mercoledì, Aprile 14

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Il premier Matteo Renzi è a Newport, in Galles, per il vertice NATO che si svolgerà oggi e domani. Lo accompagnano il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, e Commissario agli Esteri in pectore dell’UE, e il Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Alle 13.00, la delegazione italiana ha preso parte alla riunione sull’Afganistan. Assieme agli altri leader dell’Alleanza Atlantica, il premier ha poi partecipato alla commissione NATO sulla delicata situazione in Ucraina.

La Commissione Politiche UE del Senato ha cancellato dal testo di legge comunitaria l’art. 30, contenente le norme sulla responsabilità civile dei magistrati. L’articolo in questione stato introdotto nel testo da un emendamento del leghista Gianluca Pini sul quale il Governo era stato battuto alla Camera per sette voti in un voto a scrutinio segreto. Nel dettaglio, l’articolo oggi soppresso prevedeva che «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale». Con la cancellazione dell’art. 30, la maggioranza, oltre a porre rimedio a una sua defaillance parlamentare, asseconda anche i pareri pressoché unanimemente critici espressi dai magistrati riguardo la responsabilità civile, ritenuta (a torto e a ragione) un possibile strumento di pressione nei confronti della magistratura. L’art. 30 non è stato l’unico ad essere soppresso: la relatrice Valeria Cardinali (PD) ha sottolineato che sono stati stralciati dalla legge Comunitaria 2013 anche altri articoli (17, 20, 21, 22, 24) non strettamente attinenti al tema del provvedimento in discussione. In riferimento alla responsabilità civile dei magistrati, la relatrice ha aggiunto che il tema «sarà ampiamente trattato e troverà ampio spazio» tra i provvedimenti che comporranno la riforma della giustizia cui sta lavorando il Governo.

La Conferenza delle Regioni ha approvato all’unanimità le linee guida sulla fecondazione eterologa, un passo lungamente atteso da migliaia di coppie italiane che dà finalmente una soluzione legislativa al pasticcio determinato della legge 40 e dalla sua progressiva abolizione. Commentando l’approvazione, il presidente della Conferenza, Sergio Chiamparino, ha dichiarato: «Le Regioni hanno mandato un segnale politico forte al Parlamento, a cui rivolgo un appello accorato al Parlamento perché legiferi». E ha rivendicato con soddisfazione: «Abbiamo fatto ciò che in Italia non sempre avviene: abbiamo mantenuto gli impegni. Esprimo la mia gratitudine per il lavoro fatto dalla commissione. Con il ministro Beatrice Lorenzin c’è stata una piena intesa ma è necessaria una legge: non c’è alcun ostacolo a farla, né di natura tecnica, né etica, né politica». Nel dettaglio, il documento varato dalle Regioni recepisce molti dei contenuti della delibera approvata qualche tempo fa con cui la Regione Toscana avvia l’eterologa nei centri pubblici della Regione. Come nella delibera della Toscana, sono previsti precisi test ed esami clinici per i donatori, nonché l’istituzione di un registro dei donatori, in maniera da poter risalire a informazioni relative ad aspetti genetici solo per esigenze mediche del nato. Ai donatori, verrà garantito l’anonimato, tuttavia, compiuto il 25esimo anno, il nato da eterologa potrà chiedere chiedere di conoscere l’identità del padre o della madre biologici; il donatore sarà a questo punto contattato e, qualora lo riterrà, potrà rivelare la propria identità.

L‘ospedale Careggi di Firenze ha già dato il via ai primi appuntamenti per le coppie che intendono ricorrere alla fecondazione eterologa. A tal riguardo, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, Monica Calamai, ha detto: «Prevediamo di effettuare il primo intervento di fecondazione eterologa entro due mesi. (…)I tempi di attesa per l’intervento sono legati agli accertamenti diagnostici necessari. (…) Il processo della fecondazione eterologa si inserisce in una situazione di attenzione particolare da parte della Regione si tratta di una rivoluzione di coppia perché le scelte di questo tipo non sono mai individuali ma nascono da una sintesi tra i partner». Oltre a partecipare attivamente alla messa a punto delle linee guida deliberate dalla Conferenza delle Regioni, il Ministero della Salute si è impegnato a inserire la fecondazione eterologa nei Livelli Essenziali di Assistenza (ovvero l’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale eroga a tutti i cittadini) pagati con un ticket. Tra le altre cose, la legge che dovrà elaborare il Parlamento dovrà fissare i criteri sui quali determinare l’entità economica del ticket per la fecondazione assistita. Ha espresso soddisfazione per l’approvazione anche il governatore del Vento Luca Zaia: «Con l’approvazione di queste linee guida non ci saranno più differenze tra le Regioni». A un giornalista che chiedeva se i single potranno ricorrere alla fecondazione eterologa, il governatore ha replicato: «personalmente penso non ci debbano essere problemi ma è vero che questo è uno strano Paese». Sulla stessa lunghezza d’onda di Zaia anche il presidente dell’Umbria Catiuscia Marini: «È un ottimo documento, che permetterà di dare vita ad un percorso unitario. (…) Sono molto soddisfatta, il clima è stato collaborativo. D’altra parte c’è una sentenza dettagliata della Consulta e il rischio era che partissero i centri privati ma non potessero farli, senza linee guida, quelli pubblici. Il che era assurdo». Che dire: un piccolo passo per la politica, ma un grande passo per molti italiani…

È morta oggi a Roma, all’età di 95 anni, l’ex ministro e senatrice Franca Falcucci, una delle donne più importanti e impegnata della Democrazia Cristiana. A dare notizia della sua scomparsa è stata la sua amica Rosa Russo Iervolino, ex ministro e sindaco di Napoli. Falcucci fu vice-segretario della DC ai tempi della segreteria di Amintore Fanfani; prima donna a ricoprire tale carica, fu Ministro della Pubblica Istruzione sotto vari governi. Fu tra i principali fautori dell’inclusione dei ragazzi diversamente abili nella Scuola: nel 1975, da sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione, su tale problematica firmò la relazione che aprì la pista alla legge del 1977 che ampliò il concetto di apprendimento, anche per includere i ragazzi diversamente abili. In un passaggio di quella relazione si legge: la Scuola «proprio perché deve rapportare l’azione educativa alle potenzialità di ogni allievo, appare la struttura più appropriata per far superare le condizioni di emarginazione in cui altrimenti sarebbero condannati i bambini handicappati»E ancora: «Si dovrebbe giungere ad allargare il concetto di apprendimento affinché, accanto ai livelli di intelligenza logica-astrattiva, venga considerata anche l’intelligenza sensorio-motrice e pratica e siano soprattutto tenuti presenti i processi di socializzazione». Quelle parole non saranno forse il manifesto renziano della “buona Scuola”, ma nel rileggerle oggi suonano ancora, largamente, come futuribili.

 

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