venerdì, Ottobre 22

Nigeria: priorità sconfiggere Boko Haram

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Grande enfasi è stata data al rispetto delle vite civili e dei diritti dei cittadini. «Vi avverto che ho deciso di applicare la tolleranza zero sulle violenze inflitte ai civili durante le operazioni militari contro Boko Haram e il mancato rispetto dei diritti umani. Quando saranno riportate simili violazioni il mio governo non esiterà ad aprire delle indagini e condannerà duramente i colpevoli senza esitazioni» ha ammonito Buhari allo Stato Maggiore in risposta alle denunce di Amnesty International sulla guerra contro il terrorismo in Nigeria. Nel recente rapporto di 133 pagine A.I. accusa Boko Haram di essere direttamente responsabile della morte di 17.000 civili, mentre l’esercito nigeriano ne avrebbe sterminati altri 8.000, oltre a essere responsabile di detenzioni illegali, torture e atti disumani contro i prigionieri. Sul terreno si registra una drastica diminuzione delle casualità civili. Evidente la capacità dell’esercito nigeriano di attaccare le postazioni terroristiche ponendo particolare attenzione a non uccidere ma a liberare i civili detenuti all’interno dei campi. Un’attenzione che è anche dovuta per necessità di propaganda dettate dalla nuova Amministrazione per differenziarsi dalla comprovata incapacità della precedente.

L’obiettivo di sconfiggere Boko Haram in tre mesi è giudicato realizzabile da molti osservatori militari tra cui anche ugandesi. «L’esercito nigeriano e i servizi segreti conoscono le postazioni tenute da Boko Haram, i loro comandanti, i loro simpatizzanti, le linee di finanziamento e i posti di raccolta, chi fornisce loro armi e munizioni e dove avvengono gli scambi. Queste informazioni sono fornite dalla stessa popolazione civile musulmana, che è praticamente terrorizzata dai Boko Haram, in quanto la maggioranza delle vittime della loro guerra sono proprio i musulmani del nord. Con simili informazioni un moderno esercito non necessita troppo delle supporto satellitare fornito dall’Occidente, e può colpire mortalmente il nemico in quanto nessuna guerra tecnologica può sostituire la guerra reale basata sul supporto e le simpatie della popolazione. L’esercito nigeriano poteva sconfiggere Boko Haram anni addietro, ma non lo ha fatto per ragioni politiche che conosciamo, ma non siamo autorizzati a divulgare» spiega un Tenente Colonnello dell’esercito ugandese sotto protezione di anonimato.

Anche se esercito e intelligence ugandesi non sono autorizzati a divulgarli ai media, questi ‘impedimenti politici‘ sono facili da individuare. Durante l’amministrazione Goodluck la maggioranza dello Stato Maggiore ha boicottato le operazioni militari in quanto il precedente Presidente veniva considerato un corpo estraneo all’establishment del potere nigeriano, simile per vari aspetti a quello ugandese. Dopo gli anni bui dell’era dei Colonnelli, l’esercito non ha ceduto il potere economico e politico. Ha semplicemente riciclato i suoi leader da militari a civili proponendoli come candidati alla presidenza o ponendoli al vertice delle holding finanziarie statali. L’unico pregio dell’esercito nigeriano è di aver rispettato le regole democratiche, permettendo così anche a dei civili di accedere alla guida del Paese. Un rispetto forse formale visto l’opera di boicottaggio sistematico che Johnatan Goodluck ha subito.

Anche i governatori degli Stati del nord hanno boicottato gli sforzi della amministrazione Goodluck di combattere Boko Haram, impedendo la collaborazione dei civili. Questi ostruzionismi hanno indotto Goodluck a gravissimi errori, quali i massacri generalizzati dei civili al nord compiuti dall’esercito (spesso truppe del sud) esasperati dalla situazione. Soldati considerati truppe di occupazione, che a loro volta consideravano i civili come nemici e sostenitori dei terroristi islamici. Fede, cultura e lingue diametralmente opposte contribuivano a creare il fossato di incomprensione ed odio. Il Presidente Buhari è parte integrante del complotto contro Goodluck, e probabilmente una delle menti organizzatrici. L’obiettivo era quello di far cadere un Governo controllato da un civile del sud. Questo accanimento non ha basi religiose (musulmani contro cristiani), ma politiche, in quanto dalla restaurazione della democrazia in Nigeria le varie lobby dei Generali decidono a tavolino chi assumerà il ruolo di Capo di Stato. Goodluck era stato accusato di non aver rispettato le regole del gioco e per questo affronto ha pagato di persona.

In questa logica perversa a pagare maggiormente sono state le centinaia di migliaia di civili morti nel nord per mano di un gruppo terroristico che poteva essere fermato anni addietro, ma ha continuato a spargere terrore e morte perché idoneo ai giochi di potere nigeriani. Dinnanzi a queste considerazioni il ruolo di salvatore della patria e sopratutto del nord giocato dal presidente Buhari viene fortemente compromesso. È facile ora attuare le necessarie tattiche militari nel pieno rispetto dei diritti umani quando per cinque anni sono state sistematicamente boicottate per abbattere l’avversario politico… Purtroppo la politica in Africa ha le sue crudeli regole. Buhari, se riuscirà a sconfiggere Boko Haram, diventerà agli occhi della popolazione un eroe aumentando di prestigio e credibilità tra la Comunità Internazionale. Nessuno si interrogherà o gli rinfaccerà i boicottaggi precedentemente compiuti e le vittime del terrorismo di cui egli ha compartecipazione di colpa. Queste vittime rientreranno nell’albo dei martiri forse da santificare per evitare che ricevano la dovuta giustizia… T.I.A. (This Is Africa).

 

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