lunedì, Ottobre 18

Netanyahu impone chiusura delle zone di guerra field_506ff510725be

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La polizia israeliana sarà autorizzata a Gerusalemme a «imporre la chiusura delle zone di scontri e incitamento alla violenza» dopo i recenti attacchi di arabi agli israeliani avvenuti negli ultimi giorni. Il governo di Netanyahu annuncia che «ai terroristi saranno revocati i diritti di residenza permanente» e «le proprietà dei terroristi che compiono attacchi verranno confiscate» e che nuove unità militari di rinforzo alla polizia in alcune zone e centinaia di guardie di sicurezza saranno messe in campo per proteggere il trasporto pubblico d’Israele con «ulteriori misure aggressive» contro gli attacchi.

John Kerry, segretario di Stato americano sarà in Medioriente per tentare di riportare la calma dopo le crescenti tensioni tra israeliani e palestinesi. L’annuncio è avvenuto durante un dibattito all’università di Harvard, senza però parlare di una data, ma con l’intenzione di spostare la situazione dal «precipizio». «C’è questa violenza perché c’è una frustrazione che sta crescendo», spiega il segretario di Stato. Per Israele ieri è stata un’altra giornata di altissima tensione segnata da un’ondata di attacchi con il coltello, con armi da fuoco e con auto lanciate contro i passanti.

A sera il bilancio era di tre israeliani morti e almeno 20 feriti in quattro attentati palestinesi, due a Gerusalemme e due a Raanana, a nord di Tel Aviv. Da Gaza, Hamas si è felicitata pere gli attacchi. Netanyahu accusa Abu Mazen. Da Ramallah il segretario dell’Olp ha detto di ritenere «il governo israeliano completamente responsabile per l’escalation di violenza a Gerusalemme, in Cisgiordania e Gaza e ha chiesto all’Onu di aprire una inchiesta su «esecuzioni sommarie ed extragiudiziarie» da parte della polizia israeliana.

 

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