martedì, Luglio 27

Nabucco, dedica ad Abbado image

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 abbado ricordo

Un minuto di silenzio prima dell’inizio del Nabucco, che ha inaugurato la stagione invernale,  è stato osservato dal pubblico del teatro Comunale di Firenze, ieri sera,  in ricordo di Claudio Abbado. Un lungo, commosso applauso, ha salutato le parole con cui il commissario della Fondazione Francesco Bianchi ha ricordato l’indimenticabile e caro Maestro che,  proprio il 4 maggio dello scorso anno aveva diretto – proprio qui – un concerto di solidarietà per  il teatro allora in gravissime difficoltà, rifiutando il compenso. Nonostante il male che da tempo lo accompagnava, interpretò con forza ed entusiasmo la Sinfonia Fantastica di Berlioz.  Inoltre, aveva  deciso di devolvere ai ragazzi della  Scuola di Musica di Fiesole fondata da quel grande musicista che è stato Piero Farulli, la sua indennità di senatore a vita.

Dunque, Firenze ne ha pianto la scomparsa. fin dal momento in cui si è diffusa la triste notizia. Il Sindaco Renzi, gli ha dedicato un «pensiero commosso», ricordando la «sua generosità verso Firenze e la sua grandezza». Il Commissario del’Ente Lirico teatrale  ha  detto come sia venuto a mancare «un grande uomo e un grandissimo artista, un protagonista della vita culturale europea »e quanto il dolore sia più grande considerata l’amicizia che lo legava a lui e al Maggio. «In Toscana abbiamo un motivo di dolore in più per la morte di Abbado: il ricordo di quanto ha fatto a servizio di una musica  capace anche di contrastare il disagio giovanile». Chiaro il riferimento nelle parole del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’annuncio del master universitario a Firenze, unico in Italia, per preparare operatori musicali che animeranno cori e orchestre giovanili e infantili impegnate, secondo il metodo  del venezuelano Josè Antonio Abreu, sul fronte del contrasto al disagio. Ed era stato proprio Abbado a portare in Italia il metodo Abreu.

Il grande Maestro ha avuto uno stretto rapporto  con Firenze e la Toscana ( ha frequentato la Chigiana), fin dagli anni 60, quando tenne al comunale i suoi primi concerti. Si ricorda qui un suo celebre Requiem di Verdi (interprete un giovane Pavarotti) e  tante altre esibizioni con varie orchestre. Più recentemente lo si ricorda alla direzione dell’Elektra di Strauss con i Berliner  e, nel 2002, alla guida di un orchestra italiana per il Simon Boccanegra di Verdi. Era la sua prima opera dopo l’intervento chirurgico allo stomaco. Nel 2004 aveva assistito sempre qui al Comunale, alla regia che il figlio Daniele aveva realizzato per il Volo di notte e Il Prigioniero di Dallapiccola.Nel 2011 partecipò all’inaugurazione del Nuovo teatro delle Cascine (c’era anche Benigni) poi  dette il suo sostegno alla Mozart, orchestra giovanile toscana.

Dunque, nel segno di Abbado,  è tornato in scena a Firenze dopo 37 anni, Il Nabucco,  inaugurando la stagione invernale  comprendente tre titoli operistici (oltre a Nabucco, Madama Butterfly di Puccini e La Metamorfosi di Silvia Colasanti, da Kafka)  otto sinfonici e quattro concerti per e con le scuole. Quanto a Nabucco, i più anziani ricordano le recite trionfali del maggio del ’77, quando Riccardo Muti, Luca Ronconi e Pier Luigi Pizzi ne fecero uno spettacolo leggendario. Oggi, in tempi di crisi economica, l’opera verdiana si ripresenta con una nuova produzione affidata  alla regia del giovane Leo Muscato,  vincitore del Premio Abbiati 2012 e alla direzione di Renato Palumbo, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio. La vicenda biblica che ha luogo a Gerusalemme e Babilonia viene qui rievocata in modo essenziale e stilizzato, complici le scarne scenografie  con pochi  elementi visivi, ora cupe ora violente, di Tiziano Santi, gli eleganti costumi di Silvia Aymonino, i giochi di luce che danno colore e intensità espressive all’opera, di Alessandro Verazzi.

Il dramma racconta il popolo ebreo schiacciato dalla schiavitù babilonese e sono chiare le allusioni  ad analoghe situazioni storiche, ma la sapiente regia di Moscato  ne sottolinea anche  i risvolti psicologici dei personaggi, le diverse chiavi interpretative: il delirio di onnipotenza del conquistatore ( poi punito),la storia di una principessa che si scopre figlia di schiavi, o di una giovane donna rapita da un uomo che, per salvarla, tradisce il suo popolo. Il dramma, tuttavia, conserva la sua impronta eroica   la tensione e i momenti di grande coralità (come il famosissimo Va Pensiero). Applausi per tutti: Dalibur Jenis (Nabucco) ma il 26 e il 30 sarà Leo Nucci  a vestirne i panni, Abigaille Anna Pirozzi (poi Anna Markarova), Luciano Ganci,Riccardo Zanellato, (il 24,28 e 31 Raymond Aceto),  Annalisa Stroppa ( poi Rossana Rinaldi), Dario Russo,Enrico Cossutta, Valeria Sepe, direttore del coro Lorenzo Fratini. Cinque le repliche fino al 31 gennaio.

L’inaugurazione ha coinciso con un clima più tranquillo, con la diffusa consapevolezza che il Maggio, che rischiava la liquidazione amministrativa coatta, è salvo: salvati, con l’accordo siglato il 7 gennaio, tra il Commissario  e i sindacati, i  posti di lavoro,  riordinati i conti,  trovato l’accordo con le banche per il congelamento degli interessi fino al 2017,  ora si può programmare il futuro. Insomma,  si è pervenuti, a quello che il Commissario  della Fondazione Francesco Bianchi definisce un accordo storico. Ognuno ha fatto la sua parte: il Sindaco, il Commissario, i sindacati. Questo accordo consentirà di ottenere i finanziamenti (attraverso il piano triennale)  previsti dal decreto Valore cultura, messo in essere dal Ministro Bray ( 75 milioni da suddividersi fra gli enti lirici) e di rilanciare il Maggio.  Apprezzato dallo stesso Commissario il senso di responsabilità (al di là del confronto anche duro che vi è stato)  dei sindacati  Cgil, Cisl, Uil e Fials che, nonostante gli ultimi mesi del 2013 i lavoratori siano rimasti  senza stipendi, non è stata effettuata un’ora di sciopero e i dipendenti hanno accettato la rimodulazione del contratto integrativo che comporterà un risparmio di 4 milioni di euro in tre anni ( tradotto: buste paga più leggere e maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro).  

L’accordo ha consentito anche il salvataggio dello  storico laboratorio scenografico, mentre 55 dipendenti transiteranno in Ales, società del Ministero e il corpo di ballo di Maggiodanza  ( 55 unità lavorative),  passerà ad una società esterna, pur restando i componenti a libro paga del Maggio. Predisposti piani per il rilancio e la conquista   di nuovo pubblico, sopratutto giovanile. Dunque il 2014 si apre sotto nuovi auspici. Inoltre, entro quest’anno si  dovrebbe concretizzare l’abbandono dell’attuale teatro (che, dopo due aste fallite, sarà ceduto alla Cassa Depositi e  Prestiti)  ed il completamento del Nuovo Teatro dell’Opera (è già in corso di realizzazione la torre scenica) nel quale, comunque, si inaugurerà  la prossima edizione del  Maggio. 

 

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