domenica, Settembre 26

Myanmar, un anno di Aung San Suu Kyi

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La leader del movimento democratico birmano, Aung San Suu Kyi, festeggia un anno al governo del Paese. In tanti si aspettavano un cambiamento sostanziale del Paese dopo decenni di dominio militare. Ma l’influenza dell’esercito e le violenze contro la minoranza etnica dei Rohingya continuano.

La Lega nazionale per la democrazia (Nld) guidata dal premio Nobel per la pace è stato il primo partito a prendere il potere in Birmania (Myanmar) democraticamente dopo quasi cinque decenni di militari. Le sue prime disposizioni destavano ottimismo: innanzitutto la liberazione dei prigionieri di coscienza, poi la convocazione di una conferenza di pace con i guerriglieri e di una commissione internazionale dedicata alla ricerca di soluzioni alla violenza settaria nello stato di Rakhine. Ma nel corso dei mesi, le aspettative riposte sulla transizione politica sono venute meno e sono aumentate le polemiche.

Innanzitutto c’è stato l’aumento della repressione dei critici, con quaranta persone almeno perseguite per reati di opinione su Internet in base a una legge disposta da ex dirigente pro-militari. Poi proprio il fallimento del processo di pace con i guerriglieri, che dopo la chiusura, senza accordi, della conferenza con 18 dei 21 gruppi armati ha provocato la peggiore stagione di combattimenti nel nord-est del Paese da anni, con oltre 36mila sfollati.

Ma se qualcosa ha danneggiato l’immagine del governo e Aung San Suu Kyi è stata la sua gestione in Rakhine, dove l’esercito è stato inviato nel mese di ottobre, dopo l’assalto armato attribuito ai ribelli dalla minoranza musulmana Rohingya. L’esercito è stato accusato di aver commesso ogni sorta di abusi contro i civili, tra cui esecuzioni, stupri e case bruciante. Migliaia i Rohingya fuggiti in Bangladesh e le Nazioni Unite hanno parlato di possibili crimini contro l’umanità.

E non ha  aiutato il silenzio di Aung San Suu Kyi, che dal suo insediamento non ha concesso interviste o conferenze stampa con domande, intervenendo solo con pochi discorsi. E il popolo comincia ad essere deluso.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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