mercoledì, Maggio 12

Nel baratro dell’Eurozona: chi contesta è solo la destra

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In un’Europa che boccheggia e che convive con l’odiata crisi, le uniche voci di opposizione al sistema provengono dall’estrema destra. E la sinistra sta a guardare, e continua a sostenere queste linee politiche. Questa la denuncia di Federico Greco, uno dei registi di ‘PIIGSovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity’, il documentario che squarcia la visione della crisi e della falsa necessità dell’austerity, e che rompe, uno per uno, i dogmi impostici dal sistema.

Il vero problema è che sostenere lEurozona significa sostenere qualcosa che è completamente a favore della finanza speculativa internazionale. Questa la linea del documentario e dei tre autori. Uscito nelle sale il 27 Aprile scorso, riporta l’acronimo ideato da un giornalista dell’Economist nel 2009, che richiama Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna, gli Stati europei inferiori e con il peso del debito pubblico insostenibile. Un documentario totalmente indipendente diretto da Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre. Tre anni di duro lavoro e di parecchio studio. Ha acceso l’idea la lettura del saggio di Paolo Bernard, ‘Il più grande crimine’.

Da quel momento i tre hanno seguito diversi convegni ed incontri in tutta Italia, parlando con milioni di persone e approfondendo la questione, e poi nel 2014, hanno deciso di unire le loro forze professionali e di raccontare ciò che loro stessi avevano appreso in questo cammino: quello che ci viene detto sull’austerity come cura di tutti i mali economici, in realtà, è peggiore del male stesso. Hanno fatto tutto da soli, senza un produttore che riuscisse a capire fino in fondo il progetto, stabilendo un piano finanziario di poco più di 100 mila euro, pochissimo se si pensa che un documentario del genere potrebbe venire a costare anche 4 volte di più, e ricevendo aiuti gratuitamente da tante persone, le stesse che poi hanno collaborato e che hanno creduto sin da subito nel progetto. Voci autorevoli, geniali, italiane e non, economisti internazionali, come Vladimiro Giacché o Yanis Varoufakis, ma anche giornalisti indipendenti come Paolo Barnard o Federico Rampini, filosofi e linguisti come Noam Chomsky e scrittori come Erri De Luca.

Ogni parola induce a riflettere su ciò che sta succedendo e colpisce nel segno. Un lavoro atipico ed indipendente da ogni punto di vista, produttivo, creativo ma, soprattutto, politico. Si coglie perfettamente la proporzione della crisi che ci riguarda ma anche le dirette conseguenze sulle piccole realtà, come quella della Cooperativa sociale romana di cui si racconta che assiste disabili e persone svantaggiate. Dalle poche proiezioni dell’inizio e, per giunta, in orari quasi impossibili, negli ultimi giorni, sta riscuotendo sempre più successo e, sia a Roma che in altre città italiane, la programmazione è stata confermata o addirittura raddoppiata. Si fa fatica a trovare spazio in circuiti cinematografici aventi già una programmazione prestabilita ma è straordinario pensare che, parallelamente al circuito tradizionale, seppur piccolo, stanno spuntando decine e decine di proiezioni in tutta Italia. E queste proiezioni sono richieste con forza dalle stesse persone.

Quale idea volevate e volete far passare?

Abbiamo fatto questo documentario perché sentivamo fortissima l’esigenza di dire a più gente possibile quello che avevamo capito studiando per anni e che ribaltava completamente il mantra mediatico che ci viene propinato da diverso tempo; cioè, che non c’è alternativa al fatto che, siccome c’è la crisi, dobbiamo per forza distruggere lo stato sociale, privatizzare tutto ed impoverirci. Ci siamo resi conto che non è vero che non c’è un’alternativa, in realtà questa alternativa, questa visione completamente opposta c’è già stata e ne hanno parlato alcuni economisti che hanno però poco spazio nei media. Quello che sta succedendo adesso è la distruzione di un sistema che, invece, funzionava (pur se con tutti i limiti della corruzione e via dicendo) e che ha arricchito l’Italia e ha generato uno stato sociale che ha funzionato bene. Non dimentichiamoci che la nostra sanità pubblica è tra le prime al mondo, il risparmio privato italiano è il secondo al mondo, tanto è vero che oggi che lo stato sociale è distrutto e che gli ospedali chiudono, noi siamo ancora in piedi perché i nostri padri e i nostri nonni hanno lavorato e guadagnato il giusto e si sono potuti permettere risparmi e case ed è così che ci stanno mantenendo. I ventenni e trentenni di oggi hanno come stato sociale i propri genitori. Noi abbiamo sempre avuto nella nostra testa che correvamo il rischio di essere percepiti come ‘complottisti’, però, per questo abbiamo messo nei titoli di coda tutta la bibliografia su cui ci siamo formati e non è una bibliografia da complottisti, perché, stiamo parlando delle menti più illuminate al mondo, premi Nobel, giornalisti che scrivono su Repubblica e sul Sole 24 Ore. Ci tengo a dire che siamo completamente indipendenti, non dobbiamo rispondere a nessuno, né produttivamente, né creativamente, né politicamente, siamo solo noi tre senza alcuna appartenenza partitica.

L’Europa che viene fuori da questo film qual è?

E’ unEuropa che ha completamente sbagliato le politiche economiche e, probabilmente, lo ha fatto per gli interessi dell’élite finanziaria. Hanno tentato il più possibile con la stampa di convincerci che non c’era alternativa e che questa fosse la giusta medicina. E’ un Europa che ha tradito gli ideali di partenza. Noi diciamo di essere ‘europeisti’, noi crediamo nell’idea di un Europa unita e solidale ma questa Europa con questa Eurozona e con queste politiche monetarie, questa moneta e questa unione politica sta del tutto tradendo quella idea di Europa perché l’Europa è un concetto geografico, l’Ue politico e l’Eurozona monetario e, quindi, noi diciamo che siamo molto più europeisti di coloro che continuano invece a sostenere queste politiche economiche perché crediamo che lEurozona sia completamente a favore della finanza speculativa internazionale e che lUe sia politicamente il sostegno a questa speculazione. Quindi, non è assolutamente vero che siamo antieuropeisti. L’unico modo per essere veramente europeisti è essere anti-eurozonisti e anti-questa Unione Europea.

Cosa avete capito di quanto sta succedendo in Europa?

Abbiamo capito che l’Ue e l’Eurozona non funzionano perché, innanzitutto, lEurozona di per sé è un unicum; nella storia non c’è mai stata un unione monetaria del genere né prima né adesso. Sono esistiti casi di nazioni agganciate ad altre valute, tipo l’Argentina con il pesos agganciato al dollaro 1 a 1 e, infatti, stava morendo, e quando si sono sganciati è andata come sappiamo nel 2001. Non si capisce perché tutti debbano essere cosi certi che funzioni, tanto più che è un esperimento che ha dimostrato oggettivamente di non aver funzionato, e lo dicono gli stessi fautori da Prodi ad Amato. Il problema è che continuano dogmaticamente ad insistere e a dire che non ha funzionato perché c’è bisogno di ancora più austerità, perché a noi non basta, bisogna fare le riforme, ma le riforme significano privatizzazioni, distruzione dello stato sociale. Così il cittadino europeo non è più fruitore di servizi ma è un cliente, quindi, può permetterseli solo se ha i soldi. Queste politiche non hanno funzionato perché le loro basi sono nei Trattati, in particolare Maastricht nel 1992 e Lisbona nel 2007, nei quali sono stati inseriti i tre parametri fondamentali, quelli più evidenti e che sono il tetto del 3% del deficit sul Pil, il tetto del 60% del debito pubblico sul Pil ed il 2% per l’inflazione. Sono completamente ascientifici, nessuno ha mai detto che è vero che si erano sbagliati, nessuno mai ha confutato quella dichiarazione, l’Ue non ha mai detto che il 3% era casuale e ascientifico. Poi c’è il problema che la BCE non è più una banca centrale alla quale ogni singolo Stato può accedere singolarmente come era prima quando le banche centrali erano nazionali, ma è una banca tecnicamente estera per ogni Stato ed emette una valuta estera per ognuno. Questo significa che devi andare a comprarti la tua moneta, che in realtà tua non è, mentre, quando tutti avevamo la nostra moneta sovrana, la potevamo emettere, era nostra, senza interessi e senza alcun problema. Questo crea un terreno di speculazione finanziaria incredibile, ovviamente.

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