Nepal al voto, ma i Madhesi lo boicottano

6,5 milioni di persone in Nepal hanno votato ieri nel secondo turno delle elezioni locali, nonostante le minacce provenienti da gruppi etnici che si oppongono alle elezioni. Più di 162.000 le forze di sicurezza schierate nelle aree di voto. Chiusa anche la frontiera terreste con l’India. Un magistrato distrettuale, V.K.Sinhg, ha confermato che la misura è stata adottata per «prevenire che elementi anti-sociali attraversino il confine e alterino il clima elettorale».

Le elezioni locali si svolgono per la prima volta dopo 20 anni nella nazione himalayana, sconvolta da una lunga rivolta maoista, seguita da un ritardo nel passaggio ad una nuova costituzione. La votazione si sono svolte in tre delle sette province del Nepal. Le altre province hanno tenuto le elezioni il mese scorso e un’altra andrà alle urne a settembre.

Ma gruppi etnici nel Nepal meridionale hanno portato avanti un forte boicottaggio, in particolare i Madhesi. La richiesta è di una riforma costituzionale che preveda una loro maggiore presenza in Parlamento ed una riforma dei confini provinciali. La costituzione, adottata due anni fa, ha scatenato mesi di proteste, con ben 52 persone morte.

Il governo sta cercando fino all’ultimo di convincere i Madhesi ad unirsi alle elezioni, rinviando il voto nella loro provincia al 18 settembre, nella speranza di giungere ad un accordo.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)