martedì, Settembre 28

‘No Green Pass’, ‘No Vax’: la dittatura della minoranza Il flop delle proteste dei 'No green Pass' è la plastica dimostrazione che la feroce discussione sui vaccini e sul passaporto verde è determinata da una minoranza che 'ricatta' la maggioranza

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Dunque, le manifestazioni di protesta nelle stazioni italiane indette daiNo Green Pass‘ e ‘No Vax‘ in occasione dell’entrata in vigore, ieri, dell’obbligo del Green pass per i trasporti a lunga percorrenza, si sono risolte in un flop. Tanti giornalisti e tantissimi poliziotti, ma i manifestanti, che dovevano a parole bloccare le stazioni italiane, non si sono visti, le cronache parlano di qualche decina al massimo nelle diverse stazioni.
Nei giorni scorsi, mi ha colpito positivamente un articolo su Huffingtonpostdi Fabio Luppino. Da quando quel giornale è caduto nelle mani degli agnellidi, guardo sempre con diffidenza gli articoli e i titoli e le notizie di quel giornale. Lo confesso senza problemi: non me ne fido più. Per carità, magari è perfetto, è meglio del Vangelo, è più puro di un agnellino (ah, ah!) appena nato, ma io non mi fido. E quindi cerco sempre di controllare e di valutare ciò che scrivono.

Ma l’articolo di cui parlo, appare con un titolo fatto apposta per attirare la mia attenzione, perché è intrigante anche se, dal punto di vista del ‘colpo d’occhio’, sbagliato (mi si perdoni se mi permetto). Invece di titolare ‘Il paradosso del vaccino è la dittatura della minoranza‘. Io avrei titolato molto più seccamente ‘La dittatura della minoranza‘.
L’articolo pone un problema serio del quale in qualche modo ho parlato anche io. Dice, in sostanza, che tutta la feroce discussione sui vaccini, se renderli o meno obbligatori, e sui passaporti è tutta determinata e centrata su una pretesa di una minoranza, sempre più minoritaria, della quale, però, si parla troppo e sempre. Il che, sia chiaro, andrebbe benissimo, se non si trascurasse di rilevare che sono le opinioni, più o meno attendibili e più o meno documentate, di una minoranza.
Una minoranza chericatta la maggioranza. Uso volutamente il termine volgare ‘ricatta’, per sottolineare il fatto che quella minoranza non usa argomenti o altro: pone difficoltà, intralci, capziosità. Non offre o propone alternative, non indica altre strade, non usa altri parametri scientifici, anzi, non ne ha affatto, perché è spesso solo frutto di ignoranza o torpidità mentale.
Faccio un esempio, secondo me, chiaro proprio in sé. Quello di Maurizio Landini, un sindacalista che io ho giudicato sempre serio, attendibile e dalle idee chiare, è un caso evidente e clamoroso. Landini, abilmente sì ma anche ipocritamente, dice in sostanza, io sono d’accordo sulla obbligatorietà dei vaccini, per cui se fate una legge in tal senso io sono d’accordo. Ma se non la fate, allora il passaporto è una discriminazione inaccettabile e noi facciamo (o potremmo fare) sciopero.
Dov’è l’ipocrisia? La solita vecchia classica all’italiana. Io non dico di no, dico che per farlo devi fare una procedura lunga e contorta, che durerà tre anni e dove vi saranno mille trabocchetti, eccetera, però io non mi oppongo! A quel punto, dire che si è d’accordo sulla eventuale legge, è pura aria bollita, anzi, è una provocazione. Sistema classico, del resto: allungare il brodo per bloccare il risultato di fatto, ma senzaperdere la faccia‘. Io sono d’accordo, se voi non ci riuscite, i fessi siete voi. Ripeto, un classico.
Come per l’interruzione di gravidanza: la stragrande maggioranza degli italiani, e specialmente delle donne, sono d’accordo, ma si blocca la cosa, rallentando o bloccando i consultori e permettendo una obiezione di coscienza, molto spesso direi … indotta. Come per il disegno di legge Zan: siamo d’accordo, per carità ma … , nulla osta in linea di principio, ma forse lede l’articolo vattelapesca del trattato vattelapescare; oppure siamo d’accordissimo, per me un travestito (scusate il termine volgare è solo per farmi capire da certi politicanti!) è un fratello, ma quella disposizione lì potrebbe essere interpretata come se e quindi, nulla in contrario, ma cambiamola insieme all’altra, e cioè se ne riparla tra sette anni. Ecco come si fa.
Ora, però, ad esempio con riferimento al disegno di legge Zan. Ho detto e ripetuto che è una schifezza, scritto male, sciatto, inutilmente complicato e arrogante, ma ormai non più opponibile: si deve approvare per forza, proprio per l’opposizione stolida che cerca di fregarlo, non di ‘migliorarlo’. E quella opposizione, come per l’aborto e probabilmente per una legge sul fine-vita, è accettata o subita da una maggioranza, cui mette i bastoni fra le ruote una minoranza.

Direte: ma allora stai dicendo che si deve procedere a colpi di maggioranza, mettendo a tacere la minoranza. Niente di meno vero. Il contrario. Se c’è una cosa che non sopporto e non sopporterei sarebbe la dittatura della maggioranza, anche peggio, anzi, certamente peggio, di quella della minoranza.
L’ho scritto varie volte: democrazia non significaio ho più voti di te e quindi comando‘, questo lo dicono Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Luigi Di Maio, ecc…, il peggio della politica universale. Democrazia significaio ho più voti di te e quindi governo‘.
Governo, governare non vuol dire imporre la propria volontà, perché chi governa è scelto da una maggioranza, ma governa tutti. Che significa che deve governare tutti, cioè non può ignorare nessuno, anche il più piccolo e silenzioso.
Ma, al tempo stesso, non è accettabile che una minoranza renda impossibile la realizzazione di un interesse collettivo, non con argomenti (che non ci sono e lo spiego fra un istante) ma con cavilli, trucchi, cambiamento delle carte in tavola, desiderio di salvare la propria poltroncina.

Per inciso: dicevo che non ci sono argomenti contro il vaccino perché gli argomenti contro la vaccinazione, sono gli stessi contro l’hamburger della McDonald, anzi, anche meno attendibili. Non sappiamo che effetti potrà avere sui nostri figli, ad esempio. Vero, verissimo, ma l’alternativa qual è? Ma specialmente quante medicine prendiamo ogni giorno, quante porcherie mangiamo ogni giorno, quante cose facciamo ogni giorno delle quali non abbiamo idea degli effetti non dico sui nostri figli, ma sul nostro stomaco fra due ore!
Il tema, non è quello, quello è strumentale. Il tema è: vogliamo rischiare di mantenere attiva questa epidemia, mantenere un ritmo di un centinaio di morti al giorno, o no?
La scelta da fare è questa e solo questa. È evidente che senza vaccini i ritmi sono quelli, e quindi la decisione è quella e solo quella. La storia dell’eccessivo impegno delle sale di rianimazione non regge: se ne possono fare altre, anzi, se ne debbono fare altre, perché tutti i cittadini hanno diritto ad essere curati. Così come non sappiamo che effetti avranno i vaccini sui nostri figli, non sappiamo nemmeno che succederebbe se non vaccinassimo nessuno e, in nome della libertà e dei fatti miei come quel cantante del quale non voglio ricordare il nome, ce ne fregassimo delle misure di sicurezza. Io dico che torneremmo forse ai cento e più morti al giorno, altri che forse il virus sparirebbe magari per eccesso di lavoro. Non lo sappiamo: chi si sente di correre il rischio?
E qui sta il tema della collettività: se una parte di noi vuole correre il rischio, possiamo anche dire che non ci opponiamo, ma ad una precisa condizione, che i non vaccinati vivano in un posto in cui ci sono solo loro. Se ci pensate, il senso del passaporto è sostanzialmente questo, se solo avessimo un ceto politico e una amministrazione governativa capace di pensare e agire correttamente: siete, siamo tutti liberi di non vaccinarvi, ma allora separiamo le società … una sorta di apartheid sanitaria! Così non si potrebbe dire che una maggioranza impone ad una minoranza qualcosa. Ma anche, che la minoranza non può ricattare la maggioranza, mettendo a rischio la loro vita. Subdolamente, magari, sfruttando le pieghe di un ordinamento pasticciato e poco chiaro: la stupidaggine per cui, ‘per motivi di privacy’, sul passaporto non è indicato se sei vaccinato o ‘solo tamponato’ è appunto una stupidaggine a vantaggio di una minoranza di persone che non vogliono fare sapere di sé … magari hanno la peste, ma, per carità, non si può dire!
Che poi questa mentalità assurda, determini e faciliti le escursioni semantiche di un Ministro che sta alla Azzolina come zero sta a zero, che ordina di verificare i passaporti a scuola ogni giorno: cioè crea le condizioni perché non si riesca a realizzare il risultato, a tutto ‘vantaggio’ della minoranza che vuole essere ‘libera’ di non dire di non essere vaccinata e nemmeno, magari, di essere infetta e quindi contagiosa, è solo una conseguenza indesiderata, come nei bugiardini. Questa, mi perdonerà il professor Giorgio Agamben, non è ‘caccia agli untori’, è caccia agli imbecilli.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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