martedì, Giugno 15

Myanmar e bilancia commerciale field_506ffb1d3dbe2

0

seafreight

Bangkok – Il commercio tra Myanmar e Thailandia vale circa l’11 per cento del totale del commercio transfrontaliero del Myanmar, calcolato sulla base di primi cinque mesi dell’anno fiscale in corso, secondo quanto confermato dal Ministero del Commercio.

Il totale del commercio ai sei checkpoint con la Thailandia ha raggiunto un controvalore di 277 milioni di Dollari USA dal 1° Aprile alla fine di Agosto, mentre il totale del commercio estero è stato di 2.458 miliardi di Dollari USA.

Il Myanmar ha un totale di 15 checkpoint commerciali lungo i suoi confini con Thailandia, Cina, India e Bangladesh. I sette punti checkpoint con la Thailandia sono: Tachileik, Kengtung, Myawaddy, Kawthaung, Myeik, Nabulal/Htee Khee e Mawtaung.

Tre in special modo – Myawaddy , Tachileik  e Kawthaung  – svolgono una vera e propria parte del leone nell’ambito commerciale. Myawaddy ha assistito ad una operatività del controvalore di 127 milioni di Dollari USA in pari periodo del primo periodo dell’anno dei cinque mesi di apertura. Tachileik ha avuto un controvalore di 42 milioni di Dollari USA e Kawthaung 42 milioni. Il Myanmar ha siglato un accordo di commercio frontaliero con India, Thailandia, Cina e Bangladesh e pianifica di aprire altri checkpoint commerciali in aree geograficamente strategiche.

Tradizionalmente i partner commerciali preferiti dal Myanmar sono le Nazioni asiatiche e in special modo quelle dell’area ASEAN. Ma il Myanmar ha un import/export parecchio diversificato, tant’è vero che –per avere un quadro più completo dello stato delle cose- bisogna aggiungere che i suoi partner commerciali più grandi sono Malaysia, Giappone, Singapore e Cina. Fino a prima del 2000, di fatto questo costituiva l’80 per cento dell’intero controvalore dell’import/export del Myanmar.

Singapore è il partner più importante considerato dal punto di vista singolo ma anche in termini di import e di export, costituendo il 31 per cento delle esportazioni ed il 10 per cento delle esportazioni. Vi è stata una contrazione del commercio con l’Unione Europea e gli Stati Uniti fin dal la crisi militare e l’ingresso dell’Esercito sulla scena politica del Paese nel 1988 in termini di campagna oppressiva verso le opposizioni politiche. L’Import/Export con gli Stati Uniti costituisce circa il cinque per cento del commercio estero considerato sul suo totale.

Le esportazioni del Myanmar sono prevalentemente basate sui prodotti agricoli, comprendono legumi secchi e fagioli, riso ed altri prodotti provenienti dall’agricoltura. Vi è anche da annotare un vasto mercato nero che contrabbanda animali vivi, gemme, minerali, legno di teak e riso verso le Nazioni confinanti.

Il punto di non ritorno positivo per il Paese è stato il ritorno alla Democrazia, l’abbattimento e/o la restrizione dell’embargo internazionale nei confronti del Myanmar da parte di una buona fetta dei Paesi Industrializzati ed a sviluppo più avanzato sul Pianeta, il ripristino di un clima di fiducia verso il Paese e da parte del Myanmar verso il resto del Mondo, il che ha comportato una vera e propria apertura verso l’esterno ed un sicuro miglioramento dell’Import/Export tra il Myanmar e soprattutto l’area geografica dei Paesi più immediatamente vicini al Myanmar stesso oppure da parte di Paesi affini in quanto a collocazione nel Continente asiatico.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->