile e religiosa,  in quanto luogo di duro lavoro, sofferenza e speranza e della predicazione di Davide Lazzeretti. Suo padre Luigi è minatore e la famiglia vive «ai margini tra la miseria e la povertà»; da quell’ambiente, caratterizzato – ricordava lui stesso –  da grandi sacrifici e dedizione al lavoro e da una fede intessuta di laicità, trarrà molti motivi ispiratori della sua religiosità e uno stile peculiare di sobrietà e riservatezza. E sopratutto sentirà come un dovere di fedeltà al suo popolo e alle sue origini la necessità di «dare voce» alle lotte e alle istanze di giustizia dei più poveri, dai minatori dell’Amiata agli emarginati della città come del terzo mondo.

Ancora adolescente  entra negli Scolopi e nel ’44  è ordinato sacerdote. Inviato a  Firenze, si laurea in Lettere  ( 1950)  e insegna nelle Scuole Pie Fiorentine, promuove in quegli Anni il   “Cenacolo”, una associazione in cui all’assistenza di tipo caritativo  univa un’attenzione particolare  ai problemi politico-sociali e alla preparazione teologica e spirituale. Nel 1958 fonda ‘Testimonianze’ e inizia un’intensa attività pubblicistica sui temi del Cristianesimo e del Vangelo, ma  viene allontanato per l’ostilità della Curia. Anche lui, come don Milani, ‘esiliato’ a Barbiana, è  un prete scomodo. E con don Milani ed altri finisce sotto  processo  per aver sostenuto l’obiezione di coscienza. In quello stesso periodo La Pira  ancora Sindaco  ( ma per poco) sfidando la censura  del governo DC, organizza la proiezione del film “Tu non ucciderai” di Claude Autant Lara. Nel frattempo padre Balducci  è ritornato  a Firenze, o per la precisione alla Badia Fiesolana ( che ospita anche l’Università Europea)  dove ha ripreso il cammino della sua ‘rivoluzione’ religiosa e sociale: negli anni Settanta è uno degli artefici del dialogo e dell’abbattimento di ogni frontiera culturale e politica, negli anni Ottanta  è in prima fila nella battaglia per il disarmo, promuovendo i convegni Se vuoi la pace prepara la pace e fondando  le Edizioni Cultura della Pace.

La sua riflessione diviene sempre più complessa e articolata, tesa a fondare un nuovo umanesimo planetario. ‘Testimonianze’ è una rivista laica, impegnata nel dialogo tra culture e religioni, nella riflessione aperta sui grandi temi dei diritti umani, del rispetto ambientale, della cooperazione, della solidarietà e della pace. Oggi si pone in una posizione di frontiera, all’insegna della fattiva collaborazione tra credenti e non credenti  e tesa alla realizzazione di obiettivi comuni a favore dell’uomo, in linea e in continuità con il messaggio di Ernesto Balducci. Suo attuale Direttore è Severino Saccardi, che fin dagli anni ’70 ha collaborato  con interventi riguardanti le tematiche del rapporto tra neomarxismo e questione religiosa e soprattutto il complesso travaglio dell’Est Europeo e alla progettazione dei convegni di ‘Testimonianze’ sul  dialogo tra sinistra occidentale e i movimenti indipendenti dell’Est e sulla difesa dei diritti umani. E’ animatore alla Badia fiesolana di iniziative su democrazia e sviluppo, islam, culture e religioni.

Prof.Saccardi, perché  è stato scelto il tema dell’Europa per ricordare padre Ernesto Balducci?

La risposta è che, seguendo proprio il suo pensiero, la memoria non si onora solo con le commemorazioni, ma affrontando i temi del presente che riteniamo più delicati e complessi. E l’Europa con le sue tensioni, incertezze, atteggiamenti contraddittori, pericoli  è uno di questi. Del resto, era un tema che lui stesso ha trattato in più occasioni, ritenendolo di grande attualità. In uno dei suoi ultimi  interventi parlò di un’Europa come luogo di cultura della divinazione e dei diritti umani. Ma già intravedeva pesanti ombre sul suo futuro e  nei suoi scritti aveva percepito l’impatto che  avranno sulla visione eurocentrica i grandi fenomeni  migratori, dovuti a guerre, carestie, malattie, situazioni economiche che investono il pianeta e chiamano l’Europa ed il mondo alle  loro responsabilità di fronte ad una tragedia epocale.

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