sabato, Maggio 8

Nigeria, nuova strage di Boko Haram field_506ffb1d3dbe2

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Mentre l’Europa piange le vittime degli attentati di Parigi, l’Africa continua a piangere i propri morti per mano del terrorismo. Un altro attentato di Boko Haram ha sconvolto la Nigeria, nello stesso posto dove, meno di un mese fa, aveva dato l’assalto a una moschea (uccidendo 42 persone e ferendone un centinaio). Il gruppo fondamentalista islamico legato all’ISIS ha colpito stavolta una stazione per camion nella città di Yola, nel nordest del Paese. A morire oltre 32 persone, mentre circa 80 sono i feriti. Quasi tutti venditori o passanti. In sei anni, i fondamentalisti di Boko Haram hanno ucciso almeno duemila persone, soprattutto civili, numeri da guerra.

E di guerra parlano in generale i dati del Global Terrorism Index, rapporto annuale curato dall’Università del Maryland sulla base di dati raccolti da varie organizzazioni in giro per il mondo: nel 2014 32.658 morti nel pianeta per terrorismo, con un +80% rispetto al 2013. E in testa ai crimini c’è proprio il gruppo di jihadisti nigeriani di Boko Haram, seguiti ovviamente da quelli dell’ISIS. E il 78% dei crimini è avvenuto fra Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Siria.

Insomma tanti attentati nel mondo, dall’Africa al Medio Oriente, ma negli ultimi giorni sui social la polemica è sulla pubblicità data a certi eventi rispetto ad altri, in particolare a quelli europei. Non esistono morti di serie A e morti di serie B, come le classifiche di Standard & Poor’s. Forse in questo i media occidentali sbagliano, e ci chiediamo se possano davvero nascere da queste tragedie dei seri dibattiti sul come rivedere il nostro modo di pensare il terrorismo, di guardare non solo al nostro ‘orto’ o a quello dei vicini, ma anche verso quelli più lontani, con la stessa intensità.

 

(Video tratti dal canale Youtube di Euronews)

 

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