martedì, Ottobre 19

Musulmani obbligati a convertirsi al cristianesimo

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Queste denunce si aggiungono a quelle di aver intenzionalmente creato a tavolino la guerra civile in Mali (supportando il movimento indipendentistico del Azawat e gruppi terroristici islamici al nord del Paese), di supportare il regime razial-nazista in Burundi del criminale di guerra Pierre Nkurunziza (recentemente auto elettosi Presidente tramite elezioni farsa) e l’arresto di agenti speciali francesi in Camerun, ai confini con la Nigeria, trovati con un colossale carico di armi e ingente quantità di dollari di cui le autorità camerunesi e nigeriane sospettano essere state destinate al gruppo terroristico Boko Haram. L’appoggio a regimi sanguinari quali quello della Famiglia Kabila in Repubblica Democratica del Congo o quello di Ouattara in Costa d’Avorio, completano la sequenza di crimini francesi commessi in Africa. Crimini che sono strettamente legati ad una verità occultata ma ormai evidente: le ex colonie africane sono l’unica fonte di materie prime e finanziaria rimasta all’economia francese che sta subendo un non dichiarato ma reale collasso. L’interruzione del flusso monetario dalle colonie africane alla Madre Patria aprirebbe in Francia scenari simili a quelli che sta vivendo la Grecia con gravi ripercussioni sull’Unione Europea.

L’emergere di accuse sostenute da prove inconfutabili stanno creando il rischio di indagini giudiziarie internazionali contro il Governo francese. Per evitare tale scenario l’Eliseo sta, da una parte, bloccando ogni inchiesta indipendente delle Nazioni Unite – dal Burundi al Mali -, dall’altra, sta tentando di applicare lastrategia ivorianaproprio nella Repubblica Centrafricana per coprire i crimini contro l’umanità commessi. La Francia sta appoggiando, influenzando e finanziando Ong in difesa dei diritti umani francesi e centrafricane che stanno richiedendo l’istituzione di una Tribunale Speciale  a cui affidare le procedure giuridiche contro i crimini in Centrafrica. La richiesta, condivisibile sotto un punto di vista di giustizia internazionale, nasconde il tentativo di creare una istituzione giuridica ufficialmente indipendente ma controllata dalla Francia con l’obiettivo di offrire all’opinione pubblica internazionale una parvenza di giustizia nel Paese africano, giudicando alcuni crimini commessi, ma accuratamente selezionati, al fine di sviare le inchieste sui veri responsabili.

Il tribunale speciale, secondo la richiesta di queste ONG, abilmente pilotata dal Governo francese, dovrebbe avvalersi dei contributi di giudici internazionali e della Corte Penale Internazionale, nota per le sua dipendenza finanziaria verso le potenze occidentali, di cui la Francia è il primo ente finanziatore. Nel caso della Costa d’Avorio la Corte Penale Internazionale è stato un formidabile strumento di autentica ingiustizia utilizzato dalla Francia per giustificare l’attacco militare contro un Presidente democraticamente eletto e l’instaurazione del regime di Alassane Dramane Ouattara, che ora sta affrontando la sua prima prova elettorale in un clima di violenza e di intimidazioni della opposizione simile a quella del Burundi, ma censurata dai media occidentali, francesi in primo luogo. La CPI nella Costa d’Avorio ha perseguito solo l’ex Presidente Laurent Koudou Gbagbo e i membri del suo partito, ignorando sistematicamente i crimini contro l’umanità commessi dal campo filo francese di Ouattara. Operazione talmente maldestra che tra gli ambienti giuridici internazionali si denunciano gravi alterazioni del concetto di giustizia egualitaria ed indipendente.

Il rapporto di Amnesty International ha indirettamente creato un clima difficile per la visita in Africa del Santo Padre dove si giocherà la sua reputazione di riformatore e progressista. Le domande che ci si pone qui nel Continente sono semplici. Papa Francesco quando visiterà il Centrafrica, avrà il coraggio di denunciare i crimini contro l’umanità commessi dalla Francia, la pulizia etnica e le conversioni forzate al cristianesimo? Incoraggerà la Chiesa Cattolica a lottare al fianco dei fratelli musulmani contro queste ingiustizie creando un vero clima di pace? Condannerà i Signori della Guerra che stanno commettendo crimini contro l’umanità in nome della cristianità? Se non ci sarà nessuna chiara presa di posizione e condanna, la visita rischia di diventare un indiretto avvallo del colonialismo francese sul continente, proprio come la sua visita in Uganda rischia di avvallare la politica del Presidente Yoweri Museveni al potere da 30 anni. Ogni spiegazione su eventuali mancate denunce e prese di posizione del Santo Padre sulle responsabilità in Centrafrica è obiettivamente da collocare nell’universo della propaganda.

Il rapporto di Amnesty International evidenzia anche l’impunità assicurata alle potenze occidentali che compiono crimini contro l’umanità dall’Africa al Medio Oriente. Impunità senza precedenti nella storia, che sta creando odio e rancore, rafforzando l’emergere di nuove potenze, come Russia, Cina o India, considerate dall’Occidente nefaste, ma che sembrano adottare una politica estera meno aggressiva e più rispettosa nel continente.

 

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