martedì, Ottobre 19

Musulmani obbligati a convertirsi al cristianesimo

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Nessuna reazione ufficiale al devastante rapporto di Amnesty International è stata registrata dal Presidente ad Interim Catherine Samba-Panza, dalle Nazioni Unite e dal Governo francese, tutti additati da Amnesty International come responsabili indiretti della situazione. Joanne Mariner, responsabile Amnesty International delle Crisi Internazionali denuncia senza mezzi termini la totale assenza delle truppe francesi e dei caschi blu dell’ONU all’interno del Paese. Questa assenza favorisce lo sterminio dei musulmani e la conversione forzata al cattolicesimo attuata dalle milizie cristiane. Silenzio anche dal Vaticano. Un che stride con la posizione fino ad ora mantenuta dalla Chiesa Cattolica nel Paese: le milizie genocidarie cristiane non sono mai state ufficialmente appoggiate dalla Chiesa Cattolica, al contrario, molte parrocchie hanno offerto rifugio ai musulmani evitando così che venissero trucidati a colpi di machete.

Atteggiamento opposto a quello adottato dalla Chiesa Cattolica durante il genocidio avvenuto in Rwanda nel 1994, dove circa il 48% dei tutsi e hutu moderati furono trucidati dalle milizie Interahamwe proprio nelle chiese con la complicità di preti locali e della gerarchia ecclesiastica cattolica del tempo in Rwanda. Decine di preti che hanno commesso atroci atti di genocidio sono successivamente fuggiti per evitare la giustizia. Vari storici africani sospettano che il Vaticano abbia organizzato le fughe di questi criminali grazie ad una premeditata operazione simile alla controversa operazione ‘Ratline’, che secondo alcuni storici sarebbe stata organizzata da Papa Pacelli con la complicità degli Alleati, alla fine della seconda guerra mondiale, per far fuggire 30.000 nazisti ricercati verso posti sicuri: Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Argentina, Australia e Nuova Zelanda. Questi preti ruandesi ricercati dal Governo di Kigali per crimini contro l’umanità ora vivono in semi anonimato esercitando il culto in remote parrocchie sparse tra Italia e Francia.

Il rapporto pubblicato da Amnesty International è un duro colpo alla credibilità del Governo provvisorio artificialmente instaurato dalla Francia. La Presidente Chatherine Sanza-Panza aveva promesso di rappresentare tutti i cittadini centrafricani e di rafforzare la pace e il processo di riconciliazione nazionale prima delle elezioni previste per il prossimo ottobre. Una promessa evidentemente non mantenuta. Sul Governo, sotto accusa per numerosi scandali finanziari che hanno coinvolto la stessa presidentessa, grava il sospetto di appoggiare indirettamente le milizie genocidarie cristiane al fine di completare la pulizia etnica della minoranza musulmana percepita come un pericolo per la continuità di un Governo che, di fatto, è sotto il controllo dell’apparato politico-industriale francese.

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