giovedì, Settembre 23

Nizza, quando la Religione uccide field_506ffbaa4a8d4

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Di qualsiasi cosa si volesse parlare, purtroppo, oggi non è possibile sottrarsi a ciò che è successo ieri sera a Nizza, non è possibile sottrarsi a ciò che è successo negli scorsi giorni, non è possibile sottrarsi e basta.

Se dal giorno in cui nasciamo l’unica certezza è che moriremo, certo è che tutti pensiamo ciò avvenga in modo naturale, non certo di venire uccisi dalla violenza…anzi dalla Violenza, con la ‘V’ maiuscola.
Violenza che in maniera teatralmente spudorata ci viene messa sotto gli occhi tutti i giorni da un’informazione che oramai da parecchi mesi, di fatto, è nient’altro che un bollettino di guerra.

La Signora Morte colpisce in vari tipologie di eventi, ultimamente, dagli spettacolari attentati, alle meno spettacolari, ma non per questo meno cruente, vicende familiari.
Citando un famoso film: «In un momento dove Madama Giustizia sembra essersi presa una vacanza», noi ci facciamo abbagliare dalle notizie del giorno, dimenticando, ovviamente, gli accadimenti dal carattere mediatico inferiore…ma siamo comunque circondati dalla morte, anzi, assediati dalle sue truppe di avanguardia che sono povertà, e, mi duole dirlo, religione. Si, perché la Fede è una cosa, la Religione è un’altra. La Religione può uccidere, la storia ne è piena di esempi e purtroppo anche la cronaca, specialmente se è unita alla povertà.

Come diceva Oriana Fallaci, per lei fortunatamente spettatrice solo dell’inizio, siamo in un’epoca di guerra, che sempre più ha preso i connotati di Guerra Santa. Certo, lei non ha fatto in tempo a vedere questa maledetta crisi, non ha visto gli ultimi dati dell’Istat che gridano quasi 5 milioni di persone in povertà assoluta, non ha visto che, probabilmente, sono stime molto, troppo ottimistiche… stime che non contemplano chi è ancora proprietario di un immobile che verrà perso nei prossimi due o tre anni. Oriana aveva solamente subodorato l’ineluttabile ascesa del quarto maledetto potere, avevo visto oniricamente e basta il prostrarsi della nostra cultura all’autodistruzione.

Questo finto permissivismo portato all’eccesso, questo benessere estremo non hanno portato altro che ad un inferno che, biblicamente parlando, somiglia sempre più ad una nuova Sodoma e Gomorra.

E’ molto meglio non fare analisi retroattive sulle morti di questi ultimi cinque anni, bastano gli ultimi cinque giorni per rabbrividire.
E per esaltare tutto questo ci si è messa pure la tecnologia, selfie, messaggi, filmati di persone che appena scattate le foto o girato il filmato, magari per salutare la mamma, hanno incontrato la Morte… i social ti sbattono i loro visi in faccia, tu li guardi… spensierati, contenti per il fatto che di li a poco incontreranno il figlio o un altro caro… invece no… invece, come Francesco Guccini canta, chissà cosa avranno pensato quando hanno sentito le lamiere accartocciarsi, chissà cosa avranno pensato nell’istante prima di subire l’impatto, chissà cosa avranno pensato mentre cadevano nel vuoto prigionieri di un ammasso di ferraglia volante, chissà cosa avranno pensato mentre si toglievano la vita… chissà cosa avranno pensato.

Sono migliaia e migliaia i morti dei nostri giorni… quelli la cui morte non è stata per cause naturali …

Forse dico una cosa che darà fastidio, ma voglio distinguere le mortisono molto diverse quelle causate dalla Violenza da quelle causate dagli incidenti… L’incidente è il più democratico di tutti… può succedere a chiunque, in qualsiasi momento… senza distinzione di genere o classe o razza… chiunque. Ma la Violenza no… quella è scelta dall’essere umano, quella è voluta, studiata, pianificata, provocata apposta per uccidere… per togliere alla Vita persone e persone… E’ una Mietitura.

Si vede che, come nella stagione in cui si miete il grano, è arrivata anche per noi l’ora in cui la falce ti spezza. Falce che può portare le caratteristiche della guerra Santa piuttosto di quelle della povertà o della crisi economica o quello che volete.

Egregi signori dell’Istat, girate il Paese, controllate meglio… i vostri numeri, ahimè, sono sbagliatissimi… fatelo almeno voi… noi non siamo più ascoltati… voi forse si… fate capire a chi ci governa e comanda che siamo tutti in pericolo… purtroppo non sono solo gli attentati a provocare vittime… fatelo capire… forse, un po’, vi ascoltano

 

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