sabato, Ottobre 23

Naturismo: in piscina a Madrid senza costume da bagno field_506ffbaa4a8d4

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Nei giorni scorsi, una piscina di Madrid, quella di Peñuelas, mostrava in bacheca un avviso: domenica 24 luglio si celebra il día sin bañador (il giorno senza costume). La notizia, però, era già rimbalzata sui media nazionali e locali da diversi giorni fino a scatenare un dibattito politico. Tuttavia, non è la prima volta che il naturismo entra nelle piscine di Madrid: in altre tre occasioni alcune delle piscine comunali di Madrid hanno promosso questa iniziativa.

Per chi frequenta la piscina di Peñuelas è un giorno come gli altri. Ismael Rodrigo, Presidente di ADN (Asociación para el Desarrollo del Naturismo) e Presidente di FEN (Federación Española de Naturismo), ci spiega: “È un giorno normale. La differenza è che in questo giorno il comune partecipa con noi, avvisando che in questa data si può evitare di indossare il costume da bagno. Qui in Spagna è il decimo anno che si organizza questo tipo di giornate nelle spiagge. Nelle piscine, invece, è una novità. Solitamente, quando la gente scopre che è il día sin bañador, nessuno va via, tutti entrano e alcuni decidono di togliersi il costume, anche se una percentuale non molto alta. Il successo di questo tipo di attività non è che molte persone si tolgano il costume ma che il resto della gente lo veda in maniera normale, come è successo con il topless anni fa”.

Rodrigo, infatti, ci tiene a sottolineare che questa iniziativa non ha uno scopo rivendicativo ma bensì ha come obiettivo la normalizzazione della nudità: “Esistono costumi interi, a due pezzi, burkini, tanga e c’è un’altra opzione ugualmente rispettabile: la nudità. Dovrebbe essere normale che si possa scegliere per fare il bagno l’opzione più logica, cioè senza vestiti. La gente si fa la doccia in casa, nella palestra o in piscine senza vestiti, anche se in presenza di altre persone. È un’opzione igienica e logica. Nelle piscine ci si fa la doccia come richiesto prima di entrare in piscina ma tutti la fanno con il costume. La maggior parte dei costumi non permette di lavarti esattamente le parti coperte, mentre nella piscina l’acqua entra dappertutto causando problemi di igiene. Il costume dunque è non solo un oggetto inutile ma anche pregiudiziale a livello di igiene”.

Secondo Rodrigo, inoltre, la normalizzazione della nudità può evitare molti dei problemi che le persone hanno con il proprio corpo. “Indossare costumi crea, inoltre, un pregiudizio psicologico. Alla fin fine, il fatto di usare vestiti quando non è necessario trasmette un’ideologia negativa rispetto al corpo umano. Trasmette l’idea che ci sono parti del corpo umano che sono da nascondere e che non bisogna mostrare”, spiega Rodrigo, “Può provocare problemi nell’infanzia, inoltre, come l’anoressia, la bulimia e malattie connesse alla non accettazione del proprio corpo. Gli standard di bellezza sono gli unici permessi nelle riviste e nel mercato del porno o dell’erotismo. Si ha accesso a corpi standard, infatti, non a tutti. Con queste iniziative vogliamo apportare valori alla società e fare in modo che la gente rifletta su tutto ciò. Ci si mette il costume più per abitudine, fin da piccoli, che per una questione logica, religiosa o morale. Il día sin bañador non è un’iniziativa di tipo rivendicativo, visto che il nudismo in Spagna non è illegale”.

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