lunedì, Giugno 27

Musica colta in estinzione su Radio Rai 3

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Se il primo spazio, insieme alla programmazione musicale extra Terzo Anello, era di fatto gestita da Michele Dall’Ongaro -attuale sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia-, il secondo era governato da Marino Sinibaldi, diventato direttore di Radio Rai 3 nell’agosto del 2009.
A partire da quella stessa data, Sergio Valzania si è dedicato alla esclusiva guida di ‘Radio Rai 2‘, che ha consolidato negli anni ottimi risultati di ascolto e di gradimento anche perché l’impostazione seguita dal canale radiofonico si è sempre basata su programmi di successo (come, ad esempio il ‘Ruggito del coniglio’, ‘Seiunozero’ o ‘Caterpillar’) e sulle brillanti conduzioni di alcuni personaggi di indubbio talento (Fiorello su tutti). Il tutto accompagnato da spazi musicali dedicati alla popular music, spesso gestiti con competenza e passione.

Sinibaldi, una volta nominato direttore della rete, ha eliminato il Terzo Anello con le sue bizzarre incongruenze. E di questo possiamo essergliene grati.
La linea editoriale impostata dal nuovo direttore ha visto dunque un ritorno all’idea di radio di programmi, particolarmente centrati sull’approfondimento culturale.
Ma la musica che spazio ha? e, soprattutto, che ruolo gioca?

Premettendo che la programmazione è diversificata tra le giornate feriali e quelle festive, partiremo da una breve analisi del peso degli ascolti musicali nella programmazione dei giorni che vanno dal lunedì al venerdì.
Un minimo di spazio musicale lo troviamo di prima mattina, nel programma ‘Qui comincia’ in onda dalle ore 6:00. Svegliandosi molto presto si ha dunque la possibilità di intercettare qualche brano di musica colta tra divagazioni su attualità o letteratura e racconti vari: una ventina di minuti, o poco più. Poi si deve attendere fino alle 9:30 per riascoltare nuovamente alcuni brevi brani nel corso di ‘Primo movimento’, programma dedicato alle novità discografiche, anche qui circa una ventina di minuti di ascolto.
Nel coso delle tre ore e un quarto precedenti, l’ascolto musicale si limita a brevi proposte jazzistiche che intervallano il parlato di ‘Pagina 3’, programma dedicato alle pagine culturali nei giornali, riviste e siti web.
Un’altra attesa di due ore per arrivare finalmente al ‘Concerto del mattino’, un’ora dedicata ad una selezione di registrazioni di concerti da festival, rassegne e stagioni lirico-sinfoniche.
Calcolando i tempi dedicati alla presentazione dei brani, il totale degli ascolti musicali nel corso delle prima sette ore di programmazione mattutina non supera un’ora e mezzo, ovvero poco più del 21%.
Il primo pomeriggio è abitualmente aperto da uno storico programma, ‘La barcaccia’: nel corso del quale si ascoltano brani dal repertorio operistico, durante l’estate questo programma è sostituito da altri che, in ogni caso, non arrivano a proporre più di venti o trenta minuti di ascolto musicale.
Nelle ore successive la musica colta, a parte rare eccezioni, di fatto scompare.
Gli unici due programmi che parlano di musica sono ‘Alza il volume’, che dura trenta minuti e presenta in modo peraltro interessante materiali musicali di vario genere prevalentemente di popular music, e ‘Sei gradi’, della durata di circa quarantacinque minuti.
Quest’ultimo si ispira alle ipotesi dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy e agli esperimenti del sociologo Stanley Milgram, per cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze che non necessita di più di cinque intermediari.
Le proposte di queste concatenazioni vengono scelte tra quelle inviate dagli stessi ascoltatori: anche in questo caso la percentuale di musica colta occidentale trasmessa è piuttosto bassa, mediamente una decina di minuti al massimo nel corso dell’intero programma.  Poi più nulla fino alle 19:50, quando inizia ‘Radio3 Suite’.
Nelle quasi sette ore di programmazione pomeridiana la percentuale di spazio dedicato all’ascolto di musica colta scende all’incirca al 7%.
Il totale, nel corso delle prime quattordici ore di programmazione, non supera dunque le due ore, pari ad un modestissimo 14%.

Chi ha sete di ascolti di musiche colte di qualità è dunque costretto ad attendere ‘Radio3 Suite’ per poterla soddisfare: il contenitore propone, infatti, concerti, opere ed eventi spesso di grandissimo interesse e di alta qualità, insieme a commenti, interviste e approfondimenti altrettanto interessanti.
Certo, la lunga attesa nel corso della altrettanto lunga giornata, spesa tra dibattiti, confronti e chiacchiere varie, può provocare un certo grado di stanchezza nel musicofilo, o musicomane.
Il rischio è che si sintonizzi su un altro canale, come ‘Rai FD5’, o come ‘Radio24’, a cui la programmazione di ‘Radio Rai 3’ sembra in alcuni momenti ispirarsi. Ma le copie possono spesso risultare sbiadite, rispetto l’originale.

 

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