sabato, Settembre 25

Nizza, quel 'Je suis' che ormai sa di normalità field_506ff510725be

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L’attacco di Nizza ha causato 84 morti e centinaia di feriti. Una nuova ferita per l’Europa, che arriva a poco meno di quattro mesi dagli attentati che hanno devastato Bruxelles. E ancora una volta risuona per le strade ma soprattutto sui social network le parole ‘Je suis’. L’hashtag #JeSuisNice infatti è subito balzato in testa tra i trend topic. Ma ci si chiede: a cosa serve urlarlo in un contesto come quello? Forse non basta più manifestare, come se mai lo fosse stato, dietro ad una tastiera.

Il 7 Gennaio 2015 l’inizio con l’ormai noto ‘Je suis Charlie’, il 13 Novembre 2015 è stato il momento del ‘Je suis Paris’, il 22 Marzo 2016 poi è toccato al ‘Je suis Bruxelles’ e oggi, ancora una volta, ci ritroviamo a dire ‘Je suis Nice’. Una sorta di rito che, tristemente, torna ad unire il Vecchio Continente, diviso tra pro e contro le sue istituzioni ma che non sembra mai essersi ritrovato come unico popolo. Un popolo, quello europeo, che però con questi messaggi comincia a mostrare qualche crepa: finiranno mai queste tragedie? Aumenta sempre di più il senso di frustrazione contro il male provocato dal terrorismo, di qualunque matrice sia. Forse questa di Nizza più di ogni altra volta ha lasciato il segno nelle coscienze, perché ad essere uccisi sono stati anche tanti bambini.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

 

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