mercoledì, Giugno 16

Myanmar sotto esame Vertice APEC: da parte degli USA si contesta la mancata attuazione delle riforme nell’ex Birmania

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Bangkok – Sarà un esame non facile quello al quale sarà sottoposto il Myanmar nel corso di questa settimana. Aleggia l’ influenza di Barak Obama, Presidente USA, il quale si aggiungerà al novero dei leader che parteciperanno agli incontri internazionali che si tengono a  Naypyidawma più in generale si tratta di un ulteriore test della “presentabilità” democratica e politica dell’ex Birmania sulla scena globale. Attualmente, quella che era considerata una Nazione ai margini dello sviluppo mondiale fino a poco tempo fa, riveste il ruolo di Presidente di Turno della Associazione degli Stati del Sud Est Asia ASEAN  ma viene fuori da un recente fuoco di fila politico attuato dalla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi che chiede agli Stati Uniti di “temperare” il proprio ottimismo nei confronti del suo Paese, proprio nel lasso di tempo che precede l’arrivo di Barak Obama quest’oggi in Myanmar.

Quella di Barak Obama è la sua seconda visita in terra birmana dal giorno in cui la Giunta militare ha ceduto il passo alla Democrazia eletta ed in quest’occasione incontrerà entrambi sia il Presidente Thein Sein  sia la leader dell’opposizione, il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi: lo scopo principale di marcando con evidenza l’uso della vecchia dizione del Myanmar.

Numerosi attivisti hanno chiesto con urgenza al Presidente USA di prendere nota delle preoccupazioni e dei timori del Myanmar che sottendono le elezioni del 2015.

Una volta caduta la cappa del controllo militare asfissiante, si è liberato il fondamentalismo buddista che si è scatenato contro le minoranze religiose interne, in primis la comunità islamica, ma si sono anche evidenziate le crepe nel tessuto sociale birmano causato –o meglio nascosto- da decenni di dittatura militare che occultava la vera realtà del paese agli occhi del Mondo, dal quale provenivano solo anni di embargo internazionale. Per non dire, poi, di quanto accade a proposito di libertà di stampa, funestata da arresti violenti e ingiustificati e persino di morti tra i giornalisti che hanno tentato di raccontare lo stato reale delle cose nel Paese. Un reporter è morto ucciso proprio durante la detenzione ed era in custodia dell’Esercito, decine di attivisti sono stati arrestati negli ultimi mesi, soprattutto a causa di proteste sulle dispute terriere.

La stessa leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi sta cercando in ogni modo di comunicare soprattutto agli USA circa la stagnazione del Paese in termini di riforme politiche che ancora latitano, sebbene grandemente promesse a parole. Vi è anche da attuare una riforma nell’ambito elettorale ma soprattutto in materia di candidabilità: finora la Giunta ha imposto specifiche restrizioni al fine di restringere il potenziale d’azione della leader dell’opposizione. Ad esempio, è stata promulgata una Legge che impedisce a coloro che hanno relazioni con stranieri o ascendenze straniere di accedere al ruolo di Presidente del Myanmar, guarda caso il Premio Nobel è sposata con un cittadino inglese ed è madre di due figli cittadini inglesi.

Obama riceverà certamente un caldo benvenuto al suo arrivo in Myanmar per il Meeting ASEAN del 12 e 13 Novembre. Ma dietro i sorrisi e le strette di mano i problemi sono in netta fase di crescita nel Paese asiatico.

 

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