mercoledì, novembre 14

Niger: elezioni farsa per il benessere di AREVA

0
1 2


Mantenere il controllo dell’uranio nigerino era una priorità per AREVA, colpita da vari scandali quali quello della costruzione di due centrali nucleare in Gran Bretagna che potrebbe compromettere il difficile rilancio dell’azienda. Difficoltà iniziate nel 2010 e rese note nel 2015. Secondo un accurato rapporto pubblicato l’8 marzo 2015 sulla rivista specializzata per il monitoraggio del nucleare civile, ‘Neutron Bytes , AREVA, tra il 2014 e il primo trimestre del 2015, ha subito perdite finanziarie per 4,8 miliardi di euro, costringendola a vendere proprietà per un valore di 1,5 miliardi di euro e a rinunciare a finanziare nuovi progetti di centrali nucleari. Le vendite hanno subito, nel 2015, un calo del 5%, posizionando AREVA in una situazione fallimentare evitata solo dalla costante iniezione di denaro pubblico decisa dal Governo francese. «AREVA sta vendendo energia in perdita. Gli investitori considerano il pacchetto azionario della  multinazionale francese come pattume», afferma il rapporto di Nuetron Bytes.

La situazione è precipitata quest’anno, come informa ‘GreenReport.itin un articolo dello scorso febbraio. Il bilancio AREVA ha chiuso in rosso il 31 dicembre 2015, costringendo la multinazionale a chiedere un prestito di 1,1 miliardi di euro a 6 banche europee, grazie alle garanzie del Governo francese che detiene il 86,5% delle azioni. «Il fiore all’occhiello dell’industria francese è fallito. È inaccettabile che il salvataggio di questa azienda senza futuro incomba ai cittadini», afferma l’associazione francese anti nucleare Reseau Sortir du Nucleaire (Network per l’uscita dal nucleare). L’associazione ha ampiamente dimostrato che le centrali nucleari in Francia gestite da AREVA sono antiquate e a rischio di catastrofe nucleare. Il parco nucleare francese è composto per la maggioranza da centrali vetuste e a rischio. Il funzionamento dei reattori nucleari ha un periodo di sicurezza di 30 anni, dopo di che i rischi di instabilità ed esplosione aumentano vertiginosamente. Sulle 58 reattori nucleari presenti in Francia 37 hanno già passato il limite di età e dovrebbero essere fermati. Al contrario continuano a produrre energia, mettendo a rischio di catastrofe nucleare la Francia e parte della Europa, Italia compresa.

AREVA è anche colpevole di gravissimi danni su ambiente e salute dei cittadini, tra i quali lo stoccaggio illegale di scorie radioattive e sostanze tossiche presso la centrale nucleare di Saint-Laurent des Eaux, secondo un rapporto dell’ente addetto alla sicurezza nucleare, rapporto volutamente ignorato dal Governo francese. Lo stesso ente ha rivelato nel fiume Loire traccia di plutonio oltre i livelli di sicurezza, derivato dagli scarichi radioattivi della centrale di Saint-Laurent des Eaux. «È una situazione nota da mesi, ma l’intervento della politica ha contribuito a rendere ancora più opaco il fallimento del nucleare francese e il Governo francese ha comunicato in ritardo alla Commissione europea il suo piano di salvataggi di AREVA, che potrebbe soccombere sotto i colpi delle procedure per gli aiuti di Stato», afferma ‘GreenRepot.it‘.

AREVA è il simbolo della ex potenza mondiale in declino e fallimento che si mantiene esclusivamente grazie allo sfruttamento delle colonie africane. Causa dell’inquinamento ambientale in Francia e Niger che mette a rischio la salute di milioni di persone, AREVA lega il destino di varie Nazioni europee alla sua capacità di contenere catastrofi nucleari ‘controllando’ reattori già vetusti. Una capacità messa in forse dalla disastrosa situazione finanziaria, che potrebbe costringere la multinazionale a diminuire i costi di controllo e manutenzione, ovviamente senza dichiararlo al pubblico e alle competenti autorità nazionali ed europee di controllo sul nucleare. Nel Paese africano AREVA condanna la popolazione all’inquinamento e al mancato sviluppo economico nazionale, oltre che ad alterare la vita democratica imponendo Capi di Stato di suo gradimento.

L’opposizione del Niger ha rigettato i risultati elettorali boicottando la prima riunione del Parlamento (mercoledì 23 marzo) in cui il Presidente possiede una maggioranza assoluta (118 seggi su 171) che non rispecchia la volontà popolare.
Le elezioni farsa imposte da Parigi e AREVA aprono una pericolosa fase di instabilità politica e scontri sociali in Niger. La rabbia e l’opposizione popolare verrà contenuta, secondo gli ossevatori locali, attraverso la strategia del terrore che consiste nel finanziare e utilizzare gruppi terroristici di matrice sunnita islamica per colpire il Paese, creare l’emergenza terrorismo e giustificare la necessità di uno stato di emergenza che congela la democrazia e i diritti civili.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore