lunedì, Agosto 8

Nasce il passaporto africano field_506ffbaa4a8d4

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Il passaporto unico africano rientra nella strategia dell’Agenda 2063 che ha come obiettivo quello di trasformare il Continente Africano nel quarto polo politico ed economico mondiale. L’agenda prevede lo sviluppo industriale e agricolo, la creazione di un unico mercato comune formato dalla federazione degli attuali quattro blocchi economici esistenti nel continente, il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, la diminuzione della povertà e il rafforzamento di sanità ed educazione pubbliche e di qualità. A livello politico sociale l’Unione Africana si è fissata l’obiettivo di eliminare ogni guerra civile, dittatura e cultura del colpo di Stato entro il 2063, rendendo i valori democratici irreversibili ed inviolabili. Un obiettivo che dovrà risolvere le attuali tensioni, il terrorismo di matrice islamica, i conflitti in corso a sfondo etnico come in Sud Sudan e in Repubblica Centrafricana. I movimenti indipendentistici quali quelli dei Tuareg in Mali, Oromo in Etiopia e Biafra in Nigeria. I regimi a rischio di politiche genocidarie come il Burundi e i regime dittatoriali dal Sudan alla Guinea Equatoriale.

Spesso tensioni, terrorismo, guerre civili o etniche e dittature sono artificialmente create da potenze occidentali con l’obiettivo di mantenere il controllo sulle materie prime e di ostacolare la crescita economica dei paesi africani. L’Occidente interpreta la Agenda 2063 come un attacco diretto alla sua sopravvivenza economica in quanto è ben consapevole che la nascita di un quarto blocco economico si tradurrà in un drastico ridimensionamento delle attuali possibilità di avere materie prime ed idrocarburi a basso prezzo per sostenere le economie Europea e Americana. Parallelamente al progresso della Agenda 2063 assisteremo a tentativi sovversivi dell’Occidente per impedire la nascita del quarto blocco mondiale.

Tentativi che non esiteranno ad utilizzare il terrorismo islamico e le divisioni etniche. La Nigeria è un classico esempio. Il gruppo terroristico Boko Haram è sospettato di ricevere armi e finanziamenti dalla Francia. Per impedire queste azioni sovversive occidentali non è sufficiente che l’Unione Africana si allei con le potenze emergenti quali Russia, Cina, India, Brasile. Occorre che aumenti la coesione politica tra gli Stati Africani, il concetto universale di Democrazia, e scelte comuni sulla scena internazionale. A livello politico economico occorre rafforzare l’indipendenza e la sovranità rispetto alle potenze occidentali senza sostituire i vecchi padroni con nuovi alleati invadenti come la Cina. Un obiettivo più facilmente raggiungibile nei Paesi africani di area anglofona, rispetto a quelli di aria francofona.

La Francia (che sopravvive grazie all’inganno finanziario del FCFA e alla rapina delle risorse naturali) fino ad ora ha dimostrato di reagire violentemente a qualsiasi tentativo d’indipendenza economica politica dei Paesi africani che mentalmente ed economicamente Parigi considera ancora sue colonie. La Cellula Africana del Eliseo non esita a distruggere un Paese facendolo sprofondare nella guerra civile e nel genocidio per impedire la conquista di una reale indipendenza. Gli esempi della Repubblica Centrafricana e del Mali sono eloquenti.

L’Unione Africana deve essere anche in grado di spezzare il legame con le Agenzie ONU sia militari (caschi blu) che civili (agenzie umanitarie). Le Nazioni Unite hanno già fallito il proprio mandato in Africa per quanto riguarda lo sviluppo socio economico e la pace nel Continente. Diventato autoreferenziale l’ONU trae la sua sopravvivenza economica dalle disgrazie dell’Africa, spesso contribuendo a renderle croniche come la storia della missione di pace ONU in Congo MONUSCO insegna. Guerra, profughi e povertà sono le linfe vitali per il grande business delle Nazioni Unite che hanno assunto identico atteggiamento mentale dei missionari cattolici: la povertà e le disgrazie come garanzie per mantenere l’influenza e continuare a prosperare.

L’assistenza umanitaria occidentale deve essere sostituita da assistenza umanitaria continentale e da piani di sviluppo in grado di diminuire povertà e disoccupazione. Le crisi e le guerre africane devono trovare un’energica, risoluta e rapida risposta da parte della Unione Africana applicando sanzioni, isolando regimi e, all’occorrenza, inviando proprie truppe militari di pronto intervento per riappacificare un paese o abbattere un regime dittatoriale o genocidario. Se l’esempio della Somalia rappresenta un fiore all’occhiello della politica comune africana, il ruolo secondario e subordinato adottato dall’Unione Africana nella crisi burundese rappresenta esattamente il suo contrario.

Nonostante le varie difficoltà l’Unione Africana è intenzionata a realizzare l’Agenda 2063 favorendo la nascita di un quarto blocco economico mondiale. Il passaporto unico africano è uno dei primi passi verso questa direzione assieme alla rete ferroviaria ad alta velocità che collegherà il Continente e la mercato unico africano della Aviazione. In ultima analisi l’Unione Africana si fa erede dei progetti e dei sogni dei primi Pan Africanisti, Henry Sylvester-Williams, Haile SelassieAhmed Sekou ToureKwame NkrumahLéopold Sédar Senghor che influenzarono la diaspora afro europea e afro americana creando leader Pan Africanisti come Marcus Garvey, Malcolm X e W. E. B. Du Bois oltre a famosi movimenti politici come le Black Panther e il Black Power.

La stessa Unione Africana è una creatura del Pan Africanismo, essendo l’evoluzione della Organizzazione dell’Africa Unita chiamata a rendere realtà il sogno pan africanista di consolidare i legami culturali, sociali, economici e politici del Continente a beneficio delle popolazione e della cooperazione tra gli Stati africani, a scapito del imperialismo e del colonialismo, ahimè di matrice occidentale. L’Agenda 2063 riprende anche il sogno di Muammar Gaddafi degli USA (Stati Uniti d’Africa). Un progetto per cui il discusso ed emblematico leader africano ha pagato con la sua vita in quanto l’occidente, in primis la Francia, non hanno mai perdonato la sua ribellione pur accettando i suoi petrodollari e scambi di favori.

 

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