venerdì, Maggio 7

Neorealismo: la fiction dell'epoca Gli autori del filone ricercano un’analisi disincantata della realtà, interpretando la vita senza finzioni

0
1 2


Il neorealismo cinematografico nasce sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, tra le case distrutte delle nostre città e le fabbriche da ricostruire. Gli autori del neorealismo ricercano un’analisi disincantata della realtà, interpretando la vita senza finzioni e senza orpelli romantici. Va da sé che la poetica neorealista non è bene accetta da una popolazione distrutta che cerca di risollevarsi dai lunghi anni della guerra e chiede al cinema uno svago liberatorio.

I film neorealisti non sono documentari, ma tramite la fiction documentano un’epoca e vengono realizzati da registi di scuola documentaristica. Cesare Zavattini è il teorico del movimento, che prende le mosse dal film inchiesta ‘Amore in città’ e prosegue con ‘I misteri di Roma’, ma vanno ascritti al neorealismo anche molti lavori di Roberto Rossellini, Michelangelo Antonioni, Citto Maselli, Valerio Zurlini, Dino Risi, Gillo Pontecorvo, Carlo LizzaniLuciano Emmer. Possiamo parlare di un realismo all’italiana, di grande coscienza sociale, che guarda alla storia collettiva, mostra i partigiani, i reduci, le mondine, la povera gente che soffre.

Le pellicole neorealiste sono lavori corali all’interno delle quali l’individuo si annulla, vengono interpretati da attori sconosciuti, per scelta stilistica e perché i divi del fascismo non possono caratterizzare un mondo nuovo. Nel dopoguerra mancano i teatri di posa, i film neorealisti sono girati sul campo, tra le macerie, riprendono un’Italia da ricostruire e scavano tra le ferite della gente che soffre. Sono film semplici, profondamente veri, capaci di rompere con il realismo precedente e di inserire insoliti elementi critici che mostra dolori e sofferenze sforzandosi di individuare rimedi.

Bisogna scendere nelle strade, nelle caserme, nelle stazioni: solo così potrà nascere un cinema all’italiana”, scrive Leo Longanesi nel 1935 su ‘L’italiano’. Cesare Zavattini raccoglie la provocazione e sostiene la teoria del pedinamento, la macchina da presa che segue un uomo per strada, lo accompagna nei suoi incontri, filmando la vita quotidiana e creando la storia. Tutto può produrre cinema, secondo la teoria di Zavattini, non servono grandi eventi, conta solo la vita di tutti i giorni che si trasforma in spettacolo per il grande schermo.
Dateci un fatto qualsiasi e noi lo sviscereremo fino a farne cinema”, afferma lo sceneggiatore di ‘Miracolo a Milano’.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->