giovedì, Dicembre 2

Nigeria, il Clero si ribella a Papa Francesco

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Ad interrompere la pratica di nominare Vescovi in Africa appartenenti alla stessa etnia maggioritaria della diocesi fu Papa Paolo VI che iniziò a promuovere la nomina di Vescovi sganciata dall’appartenenza etnica. Una decisione presa per evitare la creazione di forti gruppi di interesse all’interno delle diocesi africane con alti rischi di riconoscere la lealtà tribale ponendola al disopra della testimonianza di fede e all’autorità del Vaticano. Le diocesi africane sono delle mini aziende. Scuole, dispensari, ospedali, centri ricreativi, attività artigianali, cooperative. I soldi circolano e un clero mono etnico rischia di creare una cappa d’omertà su eventuali abusi a fine di lucro.

Un clero monoetnico rischia anche di sposare una determinata causa politica regionale indipendentemente dalla politica estera vaticana. In Rwanda dagli anni Ottanta in poi il clero a maggioranza hutu si collegò al regime razziale di Juvenal Habyrimana. L’identificazione religiosa con l’ideologia razziale HutuPower adottata dal clero ruandese, rafforzata da congregazioni religiose conservatrici in Europa, impedí al Vaticano una attenta analisi sul supporto del regime e portò alla collaborazione attiva della maggioranza del clero hutu durante il genocidio. Decine di migliaia di tutsi furono uccisi nelle chiese, conventi, diocesi e scuole cattoliche.

Tra il 2010 e il 2014 il clero della diocesi di Kamenge avrebbe allacciato rapporti d’affari inerenti al contrabbando di medicinali con il Generale Alphonse, numero due del regime Nkurunziza ucciso dall’opposizione nel 2015. Secondo quanto riportato da giornalisti burundesi con credibilità internazionale gli affari erano abbinati a legami etnici (hutu) e ideologici (HutuPower). Questi affari furono una delle cause dell’assassinio di Stato delle tre suore italiane avvenuto nel settembre 2014. La seconda causa, secondo i giornalisti burundesi, fu la scoperta fatta dalle tre suore nel Sud Kivu dell’addestramento militare della gioventù del partito al potere: CNDD raggruppata attorno al movimento paramilitare Imbonerakure. L’addestramento era garantito dai terroristi ruandesi FDLR autori del genocidio ruandese del 1994.

La Chiesa Cattolica in Africa normalmente è rappresenta dall’ala più conservatrice, di cui peso internazionale è stato evidenziato nel lungo e feroce dibattito sul controverso documento della famiglia cristiana “Amoris Laetitia”. L’ultimatum lanciato da Papa Francesco è dettato da due ragioni politiche. La prima risiede nella impossibilità di contraddire la nomina vescovile del precedente Papa mettendo a repentaglio l’immagine pontefici e la dottrina cattolica. La seconda risiede nella necessità di difendere la nomina del clero indipendente dall’appartenenza etnica. Osservatori nazionali avvertono che il clero di Ahiria potrebbe non sottomettersi alla volontà papale e creare una scissione come avvenne secoli or sono tra il clero tedesco e americano che originò la nascita del Protestantesimo.

La crisi etnica all’interno della diocesi di Ahiria giunge in un momento assai delicato per la Chiesa Cattolica in Nigeria vittima di una strategia della tensione recentemente denunciata presso il Consiglio di Sicurezza ONU dal Monsignor Joseph Danlami Bagobiri dello Stato di Kaduna. Secondo la missiva di Monsignor Bagobiri il governo nigeriano starebbe appoggiando gli estremisti islamici della etnia nomade Fulani nel loro progetto di islamizzare il Paese fornendo copertura politica, immunità e armi. All’interno di questa islamizzazione sarebbero inseriti i massacri delle comunità cristiane che dal 2015 affliggono varie diocesi del centro e sud Nigeria.

«La decisione presa da Papa Francesco di lanciare un ultimatum pretendendo l’obbedienza del clero di Ahiria è un chiaro avvertimento delle conseguenze rivolto alle sezioni del clero cattolico che si ostinano a resistere agli indirizzi politici del Papa. Un avvertimento che supera i confini della Nigeria e rivolto al clero africano in generale» afferma la piattaforma cattolica di informazione Crux Now.

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