venerdì, Settembre 17

Myanmar, petrolio e gas field_506ffbaa4a8d4

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Legislazione, sostenibilità e flessibilità, oggi sono le tre principali chiavi di lettura per la crescita industriale del Paese. Le Compagnie straniere oggi progettano di investire in Società locali, di assumere personale sempre più specializzato e convergere sull’accostare i settori pubblico e privato della produzione concretizzando una partnership utile per la crescita della Nazione. Gli esperti delle Società operative in Myanmar affermano che la chiave per il successo delle Compagnie medesime è di entrare in sintonia con il business locale a fini di reciproco sviluppo. E affermano che prima di avere dei bambini bisogna trovare un partner e prima ancora bisogna avere una fidanzata e prima di avere una fidanzata bisogna prima guardarsi un po’ intorno, prima di trovare quella giusta. Insomma, non si tratta di cose che si fanno nell’arco di una notte.

La competizione presto si farà serrata soprattutto nel settore della esplorazione in acque profonde, con una correlativa sempre maggiore domanda di buoni team professionali che possano seguire passo dopo passo le attività governative in questi ambiti. Finora è stato ampio il supporto della Myanmar Oil and Gas Enterprise (MOGE) – riconoscono gli investitori stranieri – a supporto dei loro progetti ed oggi chiedono che questo tipo di positiva partnership continui ad operare con grande successo per tutte le parti in essere. Talvolta accade che gli investitori stranieri non vedono alcun riscontro o guadagno nel breve periodo o nell’immediato ma bisogna aver pazienza prima che si possano verificare i guadagni e gli introiti attesi e che giustificheranno la mole degli impegni finanziari assunti, visto che si tratta di fonti di energia primaria e che quindi -al di là dell’altalena dei prezzi- si tratta di materie prime essenziali per lo sviluppo economico e finanziario sia locale sia di natura globale.

Il prezzo del petrolio oggi ha raggiunto una quota così bassa da non aver riscontro in tal senso nell’arco di 13 anni almeno, con un valore di 28 Dollari al barile e che si ritiene – tra gli esperti – possa essere un livello che durerà ancora per un po’. L’aver rintracciato gas e petrolio in 20 Blocchi nel Myanmar e l’aver ottenuto i diritti per le ricerche e le perforazioni in acque profonde a partire dal 2018 sono fattori che disegnano panorami rosei nel medio e lungo periodo.

Il Myanmar produce 2 miliardi di piedi cubi di gas ogni anno, soprattutto grazie ai progetti offshore di Yadana, Shwe, Zawtika e Yetagun. E 1.6 miliardi  di piedi cubi al giorno o l’80 per cento sono esportati soprattutto verso Thailandia e Cina.

 

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