mercoledì, Settembre 29

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Ecco perché il professor Aung Tun Thet ha affermato che in questo modo il futuro panorama politico getterà un fondamento più solido per gli investimenti esteri a favore del Myanmar. «Non si può attraversare il mare semplicemente fissando l’acqua. Bisogna solo attraversare il mare, altrimenti non ci sarà mai alcun punto di non ritorno per il Myanmar».

In qualità di membro della Commissione del Myanmar per gli Investimenti (MIC), che sovrintende al settore degli investimenti esteri, il professore ha affermato che gli sforzi che si stanno profondendo attualmente sono quasi tutti nella direzione del voler facilitare la creazione di affari e business nel Paese, allo scopo ultimo di aiutare il Myanmar a riconquistare una posizione e un ruolo economico chiave nel contesto d’area e globale.

Il professor Aung Tun Thet ha anche previsto: «In passato, ci sono voluti due mesi per ottenere una licenza dal MIC. Ora abbiamo ridotto la durata a due soli giorni, e abbiamo in programma anche di ridurre tutto a sole due ore».

Al giorno d’oggi il Myanmar si sforza di essere una società inclusiva: questo dovrebbe rendere ulteriormente appetibile il Paese in vista di investimenti stranieri, i quali dovrebbero concentrarsi su quattro aree principali di riferimento: il finanziamento, il mercato, la tecnologia e la gestione – e successivamente assumersi la responsabilità sociale delle imprese (CSR) ponendola in seria considerazione, ha aggiunto l’esperto accademico.

Tutte le imprese straniere devono impegnarsi a spendere dall’1 al 5 per cento dei profitti sulla responsabilità sociale delle imprese ed essere membri della United Nation Global Compact, che sostiene i diritti umani, i diritti del lavoro, dell’ambiente e della lotta alla corruzione.

Aung Thun Tun Thet è orgoglioso del fatto che ci sono più di 200 membri della United Nation Global Compact nel Paese, di fatto è il numero il più alto nell’intera ASEAN. Il Paese si è anche posto lo scopo di diventare un leader globale nel prossimo futuro in questo senso.

Alla manifestazione, Kobsak Pootrakool, Vice Presidente Esecutivo della Bangkok Bank per il settore bancario internazionale, ha detto che nonostante le preoccupazioni politiche, la prospettiva generale sembra essere brillante.

Passiamo ora a considerare un fattore fondamentale allo sguardo degli investitori stranieri: la stabilità politica.

«La stabilità politica e le prospettive economiche sono due cose diverse. In Thailandia, abbiamo affrontato un sacco di instabilità politica in questi ultimi anni. Ma questo non necessariamente ha danneggiato il nostro progresso economico. La cosa fondamentale è il settore privato. Lasciate che sia il settore privato a guidare l’economia. Ciò porterà verso un ulteriore sviluppo in Myanmar», ha aggiunto Kobsak Pootrakool.

Non importa chi guida il Paese: questo dovrebbe procedere con lo sviluppo economico con slancio suo proprio e concentrarsi sulle sfide, che comprendono le infrastrutture e l’andamento dei prezzi degli immobili. Così, aumentare la capacità del settore pubblico diviene una priorità.

«Yangon diventa un luogo sempre più congestionato. I costi della terra, del lavoro e gli alloggi sono in aumento. Se il Governo non può affrontare queste sfide ora, sarà poi molto difficile che riesca a controllare tutto questo nei prossimi tre anni».

Ken Tun, chief executive officer operativo presso la sede di Yangon della Parami Energy, ha detto che il settore agricolo deve essere rafforzato, e contestualmente un meccanismo per sostenere la migrazione della forza lavoro del settore della manifattura verso la produzione agricola dovrebbe essere pianificato e predisposto in via attuativa al più presto.

 

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