domenica, ottobre 21

Nasce il Governo voluto da Renzi Il ‘leader’ Dem ce l’ha fatta: si fa quel che voleva lui

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Ce l’ha fatta: Matteo Renzi ha ottenuto il varo del Governo per cui ha lavorato con tutte le sue forze, volendolo quanto e forse più di Luigi Di Maio & Matteo Salvini. Il Governo Movimento Cinquestelle-Lega è il suo trionfo tattico. E probabilmente la sua rovina strategica.

Diamo per scontato, per quanto un po’ avventurosamente, che questo ircocervo di Governo s’abbia da fare, e in tempi brevi nonostante la nuova richiesta di extra time da parte del ‘dinamico duo’. (Per quanto in politica nulla si possa dare per certo sinché non è avvenuto, e a volte pure dopo). In questo caso la parte renziana del Partito Democratico avrebbe raggiunto il proprio obiettivo. Come certi dittatori grandi soprattutto nel saper resistere e mettere a ferro e fuoco loro stessi il proprio popolo, così Renzi & Co. operando per la realizzazione del Governo cui suppongono di poter fare opposizione mediaticamente vincente vedono in questo la propria possibilità, l’unica possibilità, di rilancio elettorale. Mettendo a repentaglio non solo il ‘popolo’ del PD (e, insomma, sono fatti loro, per quanto possa dispiacere per tante, e tante, brave persone e validi dirigenti a tutti i livelli), ma soprattutto il popolo italiano. E questo riguarda ciascuno di noi e le prospettive del Paese. Strategie su cose reali ed evenienze supposte. Ma se, come diceva il grande politologo Antonio De’ Curtis, le cose reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo? Nel caso di Renzi il rischio è che finiscano proprio nella loro destinazione naturale. Il fondato rischio è che finiscano nello stesso posto anche a tutti noi, e questo è già più scocciante.   

Intanto il ‘dinamico duo’ va per la propria strada, e una girandola clamorosa di nomi di possibili Presidenti del Consiglio volteggia intorno al Quirinale ed agli altri Palazzi della politica, e non solo della politica. A Roma e non solo. E varrà la pena che qualcuno racconti a pochade terminata questa straordinaria commedia alla Feydeau, con porte che si aprono e chiudono, e soprattutto si racconti dei molti che soffrono e ancor più dei molti che s’offrono. Pronti a tutto, anche a cariche ‘minori’, ma non tanto, dopo aver puntato al bersaglio grosso. Intanto si lavora sì per la Presidenza del Consiglio, ma contemporaneamente (e naturalmente) anche già per Ministri, Viceministri, Sottosegretari. Con Ministero degli Esteri e degli Interni come bottini più appetiti, forsanche (e forse probabilmente) da parte dei due leader. Per quanto riguarda ‘L’Indro’, seguiremo particolarmente, e proveremo a narrare e svelare, la partita per la Farnesina. Contesto, scena e retroscena su cui già ce ne sono delle belle. E il dopo nomina, con le reazioni interne all’austero (anche se meno di una volta) Corpo Diplomatico di fronte all’arrivo dei ‘barbari’, siano essi di origine campana o ‘lumbard’. Se poi sono di entrambe le specie… Come meritano, e meriteranno, la nostra attenzione i risvolti di politica interna legati agli Interni, e non solo. E poi tutto il resto del (succulento) contorno che un Governo comporta, per cui DiMaio&Salvini, Salvini&DiMaio marciano spediti per le ‘pratiche operative’.

Sul Colle intanto il Presidente Sergio Mattarella è indignato (a dir poco) con il Putto di Rignano sull’Arno. A modo suo, magari, senza dare in escandescenze, ma una alzata di sopracciglio di Mattarella vale l’intemerata di un altro. Continua insomma ‘Il duello tra Quirinale e Renzi: così è fallita l’intesa con i Cinque Stelle’ raccontato dall’accurato Stefano Feltri (non parente) su ‘il Fatto Quotidiano’ del 13 maggio 2018. Dalla battaglia in corso, e dai comportamenti ‘scostumati’ tenuti senza nessun rispetto per nessuno, risulta ancor più evidente come Renzi sia un uomo totalmente pieno di sé stesso. Come ribadisce ad ogni piè sospinto con il suo «Io, io, io, io, io…» e poi (forse) gli altri. E quando non è l’’io’, è il pronome personale ‘me’. «Me, me, me, me…». E’, insomma, pieno di ‘Io’ e ancor più pieno di ‘Me’. Renzi è davvero un uomo di me.

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