sabato, Aprile 17

Musica colta in estinzione su Radio Rai 3

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Il terzo millennio era da poco iniziato e, grazie alla nascita del secondo Governo Berlusconi -come in occasione di ogni nuovo Governo- fu deciso l’ennesimo giro di valzer per nominare le figure dirigenziali della Rai.
La direzione del terzo canale radiofonico -quello dedicato principalmente a soddisfare i perversi istinti di quella sparuta minoranza di italiani che continuano a nutrire un qualche interesse per fenomeni culturali quali la musica colta, la letteratura, l’approfondimento informativo, il teatro e il cinema d’autore- fu affidata a Sergio Valzania, allora direttore di ‘Radio 2‘ -canale dedicato all’intrattenimento- , incarico che ricopre ancor oggi.
La linea editoriale dichiarata da Valzania si basava sul possibile coinvolgimento di un pubblico più giovane, rispetto a quello abituale del terzo canale radiofonico.
Dunque, tra le varie cose, eliminò lo storico contenitore mattutino (‘Mattino3’) durante il quale erano proposte varie rubriche, ascolti di concerti, commenti e recensioni.

Valzania propose l’idea di unaradio di flusso’, in contrasto con l’ormai obsoleta idea di ‘radio di programmi’, e per farlo si avvalse di un software che programmava l’ascolto musicale secondo predeterminati parametri, originariamente ideato per la programmazione musicale delle reti radiofoniche commerciali. La cosa venne chiamata ‘Terzo Anello’, i parametri dovevano soddisfare la coerenza nel sollecitare un particolare stato d’animo (mood) dell’ascoltatore nel corso della giornata: le musiche selezionate dal software avevano dunque il compito di ispirare un certo umore nelle ore mattutine, diverso da quelle dell’ora di pranzo o del primo pomeriggio. E’ infatti cosa nota che nulla di più sgradevole può accadere all’essere umano che essere disturbato con musiche non appropriate durante la digestione.

I conduttori introducevano i brani selezionati dal sistema con brevi interventi da un minimo di un minuto ad un massimo di tre; non potendo più ‘portarsi i cd da casa‘ potevano solo affidarsi alla benevolenza della macchina, sperando di sapere cosa dire per presentare degnamente i vari brani. Nel caso si fossero trovati in difficoltà, uno staff di giovani collaboratori metteva a punto apposite schede di presentazione che, fortunatamente, furono utilizzate con molta parsimonia dai conduttori poiché erano sovente ricche di esilaranti strafalcioni.
Alcune di queste ‘perle’ furono raccolte e pubblicate nel sito ‘amicidiradiotre.com’ che fu creato fin dagli inizi della gestione Valzania per permettere ai nostalgici ascoltatori di esprimere le loro perplessità circa la nuova linea editoriale. In effetti il Terzo Anello presentava alcune criticità: la prima era che il software poteva selezionare brani di durata limitata, dunque l’ascoltatore non poteva godere un’intera sinfonia ma, al massimo, un movimento, purché breve.
Per sentire qualcosa di completo doveva avere la pazienza di attendere le ore serali, durante le quali il flusso del Terzo Anello si interrompeva per lasciare spazio al contenitore tuttora esistente, ‘Radio3 Suite’, che proponeva registrazioni o dirette di interi concerti. Oppure, nei giorni di festa, ‘Radio Rai 3‘ proponeva nella tarda mattinata, e continua farlo, i Concerti dal Quirinale.
La seconda criticità era dovuta all’incongruenza tra i parametri di scelta del software, che teneva conto principalmente dell’umore che avrebbe dovuto ispirare nell’ascoltatore, e gli argomenti trattati nelle rubriche nel corso della giornata.
Così poteva accadere che, dopo un dibattito sulle tragiche conseguenze della seconda guerra del Golfo, si potesse ascoltare qualche allegra Contraddanza mozartiana o un’Ouverture rossiniana.
L’effetto poteva risultare paradossalmente straniante.
Oltre allo spazio tardo serale vi erano altre enclave che sfuggivano alla morsa del Terzo Anello: uno di questi era ‘Fahrenheit’, dedicato ai libri e alla letteratura.

 

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