sabato, Ottobre 23

Nasce la Fondazione Dalla field_506ffb1d3dbe2

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Lucio-Dalla

Il 4 marzo, data che segna la data di nascita dell’indimenticabile Lucio Dalla, oltre a dare il titolo al brano-manifesto della sua poetica,  ‘4-3-1943’ con il quale è arrivato terzo al Festival di Sanremo del 1971, sarà ricordata dai tanti fan dell’artista bolognese anche per l’ ufficializzazione della Fondazione Lucio Dalla.

L’annuncio dei cugini del cantautore arriva a due anni esatti dalla morte improvvisa di Dalla, avvenuta a causa di un attacco cardiaco in un albergo di Montreux, dove si era esibito la sera prima. Le sue canzoni profonde e intense, la sua voce straordinaria, la sua musica così ricercata che attingeva alle sue esperienze giovanili nel jazz, il suo personaggio buffo e al tempo stesso delicato, con il cappello e la barba, lo rendono un artista fuori dal tempo,  che ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama della musica italiana. Lucio era una persona schiva, riservata , ma anche vulcanica, allegra e positiva. Quando s’innamorava di qualcosa, di un paesaggio, di un’emozione, di una musica, cercava di tradurlo sullo spartito per trasmettere quella stessa sensazione al maggior numero di persone.

Oggi è un giorno importante perché la nascita della fondazione risponde a un desiderio dello stesso Dalla, che aveva da anni immaginato un’istituzione dove trovassero spazio musica, arte, pittura e teatro, insieme alla promozione di giovani talenti. Ne aveva anche parlato con l’allora presidente della fondazione Carisbo di Bologna, Fabio Roversi Monaco. I parenti, tutti cugini di Dalla, hanno raggiunto fra loro un accordo e possono formalizzare oggi la costituzione della fondazione che avrà sede nella sua casa di via D’Azeglio a Bologna e che avrà come obiettivo quello di valorizzare l’esperienza e il patrimonio culturale e musicale di uno dei più noti cantautori italiani.  Per vederne i frutti bisognerà aspettare fino a giugno, il tempo necessario per le autorizzazioni, dopodiché saranno presentate le attività in calendario. L’ambizione della Fondazione sarà anche di colmare il vuoto che si è creato con la sua immatura scomparsa, dando nuova linfa all’attività di ricerca che lo ha portato a esplorare, oltre alla musica, il teatro, la pittura, la letteratura, la poesia, la fotografia e il cinema, con il quale si stava misurando personalmente.

Dalla era infatti amico di Fellini, Pupi Avati e Salvatores e negli ultimi tempi aveva concentrato le sue energie su un progetto cinematografico, del quale sarebbe stato il regista. La Fondazione Lucio Dalla nasce «per dare continuità e preservare la genialità dell’opera artistico-musicale di Lucio Dalla, e per diffondere e valorizzare la sua storia artistica, umana e culturale», oltre che per «ricordare e valorizzare le sue qualità di compositore, musicista, cantante, il suo amore per l’arte e la bellezza», come si legge nel comunicato che ne annuncia la nascita. Tanti i progetti in cantiere, tra i quali l’apertura al pubblico della Casa Museo di Lucio Dalla, l’istituzione di borse di studio, la realizzazione di pubblicazioni editoriali, la creazione di eventi, il sostegno o il patrocinio di iniziative celebrati in suo nome.

La struttura organizzativa della Fondazione prevede il Consiglio Direttivo composto dai cugini di Lucio, con presidente Donatella Grazia, vicepresidenti Simone Baroncini e Andrea Faccani e come componenti Daria Grazia, Patricia Baroncini, Stella Caracchi, Stefano Caracchi, Cinzia Faccani, Annalisa Caligiuri, Alessandra Bonazzi. Presidente Onorario sarà Tobia Righi. Il comitato tecnico, ancora in via di definizione, sarà composto soprattutto da personalità qualificate principalmente in campo artistico. Si fa il nome di Marcello Balestra, direttore artistico di Warner Music Italia, amico del cantautore di cui fu negli anni Ottanta il tour manager e poi direttore alla Pressing, la casa discografica di Dalla.

E’ esclusa dalla fondazione la gestione del testamento di Dalla e non è previsto il coinvolgimento di Marco Alemanno, compagno degli ultimi anni di vita del cantante. Ron, uno dei talenti scoperti da Lucio, ha gettato recentemente alcune ombre sulla natura dei rapporti tra il cantante e Alemanno: «Marco non era il compagno di Lucio Dalla. Era una figura molto importante per lui, perché gli risolveva dei problemi enormi. Era il suo segretario e il suo produttore». Ron ha aggiunto: «Non so perché alla morte di Lucio abbiano tirato fuori questa cosa. Non si può, alla morte di una persona così importante per l’Italia, andare a toccare una sfera così privata, perché, prima di tutto non era vero e, secondo, perché così hanno tolto a Lucio un pezzo di dignità». Alemanno non ha commentato queste dichiarazioni, rinchiudendosi in un rumoroso silenzio.

Intanto la città di Bologna si prepara oggi per un evento in ricordo di Dalla dalle 18 alle 23, con quindici giovani artisti che si esibiranno per cinque ore  in via D’Azeglio. L’iniziativa, promossa dall’associazione creata da amici e collaboratori di Lucio insieme ai commercianti della zona e a Confcommercio Ascom, si intitola ‘Sotto Casa di Lucio’. L’evento sarà diviso in cinque parti, con quattro palchi all’aperto: uno a Piazza IV Novembre, un altro in Piazza de Celestini dove Dalla si affacciava dal suo terrazzo, un terzo all’incrocio tra via D’Azeglio e via Farini , un quarto nel cortile laterale di Corte Galluzzi,  dove sarà installato l’angolo ‘social network’ nel quale  i fan potranno lasciare un messaggio in memoria del cantante. Tutti uniti per un’ottima causa, Paco Ciabatta, Stefano Fucili, Andrea Lorenzoni, Pierpaolo Silvestri, Ivano 127rosso, Adriano Modica, Pia Tuccitto, Leo Borrelli, Roberta Giallo,  Piero Sidoti, Riccardo Majorana, Marco Sbarbati, Paolo Simoni, la sua storica corista Iskra Menarini e la band di gastroenterologi del Policlinico Sant’Orsola Doctor Life intepreteranno sia le canzoni di Dalla che del proprio repertorio.

Una lunga lista, così come è lunga la lista di cantanti che hanno avuto successo grazie al fiuto di talent scout di Lucio. Luca Carboni, che ha da poco celebrato i trent’anni di carriera con l’album ‘Fisico e Politico’ e con un tour all’insegna del sold out, ha dichiarato: «Se non ci fosse stato Lucio che una volta registrò di nascosto la mia voce e che mi disse “Senti, canti come De Gregori”, non avrei mai preso in considerazione di cantare le canzoni che scrivevo. Devo a lui se ho scoperto le mie capacità».

Samuele Bersani, ha scelto proprio lo studio di registrazione di Dalla in via D’Azeglio per incidere e presentare alla stampa, lo scorso settembre,  il suo ottavo album, ‘Nuvola numero nove’. «È il primo disco senza Lucio,  questa ho dovuto camminare da solo senza la sua spalla cui appoggiarmi» ha spiegato Bersani, che ha aggiunto «Faccio questo lavoro e vivo in questa città perché un giorno, qui dentro, lui mi ha ascoltato suonare. Bologna non l’ha dimenticato, è come se lui fosse in tournée all’estero».

Rosalino Cellamare, in arte Ron, è forse l’artista con il maggior debito di riconoscenza nei confronti di Dalla. «L’ho incontrato la prima volta a Sanremo nel 1970. Dovevo cantare una sua composizione, che invece fu bocciata e in seguito portata al successo da Gianni Morandi. Avevo sedici anni e mezzo, subito dopo ho inciso una canzone che avrebbe dovuto cantare lui. Non ho mai capito perché Lucio volle darla a me. Paola Pallottino, coautrice, non era d’accordo, ma lui ha insistito perché a raccontare quella terribile storia di molestie fosse un ragazzino». Undici anni dopo l’esordio sanremese, il suo maestro, che aveva portato al successo la sua ‘Piazza grande’ , gli disse: «È ora che ti scrivi i testi da solo». Da allora Ron ha intrapreso la carriera di cantautore, che l’ha portato a trionfare al Festival di Sanremo del 1996 con ‘Vorrei incontrarti tra cento anni’ .

Ultimo, in ordine cronologico, a essere adottato artisticamente da Lucio è stato Pierdavide Carone, che ha avuto l’onore di essere diretto proprio da lui sul palco del Festival di Sanremo 2012. «Ci siamo conosciuti attraverso la casa discografica -ha sottolineato Carone- io venivo da un secondo disco che mi avevo soddisfatto a metà e volevo che a produrmi fosse uno che parlasse la mia stessa lingua da molto più tempo di me. L’identikit era quello di Lucio, mecenate di tanti altri artisti, che sapeva stare sul palco e anche dietro le quinte. Nel mondo della musica, dove sono tutte primedonne, lui si è messo al servizio di un artista giovane».

 

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