mercoledì, Settembre 22

No ‘pace’, sì ‘guerra’ fiscale ai furbi dell’evasione in Italia ‘Pace fiscale’? C’è bisogno della ‘guerra’ fiscale, quella seria che acchiappa tutti facendo pagare le tasse a tutti secondo le proprie accertate disponibilità con caratteri di vera progressività, non quella che ha massacrato negli anni il ceto medio

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Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto;

è quanto mi hanno dato al posto di un fucile

Philip Roth

Stamane mi sono venuti dei crampi allo stomaco. Forse sarà stata la colazione, no forse faccende lavorative, ma lo scrivere roba semiseria e romanzetti non mi mette ansie o insoddisfazioni, ma poi ho ripensato alla sveglia non voluta all’alba a ciò che ho letto e sentito riguardo allo ‘Scandalo Nazionale’ della truffa fiscale operata da milioni di italiani con uno Stato complice, imbelle, colluso, indifferente. Il serio problema di reciprocità complice tra governanti e sudditi. Taluni cittadini. Va bene, anzi va male. Dunque il citato Scandalo Nazionale. Per diverso tempo non ne ho voluto parlare. Mi sono imposto il silenzio per non costringermi a ricordare le brutture passate. Ma poi si è materializzato il solito indecente recentissimo condono sì, condono no, certo che sì!, condonino secondo Bersani, nel recente governo del Messia Draghi, piegatosi per compromesso, grave visto il tema, all’illegalità strumentale della Lega. Una cui grottesca rappresentante il 23 marzo a Di martedì di Floris concionava sul ‘ce lo chiede l’Europa’ che per degli antieuropei razzisti è fenomenale, subito zittita su un’Europa che mai ha chiesto questo! Per dire della loro ignorante strumentale ben chiara cialtronaggine. Con sostegno di forzaitalioti ed all’esterno dai meloniani (roba diversa dai melomani, che almeno amano la musica).

Ma Draghi, ha in mente ben altro, a cominciare dalla fantomatica Transizione Ecologica (ma si può chiamare un Ministero così e per quanto saremo in transizione?). Questo vecchio ulteriore condono la stura alla retorica, cifra linguistica accostabile ad un accadimento che produce una foresta di simboli popolata da figure mitologiche, elfi e streghe. Dove una figura ‘mitologica’ pulsa vivente nelle memorie del sottosuolo della vita politica economica e sociale del nostro paese, quella mitica e mai seriamente condotta ‘lotta all’evasione fiscale.

L’affinità volgerebbe verso l’ircocervo, commistione mostruosa di capro e cervo, ovvero una cosa assurda, chimerica, descritta come “avente corna di cervo, e il mento irto per la lunga barba, spalle pelose, impeto velocissimo nel primo correre, e facilità a stancarsi subito” (Diodoro Siculo). Molto azzeccato, il primo correre è quello delle norme confuse involute nel merito e nella lingua italiana, che pure si approvano, poi arriva lo stancarsi immediato nell’applicazione. Ovvero nel provare ad essere uno Stato serio. Trattasi questa fiscale della vera grande madre (mater semper certa est) del problema Italia, e di molti padri disattenti distratti commisti collusi, che riproduce spiegandoli sin dai primi decenni post Unità d’Italia molti dei problemi di arretratezza, sottosviluppo ed immoralità che questo Paese vive, ri-vive, pensa, ri-pensa. Nasconde, ri-nasconde. Ed occulta, tra capi bastone, fiscali, della politica, potentati e categorie varie sine tasse, tromboni dei media, quelli che ‘il problema è un altro’, sempre un altro… L’altrismomalattia senile del personalismo, se non per i fessi che sappiamo dove sono. Quelli che il ‘macellaio’ per obbligo Monti trovò subito, nei dipendenti e pensionati, a coprire i disastri berlusconiani.

Quindi io, ex dipendente, sono il pilastro malconcio su cui questo Paese arranca, io faccio parte dei migliori, come tanti di noi, sbeffeggiati e massacrati. Gli altri, è da vedere… Entriamo nel merito mettendo un poco di ordine proteggendomi con lo straziante monologo di Roy Batty (Rutger Hauer) il replicante dello straordinario film ‘Blade Runner’ di Ridley Scott. Prima di morirsi da sé afferma ‘Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi’, altro che fiamme al largo dei bastioni di Orione, o i raggi B (che in realtà erano c-beams, raggi C cambiati nel doppiaggio)che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, poiché tutti quei momenti si sono già perduti nel tempo”, uno dei monologhi più entusiasmanti della storia del cinema. Ecco, in quei posti fiscali ne ho viste cose… altro che legalità, merito, responsabilità, fannulloni, no alcuni ce n’erano, ma non è questo il problema strumentalmente agitato dell’amministrazione pubblica, comodo capro espiatorio per le malefatte collettive. Quelli che l’ometto Brunetta chiamava ‘fannulloni’ ed ora vuole i dottorati!,titolo da anni ignorato dal particolaristico ed amicale sistema di premi ai fedeli, e difatti nei concorsi interni per chi avesse oltre alla laurea, valore 25 punti, appunto il dottorato non veniva conteggiato, perché con 50 punti si passava davanti a troppi altri!! Se non è questo un comportamento para-mafioso...

Un territorio, quello fiscale, campo minato in cui stare attenti a come muoversiche mette a repentaglio l’esistenza dei giusti, che sono molti, quelli gentili, per bene, intelligenti. E privi di clan e consorterie che lo proteggano, anche sindacali…, con molte ‘lingue di gatto’ che come si sa ha una lingua porosa, ottima per leccare… Dove soprusi, meschinerie 3 violazioni palesano tratti di una legalità solo formale, esponendo le persone prive di protezione ai diktat dei capetti dirigenti, quando va bene. Protetti solo da una solitaria rettitudine e coraggio cercando di non porgere l’altra guancia. E talvolta pure presi di mira per farli fuori e so di che parlo. Sia molto chiaro, a scanso di quelli che fanno finta di non capire, non c’è nessuna volontà di accomunare tutti indistintamente perché molti in prevalenza svolgono il loro lavoro con coscienza e dignità. In tutta la pubblica amministrazione. È la politica e la torsione privatistica di leggi e norme, oltre ad una comoda ignavia ad essere chiamate in causa.

Questo è il problema più serio che si infrange da decenni su ogni discussione e riflessione politica, economica e morale di questo arretrato Paese. Diversi istituti indipendenti da anni nel silenzio assordante dei politicanti di ogni specie e schieramento, con forti e significative posizioni vincenti quelli di destra, soprattutto lavoratori autonomi, commercianti, con buona pace di quelli di Confcommercio che sbraitano subito offesi e tante altre figure, ci dicono che il non pagare le tasse in Italia riguardi almeno una platea di oltre 10 milioni di persone per un ammontare stimabile tra i 120 ed i 160 miliardi di euro l’anno evasi!! Miliardi all’anno da parte di milioni di elettori… dopo di che tartassano di tasse quelli sicuri, dipendenti e pensionati. Mentre i professionisti, i lavoratori a partita iva, i dipendenti con doppio lavoro, quelli che non compaiono proprio, i truffatori seriali, tutte figure che, oltre a molti in difficoltà, dichiarano pochissimo con ville, piscine, auto, gioielli, giù giù fino ai pochi, ma non tanto, spiccioli che milioni di individui sottraggono ogni giorno dei 365 di un anno. Per anni, da decenni. Ragionateci sopra. La recente pandemia non c’entra nulla, se non per recenti riscontrabili perdite di fatturato ed incassi. Il resto è di chi la vuol buttare in caciara per coprire rendite occulte da tanti attori dello Stato.

Lo sanno tutti, ne parlano sempre, difatti molte leggi e norme sono state scritte pensando a loro. Posti di lavoro con età media di chi vi lavora di 54 anni, un’età avanzata, con l’incapacità politica e dirigenziale di coprire adeguatamente i vuoti lavorativi per pensionamenti con nuove assunzioni. Se si pensa che solo nelle agenzie oltre 5 mila lavoratori sono andati via negli ultimi anni a fronte di forse il 20% di nuovi assunti. Quelli che tutti chiedono dimenticando che non si impara subito ma occorre esperienza per trattare la gigantesca faraonica allucinante mole folle di leggi e normative fiscali prodotte nei decenni tra leggi, interpretazioni, direttive centrali, applicazioni periferiche. Campa cavallo… o qui cavillo… eh già, nella vulgata populista i ‘vecchi’ erano tutti ignoranti mentre dobbiamo premiare i giovani, sempre altrove dimenticati qui da noi. Insomma gli evasori, i cosiddetti free riderstudiati dalle scienze sociali, coloro i quali si avvantaggiano dei beni pubblici senza pagar nulla.

Si parla di molte situazioni, solo in Italia, in cui gli utenti dei servizi non pagano per loro, compresa l’evasione tariffaria, cioè quando un individuo beneficia di risorse, beni, servizi, informazioni senza costi aggiuntivi, pagati dagli altri, i tassabili tartassati. Si fa riferimento in letteratura ad un taxi collettivo dove alcuni salgono non pagando una frazione del costo, già devoluto dagli altri. Difatti nella recente pandemia su 100 persone, 12 in terapia intensiva non hanno pagato un servizio dello Stato, le bombole, il personale, pagando per loro tutti gli altri, secondo una rilevazione di Nando Pagnoncelli per la trasmissione di Floris. Un’evasione che costa 7 mila euro ca. ad ogni contribuente che paga le tasse.

Lo sanno tutti ma nessuno vede e sente. Basta ricordare quanto accaduto solo negli ultimi 7 anni, dal 2014 con la voluntary disclosure in inglese, che fa più trendy nel provincialismo italiano (rientro capitali dall’estero, legali, illegali, criminali) presidente del consiglio il ‘pugnalatore saudita seriale’ Renzi. Poi, nel 2016 la rottamazione delle cartelle, o voluntary bis. Ancora, nel 2017 rottamazione bis, 2019 rottamazione ter, saldo e stralcio, cancellazione mini-cartelle. Le cartelline, forse quelle della tombola! 2021, ovvero adesso, cancellazione cartelle fino a 5 mila euro. Dirà qualcuno, ma siamo affamati dalla pandemia! Errore, perché si tratta di cartelle dal 2001 al 2010 che le agenzie fiscali non sono state in grado, non hanno potuto, non hanno visto, capito, di doverle impugnare, o non glielo hanno fatto fare. Chi? Politica ed accoliti. Ed il welfare o assistenza dello Stato è andata sempre peggiorando, non a caso.

Mi astengo dagli altri micidiali continui reiterati condoni, che Giggino e Matteino due anni fa chiamavano, pudicamente, ‘pace fiscale’. Pace? Io voglio la guerra’ fiscale, quella seria che acchiappa tutti facendo pagare le tasse a tutti secondo le proprie accertate disponibilità con caratteri di vera progressività, non quella che ha massacrato negli anni il ceto medio, facendo così scendere la pressione fiscale che difatti è tra le più alte d’Europa. Bel primato! Piccolo passo indietro. Nel 2018 ho dovuto avvalermi, per me dura da digerire, della rottamazione bis o ter chi si ricorda per la notificazione di quattro (4!) multe stradali risalenti al 1995! Non ricordo con quale donna stavo, figurarsi ripescare la notifica avvenuta anni dopo! Quanti, 5 anni prima di scappottarsela? No, quell’estinzione vale per i soli reati fiscali, mentre per le multe trattasi di ben 10! anni reiterati nel mio caso con nuova notifica. Ho pagato perché ho sbagliato senza volerlo, non trovando più la nuova notifica. Un errore, ma giusto. Certo le pensano proprio bene.

Io voglio la nullità di prescrizione per i reati fiscali, permanente, così come in America ricordano ancora bene per aver incastrato il capo dei capi della Mafia, Al Capone, non riuscendo ad incriminarlo per omicidi a decine. Persecuzione? Per qualcuno sì, infatti lì prima di non pagare le tasse ci si pensa molto. Poi si può uccidere quanto si vuole, ma il fisco no, quello se provi a fregarlo ti scuoia vivo. Qui da noi le telefonate, gli aggiustamenti sono la pratica quotidiana in un regime di illegalità diffusa. Ciò che manca è una teoria dei fondamenti della giustizia che talvolta riesce a prevalere, per riequilibrare un mondo sociale dove proliferano favori, collusioni, carriere, potere, denaro, ingiustizie, invece di perseguire un bene comune su cui non si possa lucrare. Si aggira la legge, ma almeno talvolta si riesce ad affermare un interesse per tutti, un concetto che troppe volte in questo Paese inquinato nelle sue fondamenta viene disatteso con moralismi di comodo che non individuano mai responsabili di varia specie, siano essi evasori fiscali, poi evasori di che? Si evade per il fine settimana, si evade dalla routine quotidiana andando a cinema. No, dovremmo parlare proprio di truffatori fiscali, anche se il termine varrebbe più per risvolti penali.

Andrebbe costruito un sistema di regole universalistiche con cui la gente, il fantomatico popolo dei populisti si possa riconoscere ed identificare. Costruire esempi su cui edificare un sistema universalistico dove premiare chi ha di meno e chi ha maggiori bisogni. “A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue possibilità”. Utopia? Sì, ma l’utopia è l’anticipazione di ciò che può succedere domani. Basta che lo si voglia, lo si pretenda, passando per la pratica del conflitto sociale, insieme, perché l’unione fa la forza, principio di affermazione di una fiducia collettiva. La citazione è di Karl Marx.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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