martedì, Settembre 21

Napolitano, addio col ‘botto’

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Da metà gennaio comincia, o termina, il lungo addio di Giorgio Napolitano.

 

Ha voluto seguire una metodologia completamente diversa da quella perseguita da Joseph Ratzinger. Il Papa aveva lasciato improvvisamente, frapponendo poi relativamente pochi giorni dal momento dell’annuncio a quello dell’addio effettivo. La metodologia da lui scelta, essendo il Presidente è stata, invece, quella di una lunga preparazione annunciata, quindi ufficializzata nel Messaggio di Fine Anno del 31 Dicembre scorso. Ora ci siamo. Da metà gennaio sarà il momento delle dimissioni, ma ha già esplicitamente detto che continuerà ad essere presente. Come Senatore a vita, ma ancor di più come volutamente ingombrante pietra di inciampo.

 

Quindi ecco, anticipato da l’Indro, su cosa e come interverrà da qui all’abbandono del Colle. E dopo. Quello che dirà. E farà.

1.SUCCESSORE

Traccerà l’identikit morale e politico del suo auspicato successore. L’ha chiarito nel Messaggio. Aveva già dato in precedenza vari, numerosi, segnali sparsi. Ma questa volta, con più interventi di cui uno pesante traccerà un vero e proprio identikit. Peraltro aveva avallato con il suo peso politico la soluzione del suo amico Carlo Azeglio Ciampi. Poi ne ha preso il posto in una ideale, fortissima continuità. Adesso propenderebbe fortemente per una donna. In ogni caso cercherà di indirizzare e governare una successione quasi dinastica.

2. ECONOMIA

Preoccupazione costante. Appoggia fortemente la linea del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Cui è legato da ben prima che entrasse in questo Governo. Così come ha gran considerazione per Mario Draghi, stimatissimo Governatore della Banca Centrale Europea. Lo dirà esplicitamente. E, pur senza delegittimarlo, non lo farebbe mai, farà capire che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quelli deve seguire.

3. EUROPA

Le imminenti elezioni politiche in Grecia, le strumentlizzazioni dei mercati, l’Euro… Argomenti su cui interverrà a ripetizione. Pur senza violare il galateo internazionale, e quindi non interferendo nel percorso ellenico. Europeista convinto, è stato impegnato in tutti questi anni a ridare un peso effettivo a questa parola, con discorsi, interventi, incontri con Capi di Stato… Sarà il suo fil rouge delle prossime settimane.

4. GIUSTIZIA

Il ‘Messaggio alle Camere’ sarebbe, secodo Costituzione, il principale modo con cui il Capo dello Stato interviene pubblicamente ed interloquisce con il Parlamento. Quasi l’unico. La prassi ormi ha imposto altro. In ogni caso in nove anni di settennato Napolitano ha utilizzato questo strumento un’unica volta. E per intervenire sullo Stato della Giustizia, con particolare riguardo alla situazione delle carceri ed al regime penitenziario. In questi giorni e settimane tornerà a battere fortemente sull’argomento, sul quale peraltro è periodicamente ritornato.

5. LAVORO E MORTI SUL LAVORO

Lavoro e morti sul lavoro sono stati argomenti di intervento costante, dall’inizio della sua presidenza. Una bandiera anche simbolica, tributo alle radici della sua militanza politica. Ci ritornerà pubblicamente ed anche analiticamente. Con un richiamo durissimo, anche al poco che viene fatto.

6. DIRITTI DELLA PERSONA E FINE VITA

Già una volta è intervenuto con una lettera sul diritto all’autodeterminazione. Con grande risalto mediatico, amplificato anche dal fatto che Clemente Mimun, all’ultimo giorno di Direzione del Tg1 fece lo scherzo di dargli l’apertura. In questo mercoledì 7 gennaio si esamina alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo il caso di Vincent Lambert. Il trentottenne infermiere francese è tetraplegico da cinque anni. Sopravvive in stato vegetativo cronico a seguito di un incidente stradale. Moglie e gran parte della famiglia chiedono  l’applicazione delle Legge Leonetti per il fine vita. Napolitano non parlerà oggi, ma a breve si farà sentire. Vuole mettere il suo sigillo su un provvedimento di civiltà anche in Italia.

7. MORALITA’ E INCHIESTE GIUDIZIARIE

A partire da Mafia Capitale, ma non solo. Ancora non ha deciso come, ma farà partire un Supermonito morale. Come sempre gli diranno “Bravo, bravo”, poi non lo ascolterà

nessuno. Ma almeno si sarà tolto un’ultima soddisfazione.

8. ‘E ADESSO CHE FARO’ VI VADO A DIRE…’

E annuncerà esplicitamente che, poi, non intende mollare. Che continuerà ad esserci. Vigilare. Controllare. Fare politica insomma.

 

Questo è quanto. Ce n’è, per ora, abbastanza. E non è tutto…

 

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