domenica, Aprile 18

No alle trascrizioni dei matrimoni gay, Ncd esulta field_506ffbaa4a8d4

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Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’impossibilità per i sindaci di trascrivere i matrimoni omosessuali contratti all’estero, il Nuovo Centro Destra esulta e chiede la revisione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, ma il Partito Democratico insiste sulla necessità di andare avanti nel percorso. L’Associazione Svimez per lo sviluppo del Mezzogiorno segnala una timida ripresa, ma ancora con forti dislivelli fra Nord e Sud: se per il Governo la strada delle riforme è quella giusta, le opposizioni chiedono forti interventi a sostegno del meridione. Dopo le polemiche fra esecutivo e la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, Forza Italia chiede al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di riferire in Parlamento. Nell’ottica di tagli alla spesa pubblica, si torna a parlare di accorpamento delle Regioni. Dal Sudamerica il Primo Ministro Matteo Renzi elogia la politica di cooperazione italiana e attacca la paura dell’Unione Europea di accogliere i richiedenti asilo.

«Dopo un anno di polemiche il Consiglio di Stato mi dà ragione: i sindaci non possono trascrivere le nozze gay e spetta ai prefetti vigilare. Bene!». Su twitter il Ministro dell’Interno Angelino Alfano esprime tutta la sua soddisfazione per la sentenza, che rinvigorisce la linea del Nuovo Centro Destra contro il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. «È un modo concreto di ristabilire la legalità e il rispetto delle competenze tra organi istituzionali», commenta la senatrice Paola Binetti, «è stato ribadito un principio fondamentale, cioè che la famiglia è quella naturale formata da persone di sesso diverso», aggiunge Renato Schifani, mentre Carlo Giovanardi si spinge oltre e chiede di «accantonare il ddl Cirinnà, in quanto totalmente contrario allo spirito e alla lettera della nostra Costituzione, che viola grossolanamente sia nel merito, sia nelle procedure utilizzate per iscriverlo in Aula, saltando l’obbligatorio esame da parte della commissione Giustizia del Senato».

«Non capisco l’euforia», replica il senatore del Partito Democratico Andrea Marcucci, Presidente della commissione Cultura e firmatario del ddl Cirinnà. «Non c’è alcuna relazione con l’iter parlamentare delle unioni civili, la sentenza ha dichiarato illegittime le trascrizioni visto che in Italia non esiste questo istituto». «La sentenza ci convince che è tempo di dare una legge chiara al Paese», afferma Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd, «dietro ci sono le vite delle persone che meritano rispetto e impegno dello Stato nel colmare un vuoto legislativo che ci rende ultimi in Europa». «Vittoria di nessuno e sconfitta di tutti», sostiene Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, «la sconfitta di un Paese che sui diritti delle coppie gay è ancora fermo al palo e necessita urgentemente di una regolamentazione. Lo dobbiamo a milioni di italiani. Per questo credo sia necessario accelerare l’approvazione del ddl Cirinnà».

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