sabato, Aprile 10

Nepal: il governo si dedica all'ecologia image

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Everest Nepal immondizia

Nepal, per chi ama le montagne uno dei Paesi più belli al mondo. Delle 14 montagne da primato, quelle che superano gli 8.000 metri, 8 si trovano in questo Paese: Everest 8848 m, Kangchenjunga 8586 m, Lhotse 8516 m, Makalu 8485 m, Cho Oyu 8201 m, Dhaulagiri I 8167 m, Manaslu 8163 m, Annapurna I 8091 m. Ma non basta: i picchi che superano i 6.000 metri sono più di 20.000. Sono montagne che hanno reso famosi diversi scalatori italiani: Emilio Comici, Giusto Gervasutti, Walter Bonatti, Hans Kammerlander, Reinhold Messner, Sergio Martini, Silvio Mondinelli, Abele Blanc, Mario Panzeri, gli ultimi cinque hanno scalato tutti i 14 ottomila, mentre diversi altri ci hanno lasciato la vita.

Come Paese montuoso il Nepal è vulnerabile agli impatti dei cambiamenti ambientali, questo ha spinto il governo a introdurre nuove iniziative e riforme istituzionali. Da anni una delle principali fonti di reddito del Paese è il turismo, qui affluiscono trekker da tutto il mondo per godere le meraviglie di un mondo che una volta era fatato ma che sta sempre più diventando un incubo. Se una volta, guardando quelle montagne, si poteva pensare che lì veramente vivevano gnomi, elfi, ninfe, fate e altri spiriti, col trascorrere del tempo si è stati portarti a pensare che con quelle fantasie quelle montagne non c’entrassero niente: sacchetti e bottiglie di plastica ai lati, rifiuti di picnic sui prati, scatolame, resti di cibo, bottiglie e lattine di birra, tanto per fare solo alcuni esempi. E non bastava, dato che molti trekkers dormono in tende, usano bottigliette in plastica di shampoo, confezioni di saponi, bombolette spray per la barba e chi più ne ha più ne metta. Fare trekking fra quelle montagne è diventato come camminare nelle vie delle più importanti città italiane nelle ore di punta.  

Su questo, poco tempo fa, il governo del Nepal ha fatto un vero e proprio passo avanti e così si è rivolto ai turisti: «Volete far trekking fra le nostre belle montagne? Niente da ridire, ma dato che sicuramente creerete immodizia e come è successo per anni me la lascerete lì a marcire, io vi dò il permesso solo se mi riportate otto chilogrammi di rifiuti». L’unico rammarico è che la norma si applica a una montagna solo, l’Everest e si spera che col tempo sia estesa.

A partire da questa primavera, i funzionari nepalesi al campo base dell’Everest verificheranno che ogni scalatore che scende dalla montagna abbia con se circa otto chilogrammi di spazzatura, il peso dell’immondizia che il governo ha stimato uno scalatore fa normalmente lungo il percorso. Il governo del Nepal non vuole assolutamente che i trekkers si mettano a fare gli spazzini per suo conto, non vuole che i trekkers riportino l’immondizia di qualcun altro, sarebbe umiliante chiederlo e sarebbe umiliante farlo: il governo nepalese vuole che ciascuno riporti indietro il proprio. L’Everest si è guadagnato da tempo l’appellativo di più “alta discarica al mondo”, è da tempo che i nepalesi chiedono ai turisti di riportare indietro l’immondizia da loro prodotta. Ma chiederlo con gentilezza non è servito a niente ed è arrivato il momento di ‘forzare la mano’.

Di successi in campo ecologico il governo ne ha già realizzati. E’ arrivato a traguardi che sono sembrati miracoli come quello di eliminare completamente il bracconaggio, In un mondo in cui per vari motivi non si fa altro che uccidere animali, dove rinoceronti e elefanti, tigri vengono ogni giorno sterminati, il Nepal è per il secondo anno consecutivo a bracconaggio zero. Se il Sudest asiatico ha quasi distrutto i rinoceronti, in Thailandia dove una volta vivevano non ne esiste più uno, qui possono vivere tranquilli.   

Per ottenere questo risultato il governo nepalese ha lavorato a stretto contatto con importanti organizzazioni internazionali come il WWF e il National Trust for Nature Conservation, organismi regionali come il South Asia Wildlife Enforcement Network, a cui si sono aggiunte importanti istituzioni nazionali come la National Tiger Conservation Committee e tutto il programma è stato svolto in collaborazione con India e Cina. Questo ha permesso al Nepal di celebrare proprio in questo mese un altro anno a bracconaggio zero. 

Quando il Presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, aveva rilasciato un  suo video messaggio alla fine di ottobre, dichiarando che i commercianti e i bracconieri erano molto meglio organizzati di politici e conservazionisti, non aveva considerato questo Paese, che  dovrebbe assurgere ad esempio per molti altri a livello mondiale. In un mondo a cui sembra non importare niente del suo clima, del suo ambiente, degli esseri che qui vivono, il risultato ottenuto dal piccolo Paese arroccato sulle montagne è evidente e se il progetto dell’immondizia sarà esteso contribuirà a farne un paradiso.

Due progetti come questi farebbero definire qualsiasi governo a favore dell’ecologia, qua non basta. Il terzo intervento a livello ecologico il governo lo compie contro la mafia nepalese: è infatti di questi giorni la notizia che il governo ha deciso di adottare misure severe al fine di fermare l’estrazione di sabbie e pietre che stanno mettendo a dura prova le risorse naturali del Paese.

Le montagne dell’Himalaya sono formate da quattro livelli, uno di questi è chiamato Chure e si innalza dalla pianura del Terai a tutto il Nepal coprendo il 12,65 della superficie del paese. Si tratta di un tesoro di biodiversità formato da colline, che sono fragili perché sono fatte di sabbia, massi, e un sottile strato di terra vegetale. Questo è anche il motivo per cui una folta vegetazione copre i fianchi di questa zona, per prevenire  l’erosione del suolo e le alluvioni provocate dai fiumi. Le esportazioni dei prodotti di questa zona, sabbie e pietre, da parte della mafia nepalese, la sta letteralmente devastando. Recentemente si è scoperto che ci sono 193 unità estrattive operano nella zona che va da Saptari a Kapilvastu, con escavatori e trattori. La rapida distruzione di questa zona è causata principalmente dalla crescente domanda di materiali da costruzione e per alimentare la costruzione di autostrade, canali di irrigazione, e città attraverso il confine, nel nord dell’India.

Parlando alla riunione del Parlamento giovedì scorso, il Ministro per la conservazione delle foreste del suolo, Mahesh Acharya, ha informato il governo che ha deciso di interrompere la registrazione di nuove imprese di estrazione fino alla fine di questo anno fiscale e, sottolineando l’estrazione indiscriminata di sabbia e pietre nella zona del Chure, ha detto che il governo ha anche deciso di chiudere le imprese estrattive che operano entro un chilometro dalla regione.

 

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