mercoledì, Maggio 19

Nasrallah vede la fine del conflitto Bashar Al-Assad parla in tv e annuncia la svolta

0

2nasr

Istanbul«Questo è un punto di svolta nella crisi.  Militarmente,  in termini di risultati dell’esercito nella guerra al terrore, socialmente in termini di processi di riconciliazione nazionale, e la crescente consapevolezza dietro gli attacchi rivolti al nostro paese».

Con queste parole, riportate dall’agenzia di stampa nazionale siriana (Sana), Bashar al-Asad ha riferito alla popolazione dell’attuale stato di avanzamento dell’esercito regolare.

Yabroud quindi, il villaggio roccaforte ribelle riconquistato alcune settimane fa, ha segnato l’inizio della campagna di riconquista lealista dei territori chiave.

Un percorso studiato attentamente e coadiuvato da un sistematico apripista delle forze aree che, forte dell’appoggio dell’alleato sciita libanese Hezbollah, è ripartito dalle aree di confine centro libanesi, mirando a nord.

La scelta di attaccare le roccaforti sui confini, fondamentale dal punto di vista di Asad, ha avuto come finalità principale il taglio netto dei rifornimenti ribelli che, con le aree sunnite più prossime alle vallate, esse stesse più volte finite sotto l’obiettivo missilistico, fin dal 2011 tessevano fitte reti di scambio.

L’area di Damasco, capitale del paese posizionata nella zona sud ovest, poco al di sopra della provincia di Daraa, ha dato il via all’operazione.

Dai sobborghi cittadini, l’esercito regolare ha mirato dritto a nord verso Yabroud, Qarah, Qusayr, fino al centro di snodo per eccellenza del paese, Homs, dove forti scontri sono ancora in corso.

La cittadina di Homs, oltre all’importanza geografica e strategica in quanto punto di collegamento fra il centro del paese e le province a mare nei pressi delle aree portuali mediterranee, rappresenta anche un punto di differenziazione o meglio, di allontanamento, dai confini libanesi.

A nord di Homs infatti, l’influenza del Partito di Dio diviene, per ragioni geografiche, meno assidua, e l’avvicinamento al confine turco, ribalta completamente le alleanze cambiando il baricentro di forza.

Qui, i ribelli, possono ancora contare su postazioni stabili, relativa facilità di movimento e, soprattutto, su aree di confine amiche, lungo le quali, sebbene mai ammesso ufficialmente, si sospettano avvenire rifornimenti.

Non a caso, infatti, il fronte urbano più caldo al momento continua ad essere Aleppo: nella cittadina settentrionale, prossima al confine turco, furiosi scontri proseguono fra l’esercito regolare e le forze ribelli di al-Nusra e del Fronte Islamico per la presa delle basi di intelligence situate nei quartieri di al-Zahraa e di al-Layramoun.

Il grande piano di coordinamento ribelle lungo le alture meridionali del Golan, quindi, non c’è stato o è stato ampiamente anticipato dalle mosse dell’asse opposto.

Anche Hassan Nasrallah, segretario di Hezbollah, ha rilasciato dichiarazioni riguardo quella che, evidentemente, è stata ritenuta dal fronte lealista una grande vittoria strategica.

In un’intervista al quotidiano ‘As Safir, ha dichiarato che «Il pericolo di una caduta del governo siriano è finito»  e i ribelli «Possono optare per una guerra di logoramento ma, all’orizzonte, l’opposizione non sembra essere in grado di scatenare una grande guerra. Quanto sta succedendo a Latakia e Kussab non è una grande guerra» e, proseguendo, ha puntualizzato quanto forte si sia dimostrato il governo siriano negli ultimi tre anni, tanto da aver avuto garanzie di sostegno da partner arabi a patto della chiusura dei legami con l’Iran.

La situazione nella provincia di Latakia che, con Tartous, rappresenta il principale punto di scambio portuale siriano nelle acque del Mediterraneo, resta infiammata.

Gli scontri, ripresi alcune settimane fa, riguardano principalmente l’area a nord della provincia e comprendono  anche le aree alawite della zona, fino alle pendici collinari che si riversano sul confine turco.

È proprio nei pressi di quest’area che un jet della flotta di Asad alcune settimane fa è stato abbattuto da un aereo da caccia turco mentre, durante gli attacchi alle postazioni ribelli nella provincia, aveva oltrepassato la frontiera nord.

Ma gli sfoghi dell’amministrazione Asad, apparso personalmente alla televisione nazionale per fornire il proprio punto di vista alla popolazione, non riguardano solo l’aspetto militare del conflitto.

Il Governatore della Banca Centrale siriana Wael al-Halqi, in una dichiarazione affidata a Sana, ha parlato di «Feroci attacchi all’economia siriana» che si sarebbero riverberati sul valore corrente della moneta locale, la Lira, che negli ultimi giorni sarebbe stata scambiata col dollaro americano nell’ ordine di 176, contro le 156 necessarie solo la scorsa settimana.

Questo crollo verticale avrebbe indotto il Governatore ad annunciare la dismissione delle scorte in dollari detenute in scorta nei caveau dell’Istituto centrale, dismissione che avverrà il 21,aprile per un importo pari a venti milioni di dollari.

Più in generale, la situazione attuale, sebbene volta in favore dell’asse Asad-Hezbollah, sembrerebbe andare di pari passo con una forte ostentazione di immagine da parte del governo in carica, che starebbe cavalcando l’onda dei recenti successi per spingere una campagna mediatica in favore delle sue forze.

Gli esponenti russi, sebbene chiamati in causa più volte durante le recenti conferenze stampa, non avrebbero preso posizione riguardo i più recenti avvenimenti.

L’occidente intanto, nonostante le frequenti voci, confermate o meno, riguardo l’addestramento di battaglioni ribelli nel sud del paese, starebbe tenendo una posizione sempre più defilata ed i rapporti con i fronti ribelli islamici, mai distesi, potrebbero definitivamente essere la causa della presa di distanza.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->