sabato, Settembre 18

No TAV, tra assoluzioni e procedimenti in corso

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L’assoluzione di Erri De Luca dall’accusa di istigazione al sabotaggio nei giorni scorsi ha spaccato l’opinione pubblica.

L’Indro‘ fa il punto della situazione allargando il discorso sulle possibili ripercussioni che tale sentenza di proscioglimento potrebbe suscitare sugli oltre 1000 indagati. Le accuse sono diverse: da istigazione al sabotaggio a istigazione a delinquere, da terrorismo al tentato omicidio, nei casi più lievi vengono mosse accuse di eversione e danneggiamento.

Tra il gennaio e il febbraio scorso era arrivata la condanna per 48 manifestanti coinvolti nel maxiprocesso per le proteste del 2011 in Val Di Susa, sfociate in scontri con le forze dell’Ordine. In tutto, sono stati inflitti 142 anni e sette mesi di reclusione.

Questa è una delle tante sentenze considerate dai sostenitori della battaglia No Tav, un accanimento terapeutico dello Stato nei loro confronti per intimorirne gli animi, portandoli a desistere dalla protesta. Un presunto accanimento che faceva protendere per una probabile condanna anche per De Luca, eventualità scongiurata dalla sentenza del Tribunale di Torino che lo ha scagionato.

Arriva però, dopo l’assoluzione dello scrittore, un’altra importante sentenza: l’assoluzione di 24 No Tav per la manifestazione alla stazione di Condove. L’accusa di interruzione di pubblico servizio è stata respinta al mittente.

Ma per lo scrittore, nonostante la sua personale vicenda si sia conclusa positivamente, non ci sono ancora i presupposti per esultare.

Non si tratta di vittoria, non sollevo a v le due dita, la sentenza ribadisce il vigore dell’articolo 21 della nostra Costituzione, respingendo in modo radicale il tentativo di censura. La sentenza ripristina una legalità della parola libera e contraria. Se questo è un segnale di cambiamento nel trattamento dei processi a resistenti No Tav lo sapremo dalle prossime sentenze. Per ora resta confermato il diritto di opposizione della parola. Volevano punirlo e abrogarlo con l’articolo del codice penale di epoca fascista . La presa di posizione di una opinione pubblica internazionale ha reso impraticabile l’accusa” dice Erri De Luca.

Ripercorrere la vicenda di De Luca è anche l’occasione per fare il punto sull’excursus che ha portato il Movimento No Tav in questi anni a contestare l’opera di costruzione della tratta ferroviaria Torino-Lione, e di un Terzo Valico che dovrebbe rappresentare un potenziale collegamento tra il Nord Italia e il resto d’Europa.

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