venerdì, Ottobre 22

Nato: dopo Varsavia qualcosa è cambiato? field_506ffbaa4a8d4

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Dopo due giorni di lavori, il vertice NATO di Varsavia si è chiuso, rispettando in larga misura le attese della vigilia. Come era prevedibile, il tema dei rapporti con la Russia è stato al centro del dibattito. Il comunicato finale dei Capi di Stato e di Governo esprime diffusamente i timori dell’Alleanza per le ‘azioni aggressive’ di Mosca, le sue ‘attività provocatorie’ alla periferia del territorio NATO e la ‘volontà’ che essa ha dimostrato ‘di perseguire obiettivi politici attraverso la minaccia e l’uso della forza’. La posizione di Mosca è identificata come una fonte di instabilità regionale, una sfida per l’Alleanza e un vulnus alla sicurezza europea ed euro-atlantica. A tali timori che si lega la scelta di rafforzare lo schieramento difensivo alleato con il dispiegamento di quattro battaglioni multinazionali ‘robusti’ (cioè a organico rinforzato rispetto a quello di un battaglione NATO standard) in Polonia e nelle tre repubbliche baltiche. Agli stessi timori si lega la scelta di estendere il sostegno garantito a Ucraina, Georgia e Moldova, di riaffermare la validità della politica della porta aperta e di ribadire la sospensione di qualsiasi forma di  dialogo e collaborazione pratica con Mosca fino al ripristino dello status quo precedente la ‘illegale’ e ‘non riconosciuta’ annessione della Crimea.

Il tema dei rapporti NATO-Russia riaffiora ripetutamente sia nel comunicato finale del vertice sia nella dichiarazione sulla sicurezza transatlantica. Accanto a questo tema, un posto di primo piano è occupato da quello della lotta al terrorismo. A questo proposito, l’Alleanza ha espresso il suo impegno a rafforzare l’attività di addestramento e capacty building già svolta in favore delle autorità irachene e a fornire assistenza operativa alla coalizione anti-ISIL attraverso il dispiegamento, a sostengo di questa, dei propri assetti AWACS (Airborne Warning and Control System). Sempre nell’ampio quadro della lotta al terrorismo, l’Alleanza ha ratificato il prolungamento del suo impegno in Afghanistan anche dopo il dicembre 2016, data originariamente fissata come termine della missione Resolute Support. Una scelta, questa, che ricalca quella compiuta da Washington, che la scorsa settimana ha annunciato il rallentamento delle operazioni di disimpegno USA dal teatro, giustificando questa decisione con le condizioni di sicurezza ancora precarie del Paese e con la persistente debolezza delle forze di sicurezza afgane. Significativamente, i limiti temporali dell’impegno NATO nel Paese asiatico rimangono indeterminati, con l’impegno – da parte dell’Alleanza – a un monitoraggio continuo della missione e della sua configurazione.

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