sabato, Novembre 27

Netanyahu, bufera per dichiarazioni su Hitler e Shoah

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Hanno fatto scalpore le affermazioni del premier Benjamin Netanyahu secondo cui Hitler non voleva «sterminare» gli ebrei, ma «espellerli»: Dure le reazioni sia in Israele che all’estero. Nel pomeriggio il premier israeliano ha parzialmente corretto. Visita a sorpresa di Bashar al Assad a Mosca; al termine Putin ha informato il presidente turco Tayyip Erdogan e il re saudita Salman, entrambi concordi sul fatto che il leader siriano debba uscire di scena. Non è solo lo  Stato islamico a saccheggiare i siti archeologici della Siria, ma anche gli altri gruppi ribelli e forse anche gli uomini del regime, sostiene un rapporto pubblicato sulla rivista Near East Archaeology. Ottimismo dell’inviato speciale Onu in Libia, Bernardino Leon, sul dialogo nazionale tra Tripoli e Tobruk. Furiosi scontri sono scoppiati in Sudafrica davanti alla sede del Parlamento tra poliziotti in assetto antisommossa e studenti. In Afghanistan intensi combattimenti sono in corso da giorni alle porte di Lashkargah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand. Nuova esplosione in un impianto chimico in Cina. In Arabia Saudita condannato un attivista per i diritti umani. In Brasile nuova richiesta d’impeachment per la presidente Dilma Rousseff.

Coro di critiche sulla stampa e sui social media contro la ricostruzione ‘distorta’ della storia dell’Olocausto proposta da Benjamyn Netanyahu nel suo intervento al Congresso sionista mondiale di Gerusalemme. Secondo il premier israeliano, fu il mufti di Gerusalemme dell’epoca, Haj Amin al-Husseini, a suggerire ad Adolf Hitler l’idea dello sterminio degli ebrei perché il dittatore nazista in realtà intendeva solamente espellerli.

«Hitler all’epoca non voleva sterminare gli ebrei, voleva espellerli. Ma Haj Amin al-Husseini andò da Hitler e disse, ‘se li espelli verranno tutti qui (in Palestina, ndr)’», ha detto Netanyahu nel ricostruire un incontro a Berlino del 1941 tra al-Husseini e Hitler. Il dittatore nazista, ha proseguito Netanyahu, chiese allora al mufti di Gerusalemme: «Cosa dovrei fare con loro?». La risposta fu: «Bruciateli».

Tra le voci più autorevoli che hanno replicato alle parole di Netanyahu, quella del professor Dan Michman, esperto di fama mondiale e a capo dell’Istituto di ricerca sull’Olocausto all’Università di Bar-Llan e dell’Istituto internazionale di ricerca sull’Olocausto dello Yad Vashem. Hitler, ha spiegato Michman, incontrò sicuramente Hitler, ma ciò avvenne solamente dopo l’inizio della Soluzione Finale. Immediate le reazioni sia in Israele che all’estero. «Questa è una pericolosa distorsione della storia e chiedo che Netanyahu si corregga immediatamente, perché così sminuisce l’Olocausto e il nazismo e il ruolo di Hitler nella terribile tragedia del nostro popolo», ha scritto su Facebook il leader dell’opposizione laburista e de l’Unione sionista Isaar Herzog.
«E’ stato Hitler a causare una sofferenza infinita alla nostra nazione». Così ha commentato il presidente israeliano Reuven Rivlin, prendendo le distanze dalle parole di Netanyahu. Secondo Rivlin, è vero che Hitler e al Husseini s’incontrarono, ma non si può sapere se vi sia stata una relazione di causa ed effetto fra questa riunione e l’Olocausto.

Dello stesso avviso è anche il ministro della Difesa Moshe Yaalon. «Ovviamente non fu Haj Amin al-Husseini ad inventare la ‘soluzione finale alla questione ebraica’. La storia  indica chiaramente che fu Hitler a dare il via e Haj Amin al-Husseini si unì a lui», ha commentato Yaalon, affermando che “gli attuali movimenti jihadisti incoraggiano l’antisemitismo e raccolgono un’eredità nazista». Da parte palestinese, l’Olp, attraverso il proprio account Twitter ha commentato: «Netanyahu odia così tanto i palestinesi che è disposto ad assolvere Hitler per l’uccisione di 6 milioni di ebrei». Parole dure anche da Saeb Erekat, ex capo negoziatore palestinese nei colloqui di pace con Israele, che denuncia «le dichiarazioni indifendibili e infiammatorie» di Netanyahu. Reazioni anche da Berlino «Non c’è nessun motivo per cambiare la storia», ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. «Conosciamo bene l’origine dei fatti, ha aggiunto, ed è giusto che la responsabilità sia sulle spalle dei tedeschi». Travolto dalle critiche, Netanyahu, si è visto costretto a correggere il tiro. «E’ assurdo. Non avevo alcuna intenzione di assolvere Hitler dalla sua responsabilità di sterminare il popolo ebraico in Europa. Hitler è il responsabile della Soluzione Finale. Prese lui la decisione», ha detto il premier, parlando con i giornalisti, poco prima di partire per una visita di Stato proprio in Germinia. Netanyahu ha tuttavia insistito sul ruolo giocato all’epoca dal muftì, uno dei leader arabi nella Palestina sotto il Mandato Britannico, che «incoraggiò Hitler, Ribbentrop, Himmler a sterminare gli ebrei europei» e sarebbe assurdo, ha aggiunto, «girare il capo dall’altra parte» su questo.

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